10 Giugno 2022
09:37

A che punto è l’iniziativa dei cittadini europei per l’introduzione del reddito base incondizionato

L’iniziativa dei cittadini europei per introdurre un reddito di base incondizionato in tutta l’Unione ha tempo ancora due settimane per raccogliere le firme necessarie. Vediamo di che cosa si tratta e a che punto siamo.
A cura di Annalisa Girardi

Ci sono ancora due settimane di tempo: la raccolta firme per l'iniziativa dei cittadini europei per introdurre un reddito di base incondizionato in tutta l'Unione scade il prossimo 25 giugno. L'obiettivo è quello di ridurre le disparità e in questo modo assicurare a "ciascun cittadino la sussistenza e la possibilità di partecipare alla società nel quadro della sua politica economica". E inoltre, come si legge sul sito dell'iniziativa, in tal modo si conseguirebbe anche l'obiettivo sancito da una dichiarazione comune di Commissione, Consiglio e Parlamento europei, per cui "l'Ue e i suoi Stati membri sosterranno regimi di previdenza sociale efficienti, sostenibili ed equi per garantire un reddito di base". E combattere così le diseguaglianze.

Cos'è il reddito di base incondizionato

Ma facciamo chiarezza: quando si chiede un reddito di base incondizionato, di che cosa si sta parlando? Per definirlo si deve fare riferimento a quattro diversi criteri: universale, individuale, incondizionato e sufficiente. Universale perché deve essere versato a chiunque, indipendentemente dal reddito o dal patrimonio dei singoli. Individuale in quanto chiunque ne ha diritto, a prescindere dallo status familiare in modo da consentire l'autonomia dei singoli. Incondizionato perché non deve essere soggetto ad alcuna condizione preliminare, come ad esempio quella del lavoro. Sufficiente in quanto deve consentire di avere un tenore di vita dignitoso. Pertanto l'importo dovrebbe sicuramente essere al di sopra della soglia di povertà stabilita dalla normativa europea, quindi oltre il 60% del cosiddetto reddito medio netto equivalente nazionale.

Come sta andando l'iniziativa dei cittadini europei

L'iniziativa è indirizzata alla Commissione, a cui si chiede di presentare una proposta di normativa per avviare i redditi di base incondizionati in tutte l'Ue. Da settembre 2020, quando è stato lanciato il progetto, sono già state raccolte 242.964 firme: come si vede dalla pagina dove è possibile sottoscrivere la petizione, però, non sono abbastanza. L'obiettivo finale, infatti, è quello di un milione di firme: per ogni Stato membro, tenendo anche conto della popolazione, è stata fissata una soglia da raggiungere e, perché l'iniziativa abbia esito positivo, è necessario che almeno 7 Paesi la superino. Al momento, però, solo due hanno raggiunto questa quota: Italia e Slovenia.

Cosa dice la normativa europea

I promotori dell'iniziativa sottolineano come l'introduzione del reddito di base incondizionato promuoverebbe alcuni obiettivi citati in diversi testi fondamentali dell'Unione europea. Ad esempio l'articolo 2 del Trattato sull'Ue afferma che l'Ue si fondi sul rispetto "della dignità umana, della libertà, della democrazia, dell'uguaglianza, dello Stato di diritto e del rispetto dei diritti umani", che il reddito di base incondizionato aiuterebbe a salvaguardare, garantendo la sicurezza materiale necessaria per partecipare all vita sociale della comunità.

Oppure, l'articolo 1 della Carta dei diritti fondamentali dell'Ue sancisce l'inviolabilità della dignità umana, un altro aspetto a cui contribuirebbe il reddito di base incondizionato a tutti i cittadini. Ma, sempre dalla Carta, vengono anche citati l'articolo sulla proibizione della schiavitù e del lavoro forzato (in cui non rischierebbero più di cadere i vulnerabili, potendo contare comunque su un entrata), quello sulla libertà e sulla sicurezza e quello sulla libertà professionale e sul diritto di lavorare (con una base economica assicurata, ognuno sarebbe libero di professare il lavoro che più considera accettabile).

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