È stato depositato in commissione Giustizia al Senato il nuovo testo sulla legittima difesa formulato dal relatore leghista, nonché presidente della commissione, Andrea Ostellari. Introduzione della “presunzione di legittima difesa” per chi agisce nell’intento di proteggere la propria casa o la propria azienda da sconosciuti e restringimento del campo delle interpretazioni in tribunale su proporzionalità tra difesa e offesa: sono i punti salienti di un documento che si rifà, cambiando alcuni tratti, al disegno di legge già proposto dalla Lega, firmato da Massimiliano Romeo.

Il principio di base rimane lo stesso: la possibilità di difendersi in casa non dovrebbe essere una via per il tribunale. La prima differenza però si riscontra nell’articolo 52 del Codice Penale: è stato inserito un nuovo comma caratterizzato dall’avverbio “sempre”. L’atto compiuto per "respingere l’intrusione con violenza, minaccia di uso di armi e di altri mezzi di coazione fisica, da parte di una o più persone la violazione di domicilio o intrusione in un luogo di lavoro", diventa sempre ‘legittima difesa'. Questo significa che si esclude la possibilità di punire colui che abbia agito in situazione di agitazione o di paura davanti alla violazione, anche se la persona che si protegge dovesse utilizzare un’arma legittimamente detenuta o un mezzo utile per difendersi. È proprio quello che si intende con “presunzione di legittima difesa”, che è stato pensato, inoltre, per permettere di ridurre le interpretazioni dei giudici nei processi.

Un’altra delle modifiche proposte dal senatore Ostellari interpella l’articolo 55 invece, quell'articolo che regola l’eccesso colposo. Qui si inserisce lo stato di “grave turbamento”. Il testo infatti prevede che “la punibilità sia esclusa se chi ha commesso il fatto per salvaguardare la propria o altrui incolumità, ha agito contro chi stava approfittando di circostanze di tempo, di luogo o di persona, anche in riferimento all’età, tali da ostacolare la pubblica o provata difesa o se in stato di grave turbamento derivante dalla situazione di pericolo in atto.” Non sarebbe più di fondamentale rilevanza il possesso di un'arma o la presenza di una minaccia reale da parte dell'aggressore per appellarsi alla legittima difesa.

Un altro cambiamento, infine, riguarda proprio il furto in domicilio. Viene previsto infatti un aumento della pena che andrebbe da un minimo di un anno a un massimo di cinque, mentre oggi il Codice sanziona questa violazione con una condanna da sei mesi a tre anni di carcere. Non solo, perché il testo prevede anche che “nel caso di condanna per il reato di furto in abitazione e furto con strappo la sospensione condizionale della pena è comunque subordinata al pagamento integrale dell’importo dovuto per il risarcimento del danno alla persona offesa”. Se oltre alla violazione del domicilio c’è anche il furto, la pena si potrebbe prolungare fino a sette anni di detenzione. Per far in modo di velocizzare le procedure di risarcimento, si prevede che la liquidazione delle spese sia a carico dello Stato, che si assumerebbe così l'obbligo di pagare le spese di difesa nell'ipotesi di assoluzione di chi ha esercitato la legittima difesa.

Per Forza Italia non basta

Le proposte della Lega non hanno convinto molto Forza Italia, che infatti tramite Enrico Costa e Francesco Paolo Sisto, ha commentato dicendo che “è stato partorito da una montagna un topolino”, sostenendo che non fossero sufficienti le modifiche, e questo per “il peso imbarazzante e determinante del Movimento 5 Stelle che ha schiacciato i diritti di chi si difende dopo essere stato aggredito e continuerà ad essere ingiustamente trascinato in tribunale”. Comunque, ancora non è detta l'ultima parola. L'iter per l'approvazione potrebbe essere ancora lungo e il testo potrebbe subire molte variazioni anche perché, come ha detto Alfonso Bonafede, ministro della Giustizia, "è ancora migliorabile".