Super El Niño 2026-27, il record del 2015 già superato a settembre: picco a novembre

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Il Super El Niño 2026-27 ha superato il picco record del fenomeno 2015 già a settembre, con 2 mesi di anticipo. Credit: theclimatebrink.com
I modelli climatici indicano che il Super El Niño 2026-27 ha già battuto il record di caldo dell’evento 2015-2016, con due mesi di anticipo. Il picco atteso a novembre 2026 si prevede di portata “storica” e con un divario enorme.

Il Super El Niño 2026-27 attualmente in corso ha già superato il record toccato il 18 e 19 novembre del 2015, anno che deteneva il precedente primato di El Niño più caldo. In sostanza, l'anomalia termica raggiunta dalla regione chiave dell'Oceano Pacifico equatoriale, chiamata Niño 3.4, il 25 e 26 settembre 2026 ha raggiunto valori di + 3,14 e + 3,15 °C, dati che superano il picco di + 3,08 °C toccato il 18 e il 19 novembre 2015, che ad oggi, come indicato, è considerato l'anno con il fenomeno di El Niño più caldo in assoluto. Il sorpasso è ben visibile nel grafico estrapolato dalla dashboard di theclimatebrink.com basata su 14 importanti modelli climatici predittivi, fra i quali sono contemplati il Copernicus Climate Change Service (ECMWF) della missione europea, il Climate Forecast System (NOAA/NCEP) degli Stati Uniti e SINTEX F.

Questo evento è importante per due ragioni: la prima, più evidente, risiede nel fatto che l'anomalia termica rilevata nella regione El Niño 3.4 – considerata la più importante per misurare l'intensità della fase calda dell'ENSO – ha appena battuto il precedente record, quindi si può dire che il Super El Niño 2026-27 è ora il più forte di sempre; la seconda ragione, decisamente più inquietante, riguarda la precocità. Il nuovo primato, infatti, è stato raggiunto a settembre, ma in genere il picco di El Niño viene raggiunto in autunno inoltrato o in inverno, come mostra quello del 2015. Per il secondo El Niño più caldo, sempre stando al grafico theclimatebrink.com, il picco fu raggiunto il 23 novembre 1997, con un'anomalia termica della superficie dell'Oceano Pacifico equatoriale di + 2,54 °C. Sottolineiamo che si parla sempre dell'anomalia della regione El Niño 3.4. Poiché il riscaldamento continua ad aumentare settimana dopo settimana dalla primavera e il picco è atteso tra circa due mesi, si può prevedere che l'anomalia climatica raggiunga un valore del tutto fuori fuori scala; non a caso, alcuni scienziati non solo hanno sottolineato che il Super El Niño 2026-27 sarà il più forte di sempre (fino ad oggi), ma che lo farà con un divario “sconvolgente”, come sottolineato dal climatologo Zeke Hausfather.

Secondo i modelli predittivi di theclimatebrink.com, infatti, a novembre 2026 ci si aspetta un picco compreso tra + 3.6 e + 4.2 °C, con un valore stimato di + 4,0 °C. La media, secondo gli esperti, sarà pertanto ben oltre quella di El Niño 1997–98 (+ 2,6 °C) ed El Niño 2015-2016 (+ 2,4 °C). Al momento, secondo il rapporto settimanale “ENSO: Recent Evolution, Current Status and Predictions” pubblicato dagli scienziati del Climate Prediction Center / NCEP della NOAA, l'agenzia federale statunitense che si occupa di clima, oceani, atmosfera e meteo spaziale, il fenomeno di El Niño 2026-27 sta continuando a rafforzarsi, facendo aumentare sempre più le probabilità che possa essere un evento di portata storica. Più nello specifico, c'è oltre il 90 percento delle probabilità che si verifichi un evento di El Niño molto forte (un cosiddetto Super El Niño) e il 75 percento che possa essere di storico, cioè più caldo di tutti quelli documentati dal 1950 ad oggi. I dati dei modelli previsionali già confermano ampiamente questo scenario, ma dovranno essere confermati dalle misurazioni reali e approvati dagli scienziati.

Gli effetti di una simile anomalia termica nell'Oceano Pacifico tropicale sono comunque già ben evidenti in alcuni Paesi. In Cile, ad esempio, le piogge sono state talmente intense da aver dato vita a un fenomeno del “desierto florido” (deserto fiorito) eccezionale, con fioriture del 30 percento più estese nel deserto di Atacama rispetto al passato. Ma a questo fenomeno spettacolare fanno da contraltare la siccità e le ondate di caldo estremo che colpiranno nelle prossime settimane Australia, Sud-Est asiatico e Africa meridionale. Gli scienziati del Climate Impact Lab hanno stimato circa mezzo milione di morti provocati solo dal caldo estremo innescato dal Super El Niño 2026-27, mentre i ricercatori delle Nazioni Unite temono milioni di persone in più che soffriranno la fame a causa della perdita di raccolti. Il Super El Niño 2026-27, come mostrano le immagini dal Cile, sta già innescando piogge più abbondanti, ma vere e proprie alluvioni, mareggiate e tempeste estreme colpiranno Sud America, Africa Orientale e parte degli Stati Uniti nei prossimi mesi, aumentando vittime e danni. In Italia e in Europa ci si aspetta solo effetti indiretti, come un aumento del caldo nella stagione fredda.

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