Decimo giorno in mare per i migranti a bordo della nave Sea Watch 3. I profughi si apprestano a trascorrere in mare anche il primo dell'anno. Le condizioni meteo sono in peggioramento. Ieri l'ong ha pubblicato questo messaggio per lanciare la sua richiesta di aiuto: "Nessun Paese concede l'approdo. Da nove giorni, in condizioni ormai proibitive, a bordo della Sea Watch 32 persone tra cui 3 bambini piccoli".

Sono stati soccorsi il 22 dicembre al largo della Libia. Sono cinque i Paesi europei che hanno negato l'accoglienza: oltre a Malta e all'Italia, anche la Spagna, l'Olanda e la Germania. Diverse organizzazioni hanno cercato di sensibilizzare i Paesi Ue sul caso. "Chiediamo che vengano sbarcati tempestivamente in un porto sicuro vicino", è il messaggio dell’Unhcr. Anche l'Unicef è intervenuta ieri con un tweet: "Decine di persone a bordo della #SeaWatch3 in mare da 9 giorni, fra loro anche dei bambini. Natale è passato, ma per loro non c'è ancora un luogo in cui trovare rifugio. L'Europa non rimanga indifferente". Ma Sea Watch non è l'unica nave di una ong a essere in difficoltà in mezzo al Mediterraneo: un’altra nave umanitaria, la Professor Albrecht Penck della ong Sea eye, ha soccorso sabato 17 persone. Le due organizzazioni tedesche Sea Eye e Sea Watch, hanno chiesto al governo di Berlino di esercitare pressioni per ottenere un porto. Secondo quanto riferito dall'emittente televisiva tedesca "n-tv", la Professor Albrecht Penck ha recuperato i 17 migranti dal naufragio di un peschereccio in acque internazionali al largo della Libia. "E' tempo che il governo tedesco si assuma delle responsabilità: due navi hanno bisogno di un porto sicuro", ha scritto Sea Watch in tweet.

"La legge del mare dice chiaramente che il tempo che le persone devono trascorrere in mare, dopo essere state tratte in salvo da una situazione di stress, deve essere ridotto al minimo", ha detto Jan Ribbeck, capo missione sulla nave di Sea-Eye. Anche la portavoce di Sea Watch Italia, Giorgia Linardi, questa mattina ha pubblicato un messaggio su Twitter per spiegare la situazione: "Scusaci piccola – ha scritto, allegando la foto di una bambina sorridente – Decimo giorno a bordo. E abbiamo finito la farina per torte. Dateci un porto". 

Si è conclusa invece l'odissea per i 311 migranti della Open Arms, recuperati in mare il 21 dicembre. Sono arrivati in Spagna la mattina del 28 dicembre nel porto di Crinavis, nel comune di San Roque, a pochi chilometri dalla cittadina di Algeciras: sono stati trasferiti in un Centro de Atención Temporal a Extranjeros.