La tradizionale cerimonia per l'inaugurazione del nuovo anno scolastico è ospitata da Vo' Euganeo, il primo Comune italiano ad essere dichiarato zona rossa e anche quello dove si registrò la prima vittima a causa del coronavirus. Hanno partecipato anche la ministra dell'Istruzione, Lucia Azzolina, e il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. In uno dei primi luoghi costretti a chiudere le scuole si è celebrato il ritorno tra i banchi: "Nell'ultimo periodo è stato inferto al nostro Paese, come a tanti altri, una profonda ferita. Durante la pandemia ci siamo sentiti smarriti e quando la scuola ha dovuto interrompere le attività didattiche in presenza è stato un dolore per tutti", ha detto Azzolina visibilmente commossa.

Parlando delle sfide che il settore della scuola si è trovato ad affrontare, la ministra ha anche sottolineato come la pandemia abbia messo in evidenza l'enorme complessità di tutti quei fattori che influiscono sul buon funzionamento delle attività scolastiche. "In questi mesi la comunità scolastica ha affrontato venti avversi e insidie per tornare alla normalità. Quella scuola che abbiamo fatto ripartire con un lavoro incessante", ha aggiunto. "Far ripartire la scuola era un imperativo morale. Pur immaginando le difficoltà che dovremo affrontare sappiamo che la scuola è luogo di apprendimento, socialità e anche legalità. A scuola si imparano le regole e quanto sia importante rispettarle. Oggi siamo chiamati a riappropriarci di tutto questo, coniugandolo con la sicurezza e con la necessità di acquisire nuove abitudini", ha proseguito Azzolina.

Tornando ad avvertire sulle difficoltà future, la ministra ha sottolineato che non si deve dimenticare quanto passato in questi mesi o fingere che l'epidemia di coronavirus non sia più in mezzo a noi: "Ci saranno casi da gestire, possibili contagi. Anzi, ci sono già stati. Ma non dobbiamo avere paura: li affronteremo insieme". E ha ribadito ancora come la pandemia abbia evidenziato la necessità di investire di più sulla scuola: "Questo è un momento storico. Non si tratta solo di ricostruire e di ripartire. Ma di trasformare le difficoltà in occasioni di rinnovamento. Ci riusciremo solo domandoci di cosa hanno bisogno i nostri ragazzi e le nostre ragazze. Rimettere davvero la scuola al centro non è un'utopia".

Il presidente della Repubblica Mattarella ha sottolineato che "mai come in questa occasione il nuovo anno è simbolo di ripartenza per l'intera società". E ancora: "Ripartire da Vo' Euganeo esprime ancora di più la piena ripresa dell'Italia. Avete sofferto, ragazzi, e abbiamo sofferto tutti. La scuola è specchio della società: ecco perché in questi giorni sono di speranza". Mattarella ha quindi dedicato alcune parole alla vittime del Covid-19. "La chiusura delle scuole, così come molte altre rinunce, ha contribuito a salvare vite umane. A evitare dolori più grandi", ha aggiunto. Ma non solo: il presidente ha ricordato anche le vittime dell'odio, in primis Willy Monteiro. E ha ribadito come la scuola debba essere il luogo dove si diffondono i valori contro la violenza e la discriminazione. "So bene quanto la scuola vi sia mancata. Quel che è accaduto è stata una lezione di vita che vi ha fatto comprendere come la scuola sia fondamentale per ciascuno di voi", ha concluso il capo dello Stato.