Era il voto più atteso, quello che poteva riscrivere la storia del governo. Ma la vittoria del centrosinistra alle elezioni regionali in Emilia-Romagna consegna un po’ di serenità in più anche al governo Conte. E lo sa bene il segretario del Pd, Nicola Zingaretti, che può festeggiare l’affermazione non solo di Stefano Bonaccini, rieletto presidente, ma anche del Pd, che respinge l’attacco della Lega e resta primo partito in Regione. Quando sono state scrutinate 4.333 sezioni su 4.520 i risultati sono ormai definitivi e il vantaggio di Bonaccini va oltre le aspettative dei primi exit poll: quasi otto punti in più della sua rivale, la leghista Lucia Borgonzoni. Chi, invece, non ha nulla da festeggiare è il Movimento 5 Stelle, che con Simone Benini si ferma al di sotto del 4%. Positivo il dato sull'affluenza, quella finale è al 67,68%: il 30% in più dell'ultima tornata elettorale regionale del 2014.

Elezioni Emilia-Romagna, i voti dei candidati: Bonaccini davanti a Borgonzoni

Bonaccini non solo vince, ma riesce anche a superare la soglia del 50% dei voti ottenuti, arrivando al 51,38%. Staccata, quindi, Lucia Borgonzoni: la senatrice leghista si ferma al 43,71% e l’attesa conquista della Regione storicamente ‘rossa’ non riesce. Molto più indietro tutti gli altri candidati, a partire da Simone Benini, del Movimento 5 Stelle, che si ferma al 3,44%. Troviamo poi Domenico Battaglia (del movimento no-vax 3V) allo 0,47%, Laura Bergamini (Partito Comunista) allo 0,44%, Marta Collot (Potere al Popolo) allo 0,30% e Stefano Lugli (L’Altra Emilia-Romagna) allo 0,26%.

Regionali Emilia-Romagna, tra le liste Pd davanti alla Lega

L’altra sfida nella Regione era quella per il ruolo di primo partito, con una partita che si prevedeva equilibrata e in cui in molti davano per favorita la Lega. Ma, nonostante un maggiore equilibrio tra i voti di lista rispetto a quelli per i candidati presidenti, è il Partito Democratico a ottenere più voti. Le liste a sostegno di Bonaccini ottengono il 48,10% dei voti (circa il 3% in meno rispetto a Bonaccini stesso), mentre il centrodestra raccoglie il 45,46% (quasi il 2% in più della candidata Borgonzoni).

Il primo partito è il Pd, con il 34,60% dei voti. Seguito dalla Lega al 31,95%: un vantaggio di due punti e mezzo che non era per nulla scontato stando alle previsioni della vigilia. Per quanto riguarda le liste a sostegno di Bonaccini, oltre al Pd troviamo anche un buon risultato della lista Bonaccini presidente, al 5,80%. Emilia-Romagna coraggiosa raggiunge il 3,79%, mentre Europa Verde raggiunge l’1,95%, +Europa all’,1,53% e Volt allo 0,43%.

Le liste a sostegno di Borgonzoni, oltre al comunque ottimo risultato della Lega, vede anche Fratelli d’Italia all’8,64%, Forza Italia al 2,58%, Rete civica Borgonzoni presidente all’1,73%, Il Popolo della famiglia-Cambiamo allo 0,28%, così come Giovani per l’ambiente. L’altro risultato di lista da sottolineare è quello del Movimento 5 Stelle, che ha raccolto il 4,71% dei voti, contro il 3,44% del candidato presidente Simone Benini.

Emilia-Romagna, esulta il Pd e Zingaretti ringrazia le Sardine

Nicola Zingaretti, ringraziando il movimento delle Sardine, ha sottolineato il dato del Pd, ritenuto “straordinario” considerando le “due scissioni” subite. Il segretario dem non ha dubbi: “Oggi Salvini ha perso le elezioni”. Anche se il leader leghista rivendica il risultato della sua candidata, perché “dopo 70 anni in Emilia-Romagna c’è stata una partita” e lo scontro non ha avuto un esito scontato. Esulta Bonaccini che si rivolge alla Lega: “Io ho sempre consigliato di essere prudente nei giudizi, perché l’arroganza non paga mai”. Parla di vittoria “bellissima” il leader di Italia Viva, Matteo Renzi. Per la candidata leghista, Lucia Borgonzoni, quello del 26 gennaio è comunque “un grande risultato”.