Contro il degrado, a Milano nasce l’app per regalare oggetti usati: “Così si evita l’abbandono e la discarica”

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Vittorio Bonafede, co-fondatore di Yattapick e residente a Milano Ovest, tra San Siro e Bande Nere, un’area in cui il numero di rifiuti abbandonati in strada è in forte aumento, ha spiegato a Fanpage.it come è nata l’idea dell’app gratuita per regalare oggetti usati.

Liberarsi di un divano, letto o qualsiasi altro oggetto in modo gratuito, senza dover prenotare un ritiro con l'Amsa né pensare di lasciarlo abusivamente in strada, ma regalarlo invece a un vicino di casa che potrebbe averne bisogno. È questo lo spirito con cui nasce Yattapick l'app che cerca di contrastare il fenomeno dell'abbandono di ingombranti, sempre più diffuso lungo le strade di Milano.

"Yattapick funziona in modo molto semplice. Qualcuno pubblica un oggetto che non gli serve più – una libreria, un lettino, una bicicletta, uno scatolone di libri – con una foto e la zona in cui si può ritirare. Chi abita vicino lo vede sulla mappa della propria città, scrive a chi lo regala e passa a prenderlo. Non passano soldi in nessun momento e Yattapick non prende nessuna commissione da nessuna delle due parti. Non ci sono pubblicità", ha spiegato a Fanpage.it Vittorio Bonafede, co-fondatore di Yattapick e residente a Milano Ovest, nella zona tra San Siro e Bande Nere, un'area in cui il numero di rifiuti abbandonati in strada è in forte aumento, soprattutto negli ultimi anni.

"Non ci guadagna nessuno, noi compresi: l'abbiamo fatto solo perché le cose che funzionano ancora non finiscano in strada o in discarica", ha aggiunto Bonafede stanco anche lui, come molti altri residenti, di assistere ogni giorno al degrado della città da questo punto di vista.

Infatti come ricostruito da Fanpage.it nelle ultime settimane, attraverso testimonianze di residenti e dati forniti da Amsa (l'azienda milanese che si occupa di servizi ambientali), l’abbandono dei rifiuti ingombranti è un fenomeno in forte crescita, con volumi più che raddoppiati rispetto al 2022. Per dare una dimensione del problema, in soli sei mesi – da gennaio a giugno 2026 – Amsa ha effettuato circa 60mila interventi di rimozione di scarichi abusivi. 

"Tutti i giorni, sui social vediamo gruppi come ‘Te lo regalo se vieni a prenderlo' ma funzionano male perché i social non sono nati per questo. Yattapick, invece sì. Nei gruppi non c'è una mappa, quindi non si capisce se l'armadio è a tre strade o dall'altra parte della città. Non c'è un ordine, quindi il divano se lo porta via chi urla più forte invece di chi ha scritto per primo. I messaggi finiscono sepolti sotto i commenti, e chi regala si ritrova a gestire una discussione invece di consegnare un armadio. Yattapick dà a quell'abitudine gli strumenti che non ha mai avuto: la mappa della città, una chat che tiene le richieste nell'ordine esatto in cui sono arrivate, le recensioni fra utenti e le notifiche. L'idea non è nuova. L'infrastruttura sì", ha spiegato  ancora Bonafede.

L'iniziativa di Vittorio Bonafede è una delle tante, che in forme diverse, i milanesi hanno messo in piedi per cercare di fare la propria parte per ripulire la città. Nel frattempo c'è chi come privato cittadino ha deciso di scendere in strada, autonomamente, e rimboccarsi le maniche per ripulire come possibile almeno il marciapiede di fronte a casa. C'è chi ha deciso di unire le forze e costituire un comitato per sensibilizzare il quartiere sulla pulizia e sul decoro, come per esempio il Comitato Gorla Martesana, nato proprio con l'obiettivo di promuovere la tutela del territorio, la sicurezza e la convivenza tra tutti i cittadini. E poi c'è chi si è unito all'associazione Angeli del Bello, nata con gli stessi intenti di riportare bellezza alla città.

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