Il governo Conte 2 è ufficialmente nato. Il presidente del Consiglio incaricato, Giuseppe Conte, ha sciolto la riserva e ha consegnato la lista dei ministri al capo dello Stato, Sergio Mattarella. I ministri saranno in totale 21, di cui 10 del Movimento 5 Stelle, 9 del Pd, un tecnico e uno di Liberi e Uguali. Ora, però, come ha ricordato Mattarella, la parola spetta al Parlamento: le due Camere dovranno votare la fiducia al governo Conte e i numeri non sono così netti e scontati. Il voto, comunque, non si terrà prima della prossima settimana. Domani, intanto, è previsto alle 10 il giuramento dei nuovi ministri al Quirinale.

Nasce il governo Conte 2, le prossime tappe

Il primo passaggio, dopo che Conte ha sciolto la riserva al Colle oggi, è previsto sempre al Quirinale. E si terrà domani alle 10, quando i nuovi ministri dovranno prestare giuramento. Si passa poi al voto di fiducia in Parlamento: si parte dalla Camera. A Montecitorio la discussione inizierà lunedì alle 11, con il voto previsto in giornata. Al Senato, invece, la discussione e il voto di fiducia si terrà martedì 10 settembre. Per il momento viene esclusa l’ipotesi che il voto in entrambi i rami del Parlamento si tenga nello stesso giorno. Da quel momento inizierà, per davvero, la vita del nuovo governo Conte.

I numeri alla Camera

La prima prova di fiducia è quella dell’Aula di Montecitorio. Qui la nuova maggioranza non teme sorprese. La maggioranza assoluta è posta a 315 voti. Il Movimento 5 Stelle ha 216 seggi, il Partito Democratico 111: sommandoli siamo a 327. Già al di sopra della soglia necessaria per la tranquillità. A questi voti si aggiungono i 14 di Liberi e Uguali e altri 7 del Gruppo Misto (nelle componenti di Civica Popolare e quasi certamente anche di +Europa). Siamo, così, a 348. E a questi si potrebbe aggiungere qualche altro singolo esponente del Misto o di altri gruppi.

I numeri al Senato

La nuova maggioranza corre qualche rischio in più al Senato. Dove la maggioranza è fissata a quota 161. Per ora Conte può contare su 106 voti (su 107, Paragone ha già annunciato che non sosterrà il governo) del Movimento 5 Stelle e su 51 del Pd. Siamo così a 157. A questi si aggiungono i quattro sì di Liberi e Uguali, ormai certi dopo l’ingresso nel governo di Roberto Speranza. Arrivando così a 161. Poi c’è il Gruppo Misto, di cui fanno parte: Emma Bonino di +Europa (ma dovrebbe votare no), Riccardo Nencini del Psi (potrebbe essere favorevole), più altri cinque ex M5s (che potrebbero votare la fiducia). Contando questi altri voti saremmo a quota 167.

Dalle Autonomie potrebbero arrivare altri tre sì, compreso quello di Casini. Qualche dubbio viene da Svp, che si dovrebbe astenere. Ancora, nel conteggio ci sono i senatori a vita: sono sei. Facendo tutte queste somme, comunque, la maggioranza dovrebbe poter contare su 170 voti. La somma è semplice: 106 del M5s, 51 del Pd, 10 dal Misto (di cui fa parte Leu) e 3 dalle Autonomie. I no certi, invece, sono 140 e vengono da Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia. Anche se dal partito di Silvio Berlusconi potrebbe arrivare qualche sorpresa. Gli incerti, per il momento, sembrano essere una decina. Una volta superato lo scoglio della fiducia, comunque, ci sarà un altro ostacolo che riguarda i lavori parlamentari sia alla Camera che al Senato: la Lega ha tutta l’intenzione di mantenere la presidenza delle commissioni. Con il rischio che si opponga alla nuova maggioranza durante l’esame dei provvedimenti in commissione.