"Sono andato a Macerata e per questo io e la mia famiglia abbiamo ricevuto offese e minacce. Ma sono stato cresciuto da comandanti partigiani e mi hanno insegnato che i fascisti non vanno tenuti in considerazione perché al momento buono sono sempre scappati. Non mi fanno paura". A dichiararlo, nel corso di un'intervista concessa a Circo Massimo su Radio Capital, è il ministro della Giustizia Andrea Orlando. Commentando la tentata strage di immigrati a opera di Luca Traini, il ministro Orlando si è inoltre detto preoccupato per gli applausi ricevuti in carcere da Traini: "Gli applausi mi preoccupano, sono un altro segno di una profonda involuzione, dobbiamo reagire. Non possiamo solo dire ‘ma sì, in fondo…', teniamo conto di chi alimenta questo clima, altrimenti è destinato a crescere".

Per quanto riguarda la manifestazione antifascista, che avrebbe dovuto tenersi sabato 10 febbraio ma è stata annullata su richiesta del sindaco di Macerata, il ministro della Giustizia si è detto favorevole all'organizzazione di una manifestazione di testimonianza in piazza: "Se il sindaco di Macerata ritiene che è meglio ora evitare manifestazioni, è una scelta rispettabile. Ma un momento in cui si consenta a chi rappresenta la patria, come l'Anpi, di testimoniare i valori del nostro Paese, va pensato. Non c'è stata una sorta di equivalenza nel voler evitare le manifestazioni promosse per sabato da una parte dall'Anpi e dall'altra dall'ultradestra a Macerata. Il momento è delicato, si ha paura per la gestione della piazza ma certo se suonasse come equivalenza sarebbe totalmente inaccettabile". 

Il ministro ha inoltre dichiarato di trovare "inaccettabile" il fatto che si cerchino "giustificazioni sociologiche" al comportamento di Luca Traini: "Matteo Salvini e Silvio Berlusconi sono degli irresponsabili: dare una forma di giustificazione a un comportamento criminale e terroristico è un modo per sdoganarlo e dargli un valore politico, è un rischio enorme. Quest'anno il numero degli stranieri presenti in Italia, dopo anni, è diminuito: sono più gli italiani andati all'estero che gli stranieri arrivati. Berlusconi cosa direbbe se anche gli altri Paesi rimandassero indietro i nostri concittadini? I fenomeni vanno regolati, certo, ma dire che siccome Traini ha sparato bisogna mandare a casa 600mila persone è un modo di ragionare che disonora il Paese, la Costituzione e quella che pomposamente la destra chiama ‘patria', che è una cifra di civiltà e di valori".