22 Settembre 11:38 Vince il Sì al referendum, quando entra in vigore il taglio dei parlamentari e cosa cambia

Dopo la vittoria del Sì al referendum sul taglio dei parlamentari, con quasi il 70% di voti a favore, ora la riforma costituzionale entrerà in vigore. Ma prima di diventare effettiva bisognerà aspettare 60 giorni, quelli previsti per ridisegnare i collegi elettorali. Sull’attuale Parlamento, quindi, non ci saranno conseguenze: il taglio del numero dei parlamentari verrà applicato a partire dalla prossima legislatura. Altro aspetto da sottolineare è quello su ciò che succede ora: a livello politico bisognerà discutere sia la riforma della legge elettorale che quella dei regolamenti parlamentari. Per sapere quali sono i tempi e gli aspetti tecnici e politici è possibile trovare qui altri dettagli.

22 Settembre 08:31 Referendum 2020, quasi il 70% degli elettori dice Sì al taglio dei parlamentari. Pd: “Ora riforme”

Quasi il 70% degli elettori ha detto Sì al taglio del numero dei parlamentari. Il referendum costituzionale del 20 e 21 settembre si è concluso con una vittoria schiacciante: i Sì sono stati poco più di 17 milioni, il 69,64% dei votanti. I no 7 milioni e mezzo, il 30,36%. I votanti, in totale, sono stati quasi 25 milioni in tutta Italia. La vittoria del Sì al referendum viene salutata positivamente dalla maggioranza di governo. In primis dal Movimento 5 Stelle, che con Luigi Di Maio rivendica il risultato ottenuto definendolo “storico”: “Il prossimo step dovrà necessariamente essere l’approvazione di una nuova legge elettorale proporzionale in grado di favorire la governabilità”.

Dopo il referendum Pd chiede riforme

Anche il Pd chiede una nuova legge elettorale, ma soprattutto vuole che si apra una stagione di riforme. A dirlo è il segretario dem, Nicola Zingaretti: “Ora si apre una stagione di riforme e faremo di tutto affinché questa stagione di riforme vada avanti spedita”. Molto più critica la Lega che, pur festeggiando in parte per il Sì sostenuto con poca convinzione, chiede lo scioglimento delle Camere con il capogruppo a Montecitorio Riccardo Molinari.

Sì stravince al Sud, meno al Nord

Il Sì ha ottenuto più voti al Sud, con alcune Regioni in cui ha sfiorato l’80%. In Molise ha raggiunto il 79,9%, ma anche in Sicilia, Basilicata, Calabria e Campania ha superato abbondantemente il 75%. Unica eccezione la Sardegna. Al Centro e al Nord il distacco è stato decisamente minore, con una media intorno al 65% per il Sì, con qualche picco leggermente al di sotto del 70%. In Friuli Venezia Giulia, invece, il Sì non ha superato la soglia del 60%, fermandosi al 59,5%.

21 Settembre 21:10 Taglio dei parlamentari, Calderoli: “Questa è una vittoria mia e della Lega”

"Il taglio dei parlamentari è una mia vittoria personale e una vittoria di una battaglia storica della Lega, che ha votato tutte e quattro le volte questo provvedimento, a differenza del PD che ci ha ripensato nell'ultima votazione e sappiamo bene il perché", ha detto Roberto Calderoli, vicepresidente del Senato. "Il testo approvato a ottobre in quarta lettura era quello scritto dal sottoscritto, portava la mia firma e nei due precedenti passaggi al Senato il relatore ero stato io: perciò diamo a Cesare quel che è di Cesare! Per me si tratta di una grande vittoria politica, che corona una battaglia che combatto dagli anni Novanta, e finalmente è giunta a conclusione".

"Ricordo al Movimento CinqueStelle – ha proseguito Calderoli – che quando io cercavo di ridurre il numero dei parlamentari, attraverso una modifica costituzionale approvata in via definitiva dal Parlamento nel 2005 con quattro letture e poi bocciata al referendum confermativo per il ‘niet' del centrosinistra, il Movimento Cinque Stelle non era ancora nato. Questa è stata la battaglia mia e della Lega, questa è la vittoria mia e della Lega. E gli atti parlamentari sono lì nero su bianco a testimoniarlo. Finalmente, dopo quasi 30 anni di battaglie parlamentari in commissione e in Aula, si realizza questo mio sogno che ho sempre portato avanti con ostinazione in quasi tre decenni, quello di ridurre il numero dei parlamentari per avere un Parlamento più snello, meno costoso e soprattutto più funzionale ed efficace nell'interesse dei cittadini. Ma ora non si rovini tutto con una legge elettorale proporzionale che ci farebbe tornare alla prima Repubblica, una legge che farebbe governare le solite ammucchiate di partiti che perdono le elezioni e poi governano senza averle vinte".

21 Settembre 20:55 Referendum, come hanno votato le Regioni

Ha stravinto il Sì alla riduzione dei parlamentari: con il 59,57% è il Friuli Venezia Giulia la Regione dove più bassa è stata percentuale di Sì al referendum costituzionale sul taglio dei parlamentari. Il successo del Sì si è riscontrato soprattutto nelle Regioni del Sud, con quasi l'80% in Molise, e il 77% di Calabria e Campania. In Puglia, Basilicata e Sicilia i Sì sono oltre il 75%. Al Nord e al Centro soltanto il Trentino Alto Adige supera il 70%. Il voto Regione per Regione:

Val d'Aosta Sì 68,00% –  No 32,00%; Piemonte Sì 68,41% – No 31,59%; Lombardia Sì 68,12% -No 31,88%; Trentino Alto Adige Sì 70,84% – No 29,16%; Friuli Venezia Giulia Sì 59,57% – No 40,43%; Veneto Sì 62,64% – No 37,36%; Liguria Sì 63,84% – No 36,16%; Emilia Romagna Sì 69,54% – No 30,46%; Toscana Sì 66,01% – No 33,99%; Marche Sì 69,20% – No 30,80%; Umbria Sì 68,72% – No 31,28%; Lazio Sì 65,80% – No 34,20%; Abruzzo Sì 73,76% – No 26,24%; Molise Sì 79,89% – No 20,11%; Campania Sì 77,41% – No 22,59%; Puglia Sì 75,24% – No 24,76%; Calabria Sì 77,58% – No 22,42%; Basilicata Sì 75,88% – No 24,12%; Sicilia Sì 75,88% – No 24,12%; Sardegna Sì 66,85% – No 39,15%.

21 Settembre 20:25 Matteo Salvini: “Parlamento delegittimato, M5s cancellato da diverse Regioni italiane”

Il segretario del Carroccio Matteo Salvini è intervenuto in conferenza stampa alla sede del suo partito, per commentare l'esito delle elezioni regionali e del referendum costituzionale, spiegando che con 300 parlamentari in più rispetto a quanto previsto dalla riforma approvata col referendum, e con il M5s "cancellato da diverse Regioni italiane", "è legittima la riflessione di tanti costituzionalisti sulla legittimità di questo Parlamento". Quindi ha aggiunto: "Ci sono 300 parlamentari in più del previsto, e la prima forza politica di due anni fa è stata democraticamente cancellata dagli elettori. In alcuni Regioni sono al 3%, nella Campania di Di Maio sono al 10%, in Liguria dove erano alleati Pd e M5s hanno preso una batosta memorabile. Lascio a loro la riflessione, io mi ero impegnato a non usare il voto delle regionali e delle amministrative, ma lascio a loro la riflessione".

"Il voto del Referendum ha fatto giustizia di tante ricostruzioni e retroscena: ho votato Sì e la posizione della Lega era per il Sì, ferma restando la libertà di scelta. Se è finita a 70 a 30, vuol dire che abbiamo fatto bene a votare 4 volte Sì", ha aggiunto.

21 Settembre 19:09 Affluenza definitiva al 53,84%, Conte: “Grande testimonianza di partecipazione democratica”

Palazzo Chigi ha commentato i dati sull'affluenza per questa tornata elettorale: "Gli italiani hanno offerto una grande testimonianza di partecipazione democratica sia per quel che riguarda il quesito referendario sia per le competizioni elettorali territoriali. L'Italia ha dato concreta prova di efficienza e gli italiani hanno dimostrato un forte attaccamento alla democrazia". L'affluenza definitiva al voto per il Referendum costituzionale è stata del 53,84%Il presidente del Consiglio Conte oggi non commenterà i risultati elettorali perché "è giusto che siano gli esponenti delle forze di maggioranza, direttamente impegnati nella campagna elettorale, ad esprimersi per primi".

21 Settembre 17:47 Cosa succede in Parlamento dopo il sì al Referendum

Con la vittoria del Sì al referendum costituzionale, secondo i dati del Viminale, non ancora definitivi, ‘Sì' sono dati sopra al 69%, mentre i ‘No' sono poco meno del 31%, verranno modificati gli articoli 56, 57 e 59 della Costituzione. La novità più importante riguarda il taglio del numero dei parlamentari, che saranno ridotti da 945 a 600. Alla Camera i deputati diventeranno 400 (attualmente sono 630), con gli eletti nella circoscrizione Estero che scendono da 12 a 8. I senatori, invece, passano da 315 a 200, con una diminuzione anche nella circoscrizione Estero da 6 a 4. Inoltre la riforma prevede che nessuna Regione possa eleggere meno di 3 senatori (finora erano 7), fatta eccezione solo per il Molise (2) e la Valle d’Aosta (1). Diminuendo il numero dei parlamentari verranno conseguentemente modificati la legge elettorale e i regolamenti parlamentari.

21 Settembre 17:31 Zingaretti: “Risultato conferma che il Pd è la forza del cambiamento, ora spediti con riforme”

"Si conferma che il Pd è la forza del cambiamento, garante di un percorso di modernizzazione delle istituzioni di cui si sentiva il bisogno. Si apre una stagione di riforme, con gli alleati faremo in modo che si proceda spediti. Il Pd farà di tutto anche per rappresentare quelle persone preoccupate anche per la rappresentanza territoriale, che hanno votato No". Il segretario del Pd Nicola Zingaretti è intervenuto in conferenza stampa per commentare l'esito di questa prima tornata elettorale da quando è iniziata la pandemia.

"I risultati delle regionali ci dicono che se l'alleanza che sostiene questo governo fosse stata anche a livello regionale avremmo vinto ovunque probabilmente".

21 Settembre 17:16 Referendum, Di Maio: “Questa riforma è un punto di inizio, ora riduciamo stipendi dei parlamentari”

"Gli italiani avevano sempre bocciato negli ultimi 20 anni ogni proposta che tagliasse il numero dei parlamentari. È un segnale positivo di riavvicinamento dei cittadini alla politica. Per la prima volta le due parti convincevano. È una vittoria di tutti, di tutti gli italiani che voglio cambiare ma che non hanno mai smesso di crederci. Era una riforma che aspettavamo da 30 anni, punto cardine del programma del M5s. Un risultato che porta l'Italia a recuperare credibilità a livello internazionale in uno dei momenti più delicati della nostra storia". Lo ha detto l‘ex capo politico del Movimento Cinque Stelle Luigi Di Maio, intervenendo dalla Camera.

"Non è stato per nulla facile, nelle ultime settimane il livello di disinformazione aveva toccato livelli preoccupanti. Forze politiche sostenitrici del no speravano nella nostra sconfitta e nella mia sconfitta. Ha prevalso nettamente il Sì con una percentuale ragguardevole di affluenza. Quasi il 70% ha detto Sì. Ringrazio anche chi ha votato No, esprimendo in modo libero e pacifico le sue idee. Il nostro compito adesso è guardare avanti. Partiamo dalla normalizzazione degli stipendi dei parlamentari, che era una delle proposte dei sostenitori del No. Bene, uniamoci. Questa riforma è un punto di inizio, non di arrivo".

21 Settembre 17:03 Taglio parlamentari, Orfini (Pd): “Un terzo del paese ha detto no a una riforma populista e antipolitica”

Matteo Orfini, parlamentare del Partito Democratico, ha affidato a un post su Facebook il suo commento: "Un terzo del paese ha coraggiosamente detto no a una riforma populista e antipolitica. Solo un mese fa nessuno avrebbe scommesso su questo risultato, con questa affluenza. Certo, resta una sconfitta. Ma una di quelle su cui si può costruire. Sono orgoglioso di aver fatto questa battaglia insieme a voi".

21 Settembre 17:02 Lamorgese dopo il referendum: “Voto svolto in sicurezza malgrado il Covid”

La ministra dell’Interno, Luciana Lamorgese, commenta al Viminale il voto che si è tenuto il 20 e 21 settembre per le elezioni regionali, amministrative e per il referendum costituzionale sul taglio del numero dei parlamentari. Lamorgese sottolinea che le elezioni, “nonostante il Covid-19, si sono svolte in tutta sicurezza. È stata una prova molto impegnativa per tutti noi e mi sento di ringraziare tutte le istituzioni, le prefetture, i comuni, gli scrutatori e anche la parte del volontariato della Protezione Civile che ci ha aiutato soprattutto per la parte relativa al voto da raccogliere in casa per coloro che erano in quarantena”.

La ministra dell’Interno si sofferma su alcune cifre: “Le operazioni di voto si sono svolte in tutte le sezioni ordinarie, abbiamo le sezioni ospedaliere e poi i seggi speciali che hanno raccolto a domicilio il voto, con circa 3.097 richieste di poter votare a casa. Non hanno votato per le comunali, questo tengo a dirlo, gli elettori iscritti nelle sezioni ospedaliere ricadenti in un comune diverso da quello di residenza. Per le sezioni ospedaliere abbiamo, tramite il commissario Arcuri, rifornito i camici e i guanti monouso, 30mila mascherine chirurgiche, 4mila mascherine filtranti, 2mila visiere. Le Regioni hanno anticipato il materiale che poi verrà rifornito da Arcuri in base a questo accordo. Tutto ciò per fare prima".

Infine Lamorgese ribadisce la volontà di arrivare, in futuro, a votare sempre meno all’interno delle scuole portando i seggi in altri luoghi: “Con riferimento ai seggi ordinari, le prefetture hanno distribuito 15milioni di mascherine, 3 milioni di guanti, il gel igienizzante. 375 comuni hanno trovato seggi alternativi alle sedi scolastiche, come chiesto dal Viminale. A questo proposito abbiamo avviato un tavolo di lavoro perché si vada avanti su questa strada ed evitare che si debba votare nelle strutture scolastiche”.

21 Settembre 16:59 Referendum, Zingaretti: “Soddisfatto, risultato conferma la validità della scelta del Pd”

Il segretario del Pd, Nicola Zingaretti è soddisfatto del risultato del referendum costituzionale sul taglio dei parlamentari. Lo sottolineano fonti del Pd. Per Zingaretti, rimarcano le stesse fonti, "è confermata la validità della scelta del Pd. Ora avanti con le riforme. Rappresenteremo anche molte delle preoccupazioni di chi ha votato No reputando insoddisfacente solo il taglio dei parlamentari".

21 Settembre 16:55 Taglio dei parlamentari, alla quarta proiezione crescono ancora i Sì

Cresce ancora il sì al taglio dei parlamentari. Nella quarta proiezione Rai sul referendum costituzionale, relativa a un campione del 40%, i favorevoli alla riduzione degli eletti arrivano al 68,1%, i no al 31,9%.

21 Settembre 16:25 Rixi (Lega): “Se vince il Sì l’attuale Parlamento non può votare il Presidente della Repubblica”

"Se come sembra vincerà il Sì al Referendum è chiaro che l'attuale parlamento non può votare il Presidente della Repubblica". Lo ha detto il deputato ligure della Lega, Edoardo Rixi. "La riforma prevede che ci siano 600 parlamentari, non gli attuali 945, un collegio di voti diverso".

21 Settembre 16:15 Terza proiezione: al referendum crescono i Sì (67,8%)

Con una copertura del campione al 19%, arriva la terza proiezione del consorzio Opinio Italia per la Rai, elaborata su dati reali: crescono i Sì al referendum costituzionale sul taglio dei parlamentari, ora al 67,8%. I No sono il 32,2%

21 Settembre 16:09 Lollobrigida (FdI): “Abbiamo investito sul Sì, ora legge elettorale con preferenze”

"Sul Referendum abbiamo investito tanto, votando quattro volte per il Sì. Solo la forte politicizzazione da parte del M5S ha rischiato di mettere la situazione in maniera diversa. Abbiamo sempre ritenuto corretta la riduzione dei parlamentari, ora ci aspettiamo coerenza anche da parte delle altre forze politiche e che si assicuri la rappresentanza e tornino le preferenze", ha detto il capogruppo FdI alla Camera Francesco Lollobrigida.

21 Settembre 16:02 La seconda proiezione: al referendum vincerebbe il Sì al 66,7%, No 33,3%

La seconda proiezione del consorzio Opinio per Rai, elaborata sui primi voti reali scrutinati, dà il Sì al referendum costituzionale sul taglio dei parlamentari in nettissimo vantaggio con il 66,7% dei voti, contro il 33,3% del No. La copertura di questa seconda proiezione si riferisce al 9 per cento del campione.

21 Settembre 15:54 Referendum, Rosato (Iv): “Esito scontato, ora avviamo stagione per una riforma vera”

"L'esito del Referendum era abbastanza scontato, ora serve una nuova stagione per una riforma vera che renda più efficiente lo Stato altrimenti restiamo di rimanere appesi, magari coinvolgendo l'opposizione. Iv aveva lasciato libertà di voto e ora bisogna cercare di non buttare via i due anni e mezzo che restano per fare una riforma", ha detto il presidente di Italia viva Ettore Rosato, ai microfoni del Tg1, sull'esito del referendum costituzionale.

21 Settembre 15:48 Prima proiezione: vincerebbe il Sì al 65,6%, No al 34,4% 

È stata diffusa dalla Rai la prima proiezione sul referendum sul taglio dei parlamentari, elaborata su dati reali, che conferma le forchette degli exit poll: Sì al 65,6%, No al 34,4%.

21 Settembre 15:39 Secondo exit poll: vincerebbe il Sì con il 62-66%

La Rai ha comunicato il secondo exit poll sul referendum costituzionale del Consorzio Opinio Italia, con una copertura del campione del 100%: Sì al 62-66%, No al 34-38%. Avanza dunque il fronte favorevole al taglio dei parlamentari.

21 Settembre 15:25 L’affluenza provvisoria al referendum è del 51,75%

Il primo dato sull'affluenza al voto per il referendum costituzionale sul taglio dei parlamentari, dato ancora provvisorio, è una percentuale pari al 51,75%. L'affluenza provvisoria è stata comunicata alla chiusura dei seggi, quando sono arrivati i dati di oltre 3 mila comuni su 7.900. I dati si evincono dal sito del Viminale.

21 Settembre 15:21 Referendum, sì in vantaggio. Centinaio (Lega): “Speravo di vincere, in tanti ci credevamo”

L'ex ministro Gian Marco Centinaio commenta la possibile vittoria del sì al referendum costituzionale sul taglio dei parlamentari con il 60% dei consensi circa, secondo i primi exit poll: "Io speravo di vincere, in tanti ci avevamo creduto, quello che sembra uscire dagli exit poll è un buon numero, vuol dire che in tanti hanno seguito le nostre indicazioni", ha detto il senatore della Lega "Va detto che però il referendum o si vince o si perde, noi abbiamo perso – sottolinea – tanti dirigenti della Lega erano per il no".

21 Settembre 15:01 I primi exit poll sul referendum: i ‘sì’ in netto vantaggio

Subito dopo la chiusura dei seggi arrivano i primi risultati del referendum costituzionale sul taglio dei parlamentari. Il ‘sì' è nettamente in vantaggio sul ‘no': sì 60-64%, no al 36-40%. Se venisse confermato il dato dei primi exit poll verrebbe confermato il disegno di legge costituzionale che modifica la composizione di Camera e Senato. La prima assemblea passerebbe da 630 a 400 membri, mentre la seconda da 315 a 200. Non occorreva un quorum della maggioranza più uno degli elettori, la consultazione è comunque valida, indipendentemente dalla partecipazione. Le prime proiezioni sono attese nel primo pomeriggio, e più tardi arriveranno i risultati definitivi.

21 Settembre 13:44 Le posizioni dei partiti sul voto al referendum costituzionale

La riforma per il taglio del numero dei parlamentari è stata votata quasi all'unanimità alla Camera dalla maggioranza delle forze politiche. Eppure non tutti i partiti sono concordi sul votare Sì al referendum costituzionale. Ecco come si schierano i partiti:

  1. Tra i partiti che votano Sì al referendum c'è di sicuro il Movimento 5 Stelle, principale sostenitore della riforma; sostiene il Sì anche il PD, ma tra le file del Partito Democratico non c'è tuttavia compattezza e diversi sono gli esponenti che hanno dichiarato di votare No. A favore del sì c'è anche la Lega, e soprattutto Matteo Salvini: anche in questo caso, però, ci sono alcuni componenti del partito che hanno annunciato il proprio No al referendum.
  2. Tra i partiti che votano No al referendum ci sono +Europa e Azione.
  3. Forza Italia, Italia Viva e Liberi e Uguali hanno invece lasciato praticamente libertà di voto ai propri iscritti, dopo aver votato Sì in Parlamento .

21 Settembre 12:25 Le ragioni del Sì e del No al referendum sul taglio dei parlamentari

Mancano poche ore alla chiusura delle urne per il referendum costituzionale sul taglio del numero dei parlamentari: dalle ore 15 di oggi avrà inizio lo spoglio delle schede elettorali e arriveranno i risultati definitivi. Se vince il Sì, il numero dei parlamentari elettivi passerebbe da 630 a 400 alla Camera e da 315 a 200 al Senato; se invece vince il No, la riforma non sarà approvata e i parlamentari resteranno 945. Le ragioni del Sì e del No sono diverse, e riguardano da un lato i costi della politica, dall'altro la questione della rappresentanza: ecco la guida completa sul perchè votare Sì o No al taglio dei parlamentari.

21 Settembre 12:13 Affluenza referendum 2020, perchè per il taglio dei parlamentari non c’è il quorum

L'ultimo dato sull'affluenza alle urne per il referendum sul taglio dei parlamentari è quello diffuso alle 23 di ieri dal Ministero dell'Interno. Nella giornata di ieri il 39,38% degli aventi diritto si è recato al seggio per votare Sì o No al taglio del numero dei Parlamentari. Trattandosi di un referendum confermativo, con cui si decide se approvare o meno una riforma costituzionale già approvata in Parlamento, non è previsto il quorum: si conteggiano esclusivamente i voti validi espressi dagli elettori, senza tenere conto di quale sia la maggioranza degli aventi diritto. Si tratta di un procedimento diverso rispetto al referendum abrogativo (con il quale si sceglie di abrogare una legge).

21 Settembre 11:50 Gli exit poll del referendum 2020 e i risultati arriveranno nel pomeriggio

Gli elettori italiani sono chiamati alle urne per il referendum costituzionale sul taglio del numero dei parlamentari. I seggi resteranno aperti fino alle ore 15 di lunedì 21 settembre e una volta terminate le operazioni di voto inizierà lo scrutinio delle schede partendo proprio da quelle referendarie. Solo più tardi si procederà con quelle delle elezioni regionali, che si tengono in contemporanea. Per quanto riguarda gli exit poll sul referendum confermativo, invece, i primi dati dovrebbero essere diffusi dalle principali emittenti televisive – Rai, Mediaset, La7 e Sky Tg24 – a partire dalle 15. Le prime proiezioni dovrebbero arrivare nel primo pomeriggio, mentre i risultati definitivi dovrebbero essere comunicati sempre nel pomeriggio di oggi.

21 Settembre 11:19 Referendum taglio dei parlamentari, a Taranto seggio chiuso per sospetto Covid

Voto alle elezioni

Seggio chiuso a Taranto per un caso sospetto di Covid-19. Uno scrutatore della sezione 69, allestita nella scuola ‘Volta’ di Taranto, ha accusato qualche linea di febbre e sintomi influenzali. Non si è quindi presentato al seggio e la sezione è stata chiusa per consentire di effettuare le operazioni di sanificazione. I componenti del seggio sono stati posti in isolamento volontario a scopo precauzionale, mentre per lo scrutatore si attende il tampone. Tutti i componenti del seggio sono stati sostituiti e la sezione è stata trasferita in un’altra aula.

21 Settembre 10:22 Affluenza al referendum sotto il 40%: il dato Regione per Regione

Si attesta al 39,38% l’affluenza al referendum costituzionale sul taglio dei parlamentari in tutta Italia. Un dato aggiornato alle ore 23 di domenica 20 settembre, ma ricordiamo che si può votare anche oggi, lunedì 21 settembre, fino alle ore 15. Il dato nazionale varia molto da Regione a Regione, con un’affluenza mediamente più alta laddove si vota anche per le elezioni regionali. Partecipazione più alta – al di sopra del 50% – in Veneto, Trentino Alto Adige e Valle d’Aosta. Più bassa, al di sotto del 25%, in Sicilia e Sardegna. Andiamo a vedere il dato per ogni singola Regione, secondo quanto riportato dal Viminale sul portale Eligendo:

Abruzzo 36,47%

Basilicata 36,96%

Calabria 32,42%

Campania 42,78%

Emilia-Romagna 41,59%

Friuli-Venezia Giulia 36,34%

Lazio 33,06%

Liguria 44,04%

Lombardia 39,01%

Marche 47,56%

Molise 33,33%

Piemonte 38,81%

Puglia 43,74%

Sardegna 23,41%

Sicilia 24,78%

Toscana 48,29%

Trentino-Alto Adige 54,42%

Umbria 33,09%

Valle d’Aosta 56,37%

Veneto 51,04%.

21 Settembre 09:59 Referendum 2020 sul taglio dei parlamentari, si vota fino alle 15: lo spoglio e i risultati in diretta

Urne aperte in tutta Italia per il referendum costituzionale sul taglio del numero dei parlamentari. Si vota oggi, lunedì 21 settembre, fino alle 15. La prima giornata di votazioni, quella di domenica 20 settembre, si è chiusa con un’affluenza di poco inferiore al 40%. I cittadini sono chiamati a decidere se confermare o meno la riforma costituzionale – approvata a fine 2019 in Parlamento – che ridurrebbe il numero dei parlamentari: in caso di vittoria del Sì i deputati passerebbero da 630 a 400 e i senatori da 315 a 200. Per un totale del numero dei parlamentari che passerebbe da 945 a 600. Le operazioni di scrutinio inizieranno appena verranno chiusi i seggi, alle ore 15. Stesso orario in cui è prevista la diffusione dei primi exit poll.

Il quesito referendario e la scheda: si vota Sì o No

Gli elettori sono chiamati a votare per confermare o rigettare la riforma costituzionale che prevede il taglio del numero dei parlamentari. Sulla scheda potranno rispondere barrando la casella del Sì o quella del No. Questo è il testo del quesito: “Approvate il testo della legge costituzionale concernente ‘Modifiche agli articoli 56, 57 e 59 della Costituzione in materia di riduzione del numero dei parlamentari’, approvato dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 240 del 12 ottobre 2019?”.

L’affluenza al referendum costituzionale

L’ultimo dato relativo all’affluenza comunicato dal Viminale, attraverso il portale Eligendo, è quello delle ore 23 di domenica 20 settembre. L’affluenza in tutta Italia si attesta al 39,38%, con una partecipazione più alta – mediamente – nelle Regioni in cui si vota anche per le regionali. L’affluenza è al di sopra del 40% in Campania, Emilia-Romagna, Liguria, Marche, Puglia, Toscana, Valle d’Aosta e Veneto. Il dato più alto, però, si registra in Trentino Alto Adige, con una partecipazione che sfiora il 55%. Al di sotto del 30%, invece, in Sardegna e Sicilia.

Quando arriveranno gli exit poll e risultati del referendum

Alla chiusura dei seggi, prevista alle ore 15, le principali emittenti televisive diffonderanno i primi exit poll riguardanti il referendum e anche le elezioni regionali. Lo spoglio delle schede, in questo election day, partirà proprio con i voti referendari, fatta eccezione per i due collegi chiamati al voto per le suppletive (uno in Sardegna e uno in Veneto). Per quanto riguarda il referendum, quindi, i risultati dovrebbero arrivare già nel primo pomeriggio.