Ieri c’è stata non solo l’uccisione, ma anche il funerale dei vitalizi”. Lo dice chiaramente Giovanni Endrizzi, capogruppo del Movimento 5 Stelle al Senato: la decisione di non calendarizzare la discussione della legge sull’abolizione dei vitalizi, già approvata alla Camera, nell’aula di Palazzo Madama suona come un “de profundis”. Ieri la conferenza dei capigruppo del Senato ha deciso quali saranno gli argomenti prioritari per l’assemblea nei prossimi giorni e questo provvedimento non è tra quelli in lista. Secondo Endrizzi, intervistato da Fanpage.it, ormai “non c’è più spazio per i vitalizi e la responsabilità è del Pd”. “Noi siamo disponibili a lavorare anche il giorno di Natale e faremo richiesta” per poter discutere il 25 dicembre la legge, annuncia ancora.

Endrizzi spiega quanto deciso durante la capigruppo ieri: “La capigruppo ha disposto che domani non si lavora perché saranno tutti impegnati a cucirsi addosso i collegi elettorali, perché sono interessati alle poltrone e dei vitalizi non gli importa nulla. Poi lunedì non si lavora, ci saranno ancora le comunicazioni di Gentiloni, giovedì prossimo ci sarà l’ultima seduta e ci sono migliaia di emendamenti contro il fine vita. Il 19 e il 20 si voterà sul Regolamento del Senato e negli stessi giorni la Camera approverà la legge di Bilancio che entro 24 ore tornerà al Senato rientrando quindi in sessione di bilancio”. Per questi motivi, secondo Endrizzi, “non c’è più spazio per i vitalizi”.

Il M5s è disponibile a lavorare il giorno di Natale per approvare l’abolizione dei vitalizi, secondo quanto riferito dal suo capogruppo al Senato che annuncia di proporre questa richiesta. “Per me ieri è stato il de profundis, è stata messa una lapide sui vitalizi e di questo il Pd ha delle responsabilità. Il Pd fin dal primo momento ha giocato e noi lo avevamo denunciato subito”.

Noi – spiega ancora Endrizzi – abbiamo chiesto la calendarizzazione dell’abolizione dei vitalizi e abbiamo detto più volte di portare la legge in aula senza il passaggio per la commissione. Parliamo di una legge del Pd che abbiamo adottato in pieno per portare allo scoperto la loro vera volontà, volevano solo intestarsi il merito. Il Pd prima si vanta della legge poi inizia a chiedere audizioni e ci ripensa. Ha chiesto anche di audire l’ex ministra Fornero e una sorta di ex sindacato degli ex parlamentari. Le audizioni sono state già fatte alla Camera, mentre quelle di un testo delicato come la legge elettorale si sono svolte in un giorno. Noi in due occasioni abbiamo chiesto che si saltasse l’esame in commissione e ha votato contro proprio il Pd”.

Secondo Endrizzi, l’abolizione dei vitalizi viene richiesta dai cittadini e proprio su questo tema sfida le altre forze politiche: “Tutti i partiti dovrebbero parlare davanti ai loro elettori di questo tema e sentire cosa ne pensano”. Tornando sulla giornata di ieri e sulla conferenza dei capigruppo aggiunge: “Ieri ho chiesto che venissero definite le priorità: bene la decisione sul biotestamento, un’altra norma trasversale richiesta dai cittadini, ma poi dovevamo mettere tra le priorità anche i vitalizi. Invece sembra che i partiti vogliano porsi tra la volontà popolare e le scelte legislative. In capigruppo sul tema non ho ricevuto nessuna risposta, la mia proposta non è stata né recepita né richiamata da nessuno”.

Allora – continua – lo abbiamo chiesto in aula, ma la proposta è stata accorpata ad altre: hanno messo insieme genericamente vari disegni di legge o altri punti e hanno votato contro con una maggioranza (esigua), dicendo così di no alla proposta in generale di discutere di altri provvedimenti e senza esporsi sui vitalizi: c’era chi non voleva si discutesse lo Ius Soli, chi altre misure. C’è stata quindi un’unica proposta, se fosse passata si sarebbe potuto discutere sul cosa inserire e cosa no. Abbiamo anche provato a chiedere il voto singolo sui vitalizi, ma non è stato fatto. Non ci hanno dato modo di chiedere il voto palese su un tema che sta a cuore agli italiani e che noi siamo gli unici a difendere, nessuno ha speso una parola”.

Sulla proposta di legge per l’abolizione dei vitalizi, Endrizzi infine precisa, spiegando qual è la sua posizione: “Non si tratta dell’abolizione della previdenza per i parlamentari, ma noi chiediamo una pensione parametrata ai livelli previsti per tutti gli altri cittadini. Io sono favorevole anche a eliminare il limite dei quattro anni, sei mesi e un giorno per la pensione dei parlamentari, se fatto con criterio: se io ho fatto per 10 anni il cameriere, per due il parlamentare e per dieci anni un altro lavoro e ho raggiunto i venti anni di lavoro, è giusto che vada in pensione a 67 anni. Noi chiediamo che venga abolita solo la parte del privilegio, non di negare la previdenza”.