Gelmini sulle comunali a Milano: “Votare Vannacci significa ritrovarsi la sinistra e un Sala come sindaco”

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“Dobbiamo affrontare le elezioni di Milano contrastando l’astensionismo e provando a favorire la partecipazione, più ampia possibile, dei milanesi a quella che è un’elezione dalla quale dipende la qualità di vita di coloro che abitano a Milano”: a dirlo a Fanpage.it è Mariastella Gelmini, senatrice di Noi Moderati, sulle elezioni comunali a Milano.

Entro fine ottobre: è questo il nuovo termine ultimo posto dal centrodestra per la scelta del candidato sindaco o della candidata sindaca a Milano. La decisione doveva arrivare entro l'estate, ma – a quanto pare – non è stato così semplice trovare una quadra e, di conseguenza, si è optato per spostarla di qualche settimana. I tre possibili candidati sono l'europarlamentare della Lega Silvia Sardone, il sottosegretario alla Difesa Matteo Perego di Cremnago di Forza Italia e il leader di Noi Moderati Maurizio Lupi. "Sono molto fiduciosa che al tavolo della coalizione si troverà un accordo", ha detto a Fanpage.it, la senatrice di Noi Moderati Mariastella Gelmini.

Alcuni giorni fa, il sindaco Sala – durante un evento – ha affermato che guardando i risultati delle elezioni comunali si finisce sempre attorno al 52 per cento contro il 48 per cento. E questo, a suo avviso, significa che hanno un bacino elettorale e che almeno un terzo dell'elettorato è mobile. Cosa ne pensa? 

Interpreto questo richiamo all'affermazione di Sala con quanto è avvenuto a Reggio Calabria durante le ultime elezioni suppletive dove il centrodestra ha vinto, ma la partecipazione è stata attorno al 22 per cento. Chiaro: sono elezioni suppletive, ma quello che noi registriamo a ogni tornata elettorale, che siano amministrative o politiche, è una graduale contrazione della partecipazione.

Dobbiamo affrontare le elezioni di Milano contrastando l'astensionismo e provando a favorire la partecipazione, più ampia possibile, dei milanesi a quella che è un'elezione dalla quale dipende la qualità di vita di coloro che abitano a Milano.

Il sindaco e la giunta comunale determinano la vita dei cittadini. L'obiettivo di Noi Moderati è di essere una forza dialogante con il civismo. Non a caso, con i consiglieri comunali Mariangela Padalino e Manfredi Palmeri, abbiamo avviato, alcuni mesi fa, una campagna di ascolto dei quartieri. Per noi è fondamentale contrastare l'astensionismo e favorire la partecipazione.

La scelta del candidato o della candidata per il centrodestra è stata rinviata a fine ottobre. Era però già stato dato un termine: la decisione sarebbe dovuta arrivare entro la fine dell'estate. Considerato che alle ultime elezioni comunali il centrodestra ha subito una importante sconfitta, il fatto che ancora non sia stato scelto un candidato o candidata potrebbe essere sfavorevole per la coalizione?

Con Maurizio Lupi, sul tavolo della coalizione, abbiamo posto due questioni. La prima è stata quella di un tempismo nell'indicazione del candidato, al quale va dato un tempo congruo per potersi confrontare con i competitor e soprattutto con la città.

Al tempo stesso abbiamo raggiunto un obiettivo: per molto tempo, le forze politiche del centrodestra invocavano il civismo. Noi Moderati, fin dall'inizio, sosteneva la necessità di investire su un profilo politico. Oggi, al di là del fatto che la scelta non sia ancora arrivata, mi pare che prevalga proprio il criterio politico. E questo lo interpretiamo come qualcosa di positivo perché Milano ha un bisogno estremo di una politica esperta, coraggiosa e che sappia metterci la faccia.

Accanto a questo, ci deve però essere una certa velocità nell'individuare il candidato in modo da poter fare una campagna politica all'altezza della sfida.

Si è parlato anche di primarie nel centrodestra. Lei sarebbe favorevole? 

Credo che si potrebbe parlare di primarie solo se non si trovasse una sintesi al tavolo della coalizione, che è il criterio prevalente che è sempre stato seguito dal centrodestra. Io sono molto fiduciosa sul fatto che si troverà un accordo, però non ci spaventano neanche le primarie. Siamo abituati al confronto con i cittadini. Tutto quello che serve per favorire la partecipazione, il confronto, l'inclusione, il coinvolgimento dei milanesi, lo vediamo positivamente.

Sono però convinta che il centrodestra sia in grado di fare una scelta al tavolo della coalizione come ha sempre fatto e come è chiamato a fare a maggior ragione in questa situazione in cui, certamente, siamo concentrati su Milano, ma ci sono tanti comuni lombardi che andranno al voto: da Monza a Como, passando per Varese, Lodi e Sondrio. Si impone quindi la necessità di sedersi al tavolo e condividere delle scelte su un territorio importante come quello lombardo.

Prima ha fatto riferimento alle elezioni a Reggio Calabria, appuntamento importante per il centrodestra soprattutto perché è stato il primo banco di prova per il partito di Vannacci. Proprio lui, ha presentato un candidato a Milano. Secondo lei sarà un problema per il centrodestra a Milano? 

Onestamente, al di là dei tatticismi, c'è una distanza siderale tra Noi Moderati e Vannacci. Siamo molto distanti nei contenuti: dalle classi separate per le persone con disabilità, al no al reato di femminicidio fino alla questione della guerra in Ucraina.

È chiaro che bisogna spiegare agli elettori più a destra che votare Vannacci significa ritrovarsi la sinistra alla guida della città e quindi un Sala come sindaco. Il partito di Vannacci raccoglie voti abbastanza trasversali da un elettorato scontento, che però non è solo di centrodestra. Un elettore di destra deve però sapere che se avesse la tentazione di votare Vannacci aiuterebbe Sala piuttosto che Majorino o Calabresi.

Il centrodestra deve andare avanti unito. Si vincono le elezioni coinvolgendo i cittadini. Noi Moderati, con Maurizio Lupi, è al lavoro per costruire una lista moderata e civica che possa rappresentare le stanze della città.

Parliamo di temi. Ce ne sono alcuni molto cari ai milanesi. In primis, quello della sicurezza. Ancora: la questione casa e il costo della vita. Qual è la ricetta del centrodestra?

Noi Moderati mette al centro i giovani. Non a caso, sabato, la nostra parlamentare Giusy Versace ha promosso un momento di confronto alla Società Umanitaria sul tema del disagio, del bullismo e della violenza. Abbiamo fatto una campagna contro i maranza, abbiamo lavorato con l'associazione "Io non ho paura del buio" per contrastare i maranza e la violenza giovanile. Per noi è molto importante questo tema.

L'associazione è composta da genitori, i cui figli sono stati malmenati e ridotti in fin di vita da baby gang. Con loro, siamo impegnati nella campagna di ascolto nei quartieri. Abbiamo inoltre avviato alcune raccolte firme.

Accanto a questo, c'è la volontà di far diventare Milano una città sempre più inclusiva. Oggi è attrattiva per un verso, ma è molto selettiva dall'altro. Ha un costo della vita particolarmente alto. Penso che sia molto importante che ci sia un lavoro da parte della politica su questo aspetto. Il costo della vita a Milano allontana le persone, soprattutto le giovani coppie. Abbiamo bisogno di recuperare inclusività dentro la città. Abbiamo bisogno di mettere al centro il tema della casa. Bene ha fatto il Governo, con il Piano Casa, a stanziare 10 miliardi per 100mila alloggi in dieci anni su tutto il territorio nazionale con una collaborazione pubblico-privato. Credo che, anche se questa è una misura strutturale che darà risultati a medio periodo, sia molto importante aver iniziato questo percorso.

L'altro aspetto importante è che vogliamo avere un approccio da area metropolitana. Riteniamo che quello che è mancato in questi anni sia un dialogo, che Sala non ha cercato con abbastanza decisione, con i comuni dell'hinterland. Dobbiamo ragionare in termini di area metropolitana.

Diverso tempo fa, con Noi Moderati, avevo presentato una proposta per concedere poteri speciali a Milano. Una legge non di rango costituzionale, ma speciale.

Prima ha parlato di contrastare la violenza giovanile: in che modo proponete di farlo?

Il Governo, da un lato, ha indurito le norme. Al tempo stesso è chiaro che bisogna andare sulla rieducazione e sulla capacità di costruire spazi alternativi alla violenza o al virtuale. Per questo, per esempio, abbiamo investito risorse sugli oratori. Pensiamo che ricreare le condizioni per spazi di aggregazione dove i ragazzi possono svolgere attività diverse possa aiutare a combattere la violenza.

Prestiamo molta attenzione alle attività ricreative nei centri di aggregazione giovanile, nelle biblioteche, negli oratori, negli spazi in cui i ragazzi possono stare lontano dalle droghe e non assuefarsi al virtuale, ma a costruire momenti di aggregazione.

Sia Perego che Sardone hanno già avviato le loro campagne elettorali senza aspettare la decisione della coalizione su chi sarà il candidato o la candidata. Non sarebbe stato meglio attendere? 

No, anche Noi Moderati, proprio lunedì sera, abbiamo partecipato a una cena al Marriott con molti esponenti del mondo dell'imprenditoria milanese e lombarda. È importante e positivo che il centrodestra dialoghi con la città, ascolti i corpi intermedi, si confronti con le start-up, gli studi professionali, le piccole e medie imprese, il commercio, l'artigianato e tutte le realtà economiche di Milano.

Continueremo a farlo sabato con l'evento organizzato da Giusy Versace, a cui seguirà nel pomeriggio una riunione operativa con i giovani di Noi Moderati, i consiglieri comunali, i consiglieri di zona e i nostri amministratori.

Mi piace anche il lavoro che stanno svolgendo Pietro Tatarella e Antonio Civita. Ho trovato interessante la lettera che ha scritto Giovanni Terzi con Simona Ventura sul futuro di Milano. Credo che, al di là di chi sarà il candidato, sia molto importante non disperdere le disponibilità che ci sono state da parte di Alessandro Spada come rappresentante del mondo delle imprese, di Nino La Lumia come rappresentante del mondo delle professioni.

Commetteremmo un errore a non coinvolgere tutti coloro che hanno fatto un passo avanti e che godono di stima, credibilità e consenso nella nostra città. C'è una grande voglia di cambiamento a Milano. Ma questa sfida non sarà una sfida semplice per il centrodestra.

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