Studio prevede che il Super Niño 2026-207 causerà quasi mezzo milione di morti solo per il caldo

Immagine
Illustrazione che mostra l'impatto di El Niño. Credit: iStock
I ricercatori del Climate Impact Lab hanno stimato che il Super El Niño 2026-207 provocherà la morte di 451.000 persone a causa del caldo estremo.

Gli scienziati prevedono il Super El Niño 2026-207 provocherà la morte di quasi mezzo milione di persone, 451.000 per l'esattezza. Questi decessi stimati, fra l'altro, sono soltanto quelli legati alle ondate di caldo estremo, dunque non tengono conto dell'impatto di altri eventi letali associati alla fase calda dell'Oscillazione Meridionale di El Niño (ENSO), come inondazioni, tempeste, carestie – si stimano milioni di persone in più portate alla fame – incendi, siccità e molto altro ancora.

L'inquietante previsione è stata fatta dagli scienziati del Climate Impact Lab, un'organizzazione internazionale senza scopo di lucro che studia gli effetti cambiamento climatico su persone, economia e ambiente, grazie al lavoro sinergico di numerosi specialisti (dai climatologi ai data scientist, passando per gli economisti). Tra i principali atenei coinvolti nel progetto di ricerca figurano l'Università di Chicago, l'Università della California, il Rhodium Group e altri, che analizzato i dati provenienti dalla letteratura scientifica integrandoli con quelli dei modelli climatici previsionali.

Nel caso specifico del Super El Niño in arrivo, la dashboard di theclimatebrink.com – che si basa sui 14 principali modelli predittivi – indica che a novembre 2026 il picco raggiungerà un'anomalia termica di + 4,0 °C (intervallo compreso + 3,7 e + 4,2 °C) nella regione Niño 3.4 dell'Oceano Pacifico centrale e tropicale, che è quella più rilevante per prevedere l'intensità del fenomeno climatico. Il dato è in costante peggioramento.

Una simile anomalia è considerata di portata storica perché sensibilmente superiore ai record precedenti, come i fenomeni di El Niño 1997–98 (picco di + 2,6 °C) e 2015-2016 (+ 2,4 °C). Non c'è da stupirsi che alcuni scienziati usino termini come “sconvolgente” e “senza precedenti”, come il dottor Zeke Hausfather, che nei mesi scorsi aveva sottolineato come il Super El Niño 2026-2027 non solo sarebbe diventato il più forte in assoluto, ma che lo avrebbe fatto con un margine davvero sconvolgente. Ed è proprio in questo contesto che gli scienziati del Climate Impact Lab hanno calcolato l'impatto devastante del fenomeno sulla vita di centinaia di migliaia di persone. Ricordiamo che El Niño è un fenomeno naturale, ma gli esperti ritengono che gli effetti possano essere amplificati dal riscaldamento globale (gli studi sono ancora in corso).

I ricercatori sottolineano che i 451.000 morti previsti fino a febbraio 2027 sono “circa 65 volte superiori alle 6.800 persone che si ritiene siano morte o disperse a causa della recente alluvione lampo in Nepal”, aggiungendo che la maggior parte di essi si concentrerà nell'emisfero australe del nostro pianeta. Larga parte delle vittime causate dal caldo estremo innescato dal Super El Niño si concentrerà nell'Africa subsahariana, ma saranno colpiti duramente anche il Sudamerica e il Sud Est Asiatico. Il Paese che avrà più morti, secondo il rapporto redatto dagli esperti del Climate Impact Lab, sarà la Nigeria, con ben 31.400 vittime. Seguono Indonesia (19.300); Sudan (17.500); India (15.800); Brasile (13.300); Repubblica Democratica del Congo (10.000); Niger (10.000); Chad (7.900); Filippine (6.500); e Sud Sudan (5.500).

Da tempo siamo in grado di prevedere l'impatto delle temperature sui raccolti, e ora possiamo prevedere il loro impatto sul peggiore degli esiti: la morte. Di conseguenza, possiamo stimare che nei prossimi mesi potrebbero morire 451.000 persone a causa di El Niño. Si tratta di un numero talmente elevato da poter lasciare senza parole, ma è composto da genitori e figli, nonni e vicini di casa, persone che vanno al lavoro, si prendono cura delle loro famiglie e vivono la loro vita”, ha affermato in un comunicato stampa il dottor Michael Greenstone, cofondatore del Climate Impact Lab e professore emerito presso l'Università di Chicago. “Questo rapporto permette ai decisori politici di capire esattamente dove è possibile intervenire ora con azioni di emergenza per salvare decine di migliaia di vite nei prossimi mesi.

Sebbene le previsioni siano fosche (e parziali), è infatti possibile contenere i danni adottando le misure protettive nell'Adaptation Inventory messo a punto dal Climate Impact Lab: organizzazione degli orari di lavoro, sistemi di allerta precoce, diffusione di centri climatizzati e altri sistemi possono fare la differenza tra la vita e la morte per centinaia di migliaia di persone.

Si ritiene che l'impatto del Super El Niño 2026-207 sia paragonabile a quello che avrà il cambiamento climatico fra 20 anni; ciò significa che iniziare adesso ad adottare strategie protettive non ci farà trovare impreparati quando le condizioni eccezionali di oggi si trasformeranno nella norma di domani, un futuro molto prossimo. “Intensificare la risposta alle emergenze e indirizzare meglio i nostri sforzi può salvare molte vite quest'anno. Ma tra 20 anni, quando le temperature estreme di oggi diventeranno la nuova normalità, non vogliamo trovarci in un costante stato di emergenza”, ha affermato la professoressa Tamma Carleton dell'Università della California, ricercatrice presso il Climate Impact Lab e coautrice del rapporto. “Dobbiamo mobilitare risorse ora per progettare, implementare e valutare gli strumenti di preparazione e pianificazione che salveranno vite umane negli anni a venire”, ha chiosato la scienziata.

Come spiegato a Fanpage.it dal climatologo Luca Mercalli, l'evento in arrivo dai dati appare il più “vistoso, forte e potente” di sempre, se confrontato con gli anni passati. I modelli climatici continuano a indicare un'anomalia termica senza precedenti man mano che ci avviciniamo al picco, rendendola sempre più probabile. Fortunatamente in Italia vivremo solo effetti indiretti perché siamo lontani dall'epicentro, che coinvolge i Paesi attorno all'Oceano Pacifico. Per il nostro Paese si prevede una stagione fredda più mite, con un aumento del caldo.

autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views