Stefano Caldoro, candidato del centro destra alla presidente della Regione Campania, sfida Vincenzo De Luca per la terza volta. Arrivano all'investitura definitiva dopo un lungo confronto tra Forza Italia, Fratelli d'Italia e Lega, Caldoro, di antiche tradizioni socialiste, si gioca "la bella" con De Luca, dopo la vittoria del 2010 e la sconfitta del 2015. A Fanpage.it per presentare la sua candidatura ha affrontato diversi temi, dalla gestione del Covid alle misure necessarie per far ripartire la Campania in tempo di crisi, fino alla questione morale, tema su cui Caldoro non lesina attacchi molto diretti al suo avversario.

Dopo 5 anni ci riprova, cosa è cambiato oggi rispetto a 5 anni fa?

Innanzitutto se ci riprovo è perché nella mia parte politica, come in altre, sono stato riconosciuto come leader. Io ho sempre lavorato per il cambiamento nella mia storia politica, ma bisogna anche vedere cosa uno ha fatto. Io nei 5 anni che ho governato la Campania ho fatto molte cose, il grande progetto Pompei ad esempio è partito con me, il centro storico di Napoli patrimonio Unesco, il porto di Napoli, un posto dove non entravano le navi e che è diventato un modello europeo, è opera mia, così come il grande progetto Mostra d'Oltremare. Quando giro le province della Campania chiedo sempre ai cittadini: voi vi ricordate qualcosa che ha fatto Vincenzo De Luca in questi 5 anni? Solitamente quando faccio questa domanda la risposta è il silenzio. Zero.

Lei ha parlato di una questione morale nello schieramento di centro sinistra, ce lo spiega meglio?

Il vero padrino è Palazzo Santa Lucia (la sede della giunta regionale della Campania ndr), è un padrino che ha i soldi, che compra, corrompe, che blandisce, che convince con il ricatto. C'è chi compra e chi viene comprato. E tutto questo è in campo per fare le liste, per coptare candidati. Lei lo sa che una lista di De Luca è stata fatta dall'assessorato alla formazione? Un'altra lista è stata fatta dall'assessore all'industria con i presidente delle area di sviluppo industriale locale, insomma non sono liste politiche, non sono liste sociali, sono liste di potere. La coalizione è stata costruita con il vice presidente della Regione che si è chiamato i partiti. La Regione dovrebbe essere un soggetto terzo, neutro, invece è in cattedra a fare le liste. Io non so se è tema di magistratura non mi occupo di questo, ma è una enorme questione morale e io ne faccio una grande denuncia politica di tutto questo.

La gestione della pandemia da Coronavirus caratterizzerà le prossime settimane di campagna elettorale, secondo lei quali sono le priorità?

Innanzitutto diciamo che non esiste alcun salvatore, i campani si sono salvati da soli grande al loro grande senso di responsabilità, così come tutti i meridionali. Io non sono d'accordo con la linea della punizione, non sono d'accordo a chiudere bar, ristoranti, fare le super multe, bisogna prevenire. Noi ancora oggi siamo l'ultima regione in Italia per numero di tamponi fatti, questi sono i risultati di De Luca. Io mi impegno a sovvertire questo dato, e far diventare la Campania la prima regione d'Italia per numero di tamponi. Il tampone è prevenzione, serve per curare le persone.

La crisi economica scaturita dal Covid 19 rischia di fare molto male in Campania, secondo le quali sono le ricette giuste in questa fase?

Innanzitutto togliere le tasse. Non serve una misura una tantum, io sono sempre d'accordo quando si danno i soldi alle persone, ma tu devi fare in modo che quelle aziende possano riaprire, sanificare e soprattutto ripartire. Perché non sono state cancellate le addizionali regionali? Perché non è stato fermato il bollo auto? Bisogna togliere le tasse, almeno per un anno per garantire la ripartenza. Poi ci sono gli interventi strutturali, lei deve contare che con De Luca sui fondi europei e sui fondi nazionali secondo i dati del Ministero dell'Economia, siamo sotto la soglia di spesa del 20%. Con me si sono spesi in 5 anni 3 miliardi di euro per investimenti, in formazione, lavoro, ricerca, sviluppo, con De Luca invece si è speso 1 miliardo. Il rapporto è di 1 a 3 è enorme.