Presidente uscente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini ha sconfitto la sua sfidante, Lucia Borgonzoni, e la Lega di Matteo Salvini alle elezioni regionali e si conferma alla guida dell’ente. Quasi otto punti di vantaggio e una vittoria che porta la sua firma, tanto che il candidato ha raccolto più voti (differenza di oltre tre punti percentuali) della sua coalizione. Esponente del Pd, Bonaccini è stato sostenuto anche da una lista civica, da Emilia-Romagna Coraggiosa, dai Verdi, da +Europa e da Volt. Ricoprendo il ruolo di presidente di Regione è anche alla guida della Conferenza delle Regioni. Bonaccini è nato a Modena il primo gennaio del 1967, è sposato e ha due figlie.

Gli esordi in politica di Bonaccini

La carriera politica di Bonaccini inizia alla fine degli anni Ottanta. Nel 1990 viene nominato assessore alle Politiche giovanili, alla cultura, allo sport e al tempo libero nel comune di Campogalliano, nel modenese. Dal 1993 al 1995 ricopre il ruolo di segretario provinciale a Modena della Sinistra giovanile e nel 1995 viene eletto segretario del Pds nella città di Modena. E nella stessa città ricopre il ruolo di assessore dal 1999 al 2006. Nel 2007 diventa segretario provinciale del Pd di Modena, prima di venire eletto – nella stessa città – come consigliere comunale nel 2009. Partecipa, quindi, alle primarie per diventare segretario del Pd in Emilia-Romagna: vince sostenendo la mozione Bersani.

Bonaccini e la Regione Emilia-Romagna

Subito dopo Bonaccini punta all’ingresso all’interno della Regione, che gli riesce, come consigliere regionale, nel marzo del 2010. Nel frattempo, dopo aver sostenuto Bersani alle primarie, nel 2013 sceglie di schierarsi con Matteo Renzi nella sfida interna al Pd. Lo stesso Renzi lo nomina responsabile nazionale degli Enti locali nella segreteria dem. Con la fine della presidenza di Vasco Errani in Regione, decide di correre alle primarie del centrosinistra per guidare l’ente. Partecipa alle primarie e, nonostante una bassa partecipazione, le vince e a settembre 2014 diventa il candidato ufficiale del Pd. Alle elezioni regionali dello stesso anno vince con il 49% dei voti e un ampio margine sul suo sfidante del centrodestra, ma con un’affluenza bassissima, che non va oltre il 37%. Oggi la sua vittoria su Borgonzoni è meno netta, ma il presidente dell’Emilia-Romagna aumenta i suoi voti, supera la soglia del 50% e vince con un’affluenza molto più alta.