Super El Niño 2026-27, dati in continuo peggioramento: prevista anomalia termica storica di + 4,0 °C
El Niño, la fase calda dell'oscillazione meridionale di El Niño (ENSO) attualmente in corso, continua a intensificarsi: le stime per il picco atteso a novembre 2026 hanno appena fatto un ulteriore balzo in avanti. Al momento, infatti, secondo la dashboard di theclimatebrink.com si prevede un'anomalia termica di ben + 4,0 °C (intervallo tra + 3,7 e + 4,2 °C) nella regione Niño 3.4 dell'Oceano Pacifico centrale e tropicale, la più significativa per determinare l'intensità del fenomeno. Fino a qualche tempo fa, tale anomalia si assestava a + 3,9 °C, dopo aver compiuto un balzo da + 3,6 °C.
Col passare del tempo i modelli predittivi sono sempre più precisi, pertanto questi incrementi della temperatura vogliono dire una sola cosa: che il riscaldamento è in peggioramento e che stanno aumentando sempre più le probabilità di un Super El Niño di portata storica, con tutto ciò che ne consegue in termini di fenomeni meteorologici estremi, siccità, carestia e impatto catastrofico sull'ambiente. L'Italia, tuttavia, come evidenziato dagli esperti sarà colpita solo indirettamente, perché siamo troppo lontani dall'epicentro. Si prevedono un autunno e un inverno più caldi del normale, come spiegato a Fanpage.it dal climatologo Luca Mercalli.
Ma torniamo all'anomalia termica. In parole semplici, i modelli climatici stimano che la temperatura superficiale del mare nella zona Niño 3.4 sarà più alta di + 4,0 °C rispetto alla media climatologica di riferimento, relativa al trentennio 1991 – 2020. Siamo innanzi a un valore clamoroso e fuori scala, considerando i precedenti record storici registrati durante i precedenti “Super El Nino”, quelli in cui il valore dell'anomalia termica supera i + 2 °C. Ad esempio, El Niño del 1997–98 ebbe un picco di + 2,6 °C, mentre nel 2015–16 fu di + 2,4 °C (in base alla fonte). Ora immaginate cosa significa aumentare di ulteriori + 1,4/1,6 °C la temperatura di una massa d'acqua così grande in una finestra temporale così ristretta. I valori in gioco corrispondono a un'immensa quantità di energia accumulata dal mare, che verrà trasferita in atmosfera sotto forma di calore e umidità e che a sua volta sarà liberata sotto forma di eventi meteo più intensi e distruttivi.
Solo pochi mesi fa, durante una conferenza dell'importante organizzazione di ricerca sul cambiamento climatico Berkeley Earth, gli scienziati avevano sottolineato le elevatissime probabilità che El Niño sarebbe potuto diventare il più forte degli ultimi 150 anni, ovvero da quando è iniziata la raccolta dei dati climatici. Commentando questi dati, il climatologo Zeke Hausfather, citato dall'autorevole rivista scientifica Nature, ha affermato che in base alle previsioni dei modelli climatici, El Niño in corso non solo sarebbe diventato il più forte in assoluto, ma che lo avrebbe fatto “con un margine davvero sconvolgente”. E da allora i dati non hanno fatto altro che peggiorare, come mostra la sopracitata dashboard di theclimatebrink.com.
Quest'ultima è uno degli strumenti predittivi più affidabili su El Niño, considerando che si basa sui quattordici modelli climatici previsionali più importanti e sensibili in assoluto, fra i quali citiamo Climate Forecast System (NOAA/NCEP), Copernicus Climate Change Service (ECMWF) e SINTEX F. In poche settimane la dashboard è balzata da un picco dell'anomalia termica di + 3,6 °C a + 4,0 °C; come abbiamo indicato, più tempo passa e più precise sono le simulazioni dei modelli. Il professor Luca Mercalli ha spiegato a Fanpage.it che si parla di fenomeno storico “semplicemente perché per l'estensione e l'entità del riscaldamento, confrontato con tutti gli episodi precedenti di cui ci sono i dati, questo [El Niño]appare il più vistoso, forte e potente.”
A suffragare le fosche previsioni vi è anche l'ultimo bollettino mensile della NOAA, l'Agenzia federale statunitense deputata allo studio di oceani, atmosfera e meteo spaziale. Secondo il rapporto ENSO: Recent Evolution, Current Status and Predictions, El Niño si sta intensificando e ora c'è oltre il 90 percento delle probabilità che per l'autunno e l'inverno 2026-2027, nell'emisfero settentrionale, sia un evento “very strong” (molto forte), cioè un Super El Niño. Fino a poco tempo fa tale probabilità era del 70 percento circa. Gli esperti si aspettano che a causa di questo fenomeno decine di milioni di persone in più soffriranno la fame a partire dal prossimo anno.