Il Super El Niño sta riempiendo di fiori uno dei deserti più aridi della Terra

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Uno spettacolare tappeto di fiori sul deserto di Atacama in Cile, innescato dalle piogge del Super El Niño 2026-2027. Credit: Roberto Antezana/Facebook
Il deserto di Atacama in Cile, il più arido della Terra non polare, è protagonista di una fioritura eccezionale innescata dalle abbondanti piogge legate al Super El Niño 2026-2027. Le bellissime immagini del “desierto florido”, il deserto fiorito.

Il Super El Niño 2026-2027 attualmente in corso, che raggiungerà il suo picco alla fine dell'anno, ha donato vita al deserto non polare più arido della Terra, quello di Atacama in Cile. Grazie alle abbondanti piogge innescate dal fenomeno climatico, che in alcune località a nord hanno persino raggiunto i 180 millimetri (in media sono di un paio di millimetri), vaste aree sono fiorite ed esplose in un tripudio di colori, generando il fenomeno che i locali chiamano “desierto florido”, il deserto fiorito.

Il bellissimo video della BBC che potete vedere qui di seguito mostra efficacemente cosa sta accadendo in questi giorni nel deserto cileno, ben prima del culmine dell'evento, generalmente atteso a ottobre avanzato. In alcuni casi, come indicato da CHV Noticias, la fioritura del 2026 risulta essere la più abbondante degli ultimi 30 anni, proprio grazie agli effetti del Super El Niño in corso.

Il desierto florido è un fenomeno ciclico che si verifica ogni 5-7 anni, in genere associato proprio all'impatto di El Niño. Ma non è sempre così. Servono infatti specifiche condizioni ambientali e almeno 15 millimetri di pioggia per dar vita allo spettacolare evento, in cui l'arido deserto si tinge improvvisamente di porpora, viola, bianco, blu, azzurro e altri colori. Sono coinvolti i fiori di pata de guanaco (Cistanthe longiscapa), portulaca rupestre (Cistanthe grandiflora) e altre bellissime piante. “Il deserto fiorito è un fenomeno che dipende non solo dalle precipitazioni, ma anche da fattori quali l'assorbimento del suolo, le temperature e l'esposizione solare”, ha affermato la dottoressa Gabriela López di CONAF Atacama.

L'Università di Chicago stima che sono poco meno di 2.000 le specie vegetali che fioriscono durante questi eventi ciclici. Per alcune di esse, i semi possono restare dormienti anche per dieci lunghi anni, prima di emergere e risvegliarsi con una magnifica fioritura. I semi sono in grado di resistere a condizioni estreme grazie a strati di cera che trattengono l'umidità, filamenti che respingono i raggi solari e altri adattamenti che li mantengono in allerta, pronti a farli sbocciare al momento opportuno. El Niño di quest'anno, evidentemente, ne ha offerto uno a una moltitudine di semi.

El Niño, la fase calda dell'oscillazione meridionale di El Niño (ENSO), è un fenomeno naturale e ciclico che può avere un impatto gravissimo su popolazioni, ambiente ed economia, causando alluvioni, ondate di caldo estremo, siccità e altri effetti che può innescare sulle varie regioni affacciate sull'Oceano Pacifico. Il fenomeno di quest'anno fa parte dei cosiddetti eventi di Super El Niño, a causa dell'anomalia termica prevista con un picco di ben + 4,0 °C a novembre 2026, secondo i modelli climatici più aggiornati. È considerato un evento di portata storica perché è destinato a superare i precedenti record con un margine definito “sconvolgente” dagli esperti.

L'impatto atteso per il Super El Niño è spaventoso: un rapporto del Climate Impact Lab, ad esempio, stima entro febbraio 2027 circa mezzo milione di morti solo per il caldo, concentrati soprattutto tra Africa subsahariana e Sud Est Asiatico, ma anche in Sud America, in particolar modo in Brasile. Un altro studio delle Nazioni Unite prevede milioni di persone in più che soffriranno la fame. Ricordiamo che nell'emisfero australe o meridionale sono appena entrati nella bella stagione con l'equinozio di primavera, mentre noi siamo in autunno da pochi giorni.

El Niño colpisce in due modi: alluvioni eccezionali in Africa orientale, Sud America e parte degli Stati Uniti; e siccità e ondate di calore estreme in Australia, Sud-Est asiatico e Africa meridionale. Il Cile sta già ricevendo abbondanti piogge legate al fenomeno in atto, ed è proprio per questo che si stanno già verificando fioriture eccezionali in molte vallate del deserto. Secondo un documento redatto da CONAF Atacama, al culmine di ottobre fino a 15.000 chilometri quadrati del deserto – che si estende per circa 100.000 chilometri tra le Ande e la costa Pacifica – potrebbero diventare un tappeto di fiori. L'evento sta attirando turisti da tutto il continente americano (e non solo).

Il deserto di Atacama è conosciuto soprattutto per ospitare grandi telescopi e radiotelescopi di organizzazioni internazionali come l'ESO, in virtù delle condizioni secche e del cielo buio e stellato, privo di inquinamento luminoso. Ciclicamente, da landa arida arsa dal sole, può trasformarsi tingendosi con una moltitudine di colori grazie al fenomeno del desierto florido, quest'anno favorito e amplificato da un El Niño davvero eccezionale.

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