Garlasco e il pixel del dubbio, i video di Andrea Sempio creati con l’IA che cambiano la nostra percezione

Una giornalista ha in mano il microfono. Dietro di lei c’è Andrea Sempio. Ha uno zaino davanti a sè con un mazzo di scontrini che esce fuori. “Signor Sempio, cosa tiene dentro lo zainetto?”. “Dieci anni di scontrini di parcheggio, sono le prove che mi scagioneranno”. Il riferimento ovviamente è allo scontrino del parcheggio di Vigevano. Attorno altri giornalisti, in sottofondo risate. Il video non è segnalato dall’autore come un contenuto creato con l’intelligenza artificiale. Non ci sono hashtag, non ci sono indicazioni nella descrizione. Compaiono solo le etichette automatiche della piattaforma. Ha 172.000 visualizzazioni. È stato pubblicato da un profilo su TikTok che ora ha poco più di 6.000 follower. Fino a pochi giorni fa pubblicava contenuti a carattere politico. Ora solo video di Garlasco fatti con l’Intelligenza Artificiale.
Poco importa il modello usato. A giudicare dal tono della voce e dalla gestione della luce potrebbe essere Nano Banana 2 di Google. Quello che importa è che non è il solo. Nelle ultime settimane sono spuntati centinaia di video creati con l’intelligenza artificiale attorno al delitto di Garlasco. Tutti vanno nella stessa direzione. C’è Sempio che rincorre la sua avvocata Angela Taccia fuori dal tribunale per consegnarle il martello con cui ha ucciso Chiara Poggi. C’è Alberto Stasi che esce dal carcere circondato dagli applausi dei detenuti. Uno urla: “Ci pensiamo noi a Sempio”.
E ancora. Ci sono video dal tono più satirico, in cui Sempio viene rappresentato come un personaggio dei Flintstones dopo la diffusione dei messaggi pubblicati sul forum Italian Seduction. Video in cui lui diventa il burattino Sempiocchio e la sua avvocata Fata Taccina. Immagini in cui Alberto Stasi è seduto alla scrivania, dopo la laurea, con accanto l’immagine di Chiara Poggi. Alcuni video si fermano a poche migliaia di visualizzazioni, altri arrivano serenamente a mezzo milione.
L’assedio cognitivo: costruire un mondo fatto da algoritmi
Per assedio cognitivo intendiamo un bombardamento di contenuti per saturare la nostra attenzione. Negli ultimi anni comincia a essere usato anche per l’intelligenza artificiale. I social ormai sono pieni di contenuti che chiunque può creare in una manciata di secondi, usando giusto qualche parola da inserire in un comando. Più questi contenuti vengono riprodotti negli algoritmi, più fatichiamo a distinguere il vero dal falso, le immagini reali da quelle costruite con gli algoritmi. Lo scrivevamo già nel 2023: siamo entrati in un'era in cui le immagini valgono come le parole, cioè molto poco. Ora. Ovviamente un video di Sempio che esce dal tribunale con un martello non può essere considerato verosimile ma non è solo un gioco. Ogni immagine, anche se falsa, contribuisce a costruire un pensiero, sposta l’attenzione di qualche millimetro e aiuta a fortificare una tesi. Ogni pixel ci porta a cambiare un po’ il nostro sguardo.
È interessante vedere come questi video si muovano tutti nella stessa direzione. Una ricostruzione del caso di Garlasco in cui Andrea Sempio è l’unico colpevole mentre Alberto Stasi è la seconda vittima, dopo Chiara Poggi. Una vittima che che sta scontando una pena ingiusta. Certo, questa tesi prende forza dalla nuova inchiesta della procura di Pavia che ha chiuso le indagini sul caso identificando Sempio come unico responsabile. Vi lasciamo qui gli ultimi aggiornamenti sul caso Garlasco. Ma le strade della giustizia sono ancora lunghe. Bisogna capire se Sempio verrà rinviato a giudizio e poi aspettare, nel caso, l’esito del processo.
Intanto però c’è la pressione dei media, che questa volta non sono solo i giornali, le televisioni o le riviste che si occupano di cronaca nera. In questo nuovo caso Garlasco ci sono anche i social, che amplificano quegli schieramenti che in Italia abbiamo visto anche in molti altri casi di cronaca. E oltre a rilanciare teorie e riprendere spezzoni di interviste, ora hanno anche un nuovo strumento per aumentare il rumore attorno a questo caso: l’intelligenza artificiale.