Elezioni amministrative 2027

Tiziana Siciliano, la pm dell’inchiesta sull’urbanistica e Ruby Ter, ha ritirato la sua candidatura a Milano

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Tiziana Siciliano ha deciso di ritirare la sua candidatura per le elezioni comunali a Milano. Il motivo? Troppe falsità e insinuazioni sulla sua passata professione: Siciliano era una pm della Procura di Milano, che negli scorsi mesi è andata in pensione.

Ha deciso di fare un passo indietro. Di ritirare la propria candidatura prima ancora che la campagna elettorale entrasse nel vivo. Parliamo di Tiziana Siciliano, la pubblico ministero, ormai in pensione, che prima di quest'estate aveva deciso di candidarsi nella lista civica Milano Libera in corsa alle elezioni comunali a Milano previste per la primavera 2027. Avrebbe dovuto avere il ruolo di vice sindaca, qualora la lista – guidata da Massimiliano Lisa, candidato sindaco – avesse vinto.

Ma dopo pochi mesi, ha comunicato la sua indisponibilità. Il motivo? I diversi attacchi ricevuti appena annunciata la sua volontà di correre alle amministrative.

Come anticipato da Open, Siciliano aveva messo in conto di poter essere coinvolta in polemiche, anche aggressive, tipiche delle campagne elettorali. Non si aspettava di ricevere "gravi attacchi a base di falsità e insinuazioni legati alla mia passata professione". Il suo obiettivo era solo quello di mettere a disposizione della città l'esperienza e le competenze accumulate nel tempo. Qualcuno però ha visto solo la volontà di poter finalizzare una carriera politica, a cui – stando ai detrattori – avrebbe aspirato fin da pm.

Dopo la candidatura, l'onda di polemiche. Siciliano ne è stata mira più di tante altre persone che hanno deciso di gettarsi in questa avventura politica.

Ricordiamolo, parliamo di una procuratrice di punta a Milano. Sua l'inchiesta su Ruby Ter a carico di Silvio Berlusconi e le olgettine. Ma non possiamo dimenticare il processo contro Marco Cappato per l'aiuto al suicidio di Dj Fabo, durante il quale ha chiesto l'assoluzione dell'attivista sottolineando che il fatto non costituiva reato e precisando la libera scelta e dignità di Fabiano Antoniani. Infine l'inchiesta sull'urbanistica.

Proprio quest'ultima ha gettato diverse ombre sull'amministrazione comunale attuale scuotendola profondamente e sfiorando anche il sindaco di Milano Giuseppe Sala. Tanto che poco dopo l'annuncio della sua candidatura, l'attuale primo cittadino aveva affermato che "una parte della procura fa politica".

Non si era risparmiato nemmeno il leader della Lega Matteo Salvini, che invece aveva detto: "È incredibile che adesso si tolga la maglietta da pm e si metta quella da politico per candidarsi in Comune. Mi sembra veramente surreale". Siciliano, come aveva riferito a Fanpage.it, in un'intervista aveva invece spiegato che la sua non era una scelta politica, ma amministrativa. E infatti, vale la pena ricordarlo, non si era legata ad alcun partito, ma a una lista civica.

E forse proprio questo non è andato giù a molti. La candidatura di Siciliano è stata mal digerita da tanti esponenti di destra e sinistra. Sicuramente molto più di altre. E proprio per evitare il rischio di essere al centro di una campagna violenta e all'ultimo sangue che ha deciso di fare un passo indietro: non è paura o codardia, ma tutela non solo per se stessa ma anche per la magistratura tutta che, attraverso lei, potrebbe essere preda di attacchi.

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