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Referendum costituzionale 20 e 21 settembre 2020
21 Settembre 2020
15:01

Exit poll referendum: avanti il Sì

Secondo i primi exit poll sul referendum costituzionale del 20 e 21 settembre 2020 sul taglio del numero dei parlamentari il Sì è avanti con il 60-64% dei voti, contro i 36-40% del No. In caso di vittoria del Sì il numero dei parlamentari scenderebbe da 945 a 600: i deputati diventerebbero così 400 e i senatori 200.
A cura di Stefano Rizzuti
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Referendum costituzionale 20 e 21 settembre 2020

I primi exit poll sul referendum costituzionale sul taglio del numero dei parlamentari vedono il Sì avanti rispetto al No. Secondo gli exit poll diffusi dal Consorzio Opinio per la Rai e trasmessi durante lo speciale Tg1 in onda su Rai 1, il si attesterebbe tra il 60% e il 64%, mentre il No si fermerebbe al 30-34%. Si tratta dei primi dati parziali, che potranno variare (in maniera più o meno consistente) con la diffusione di ulteriori exit poll e delle proiezioni sulle schede scrutinate. Lo spoglio delle schede è iniziato in quasi tutta Italia proprio da quelle per il referendum costituzionale, fatta eccezione per due collegi di Sardegna e Veneto dove si vota anche per le elezioni suppletive del Senato.

Il referendum costituzionale sul taglio del numero dei parlamentari è un referendum confermativo e per questo motivo non necessita di un quorum, Non serve, dunque, raggiungere una percentuale minima di votanti affinché il voto sia valido. In caso di vittoria del Sì verrebbe confermata la riforma costituzionale, approvata a ottobre in via definitiva in Parlamento, con la quale vengono modificati gli articoli 56, 57 e 59 della Costituzione. La modifica più rilevante è quello riguardante il numero dei parlamentari: in caso di approvazione degli elettori i deputati scenderebbero da 630 a 400, mentre i senatori da 315 a 200. Il numero dei parlamentari, quindi, passerebbe da 945 a 400. In caso di vittoria del no, invece, i parlamentari rimarrebbero 945.

A favore del taglio dei parlamentari e del Sì al referendum si sono ufficialmente schierati la maggior parte dei partiti: Lega, Pd, Movimento 5 Stelle e Fratelli d’Italia. Anche se con importanti defezioni all’interno di alcuni di questi, soprattutto Lega e Pd, con molti esponenti che hanno annunciato il loro voto contrario al referendum costituzionale. Hanno lasciato libertà di voto Forza Italia, Italia Viva e Leu: anche in questi casi i partiti sono apparsi divisi al loro interno, con alcuni esponenti a favore del Sì e altri a favore del No. Decisamente contrari, invece, sia +Europa che Azione.

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