In Italia è caldo record per l’estate 2026: agosto batte il primato del 2024, i dati del CNR
L’estate 2026 si chiude con un nuovo record di caldo per l’Italia, particolarmente evidente nel mese di agosto che, con una temperatura media di 25,6 °C, ha superato il primato del 2024. Lo rileva la nuova analisi del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR-Ibe) basata sul dataset ERA5-Land dell’ECMWF, che ha fornito un quadro delle anomalie termiche registrate sul territorio nazionale. Il dato si inserisce in un anno già segnato da diversi primati, dalle temperature superiori alle medie del 2025 in tutti i mesi fino al nuovo record dell’estate, che supera di 0,7 °C quello del 2003, lasciando prevedere che il 2026 possa concludersi come l’anno più caldo dal 1950.
A fare da sfondo ai prossimi mesi ci sarà anche El Niño, il fenomeno climatico legato al riscaldamento delle acque del Pacifico equatoriale, ormai pienamente instaurato e destinato a rafforzarsi ulteriormente, tanto da essere già stato definito un “Super El Niño”. Il picco dovrebbe essere raggiunto tra la fine del 2026 e l’inizio del 2027, con effetti sui modelli di temperatura e precipitazioni a livello globale. Per l’autunno 2026 le previsioni indicano temperature superiori alla norma su quasi tutte le aree continentali, mentre gli effetti sull’inverno italiano andranno valutati con l’evoluzione del fenomeno.
Cosa dicono i dati del CNR sull’estate 2026 in Italia
Con una temperatura media di 24,3 °C, l’estate 2026 è stata la più calda mai registrata in Italia dal 1950, con uno scostamento di +0,7 °C rispetto ai 23,6 °C dell’estate 2003, finora considerata il record storico. Un’eccezionalità su cui hanno inciso i valori termici registrati ad agosto, che il CNR restituisce nel suo complesso:
- In Italia, agosto 2026 ha fatto registrare una temperatura media di 25,6 °C, superando di 1 °C il precedente record di 24,6 °C dell’agosto 2024.
- L’anomalia termica di agosto 2026 è stata di +5,2 °C rispetto alla media del periodo 1951-1980 (20,4 °C)
- Lo scostamento dalla media del periodo 1981-2010 (21,5 °C) ha raggiunto +4,1 °C
- Nel confronto con la media del periodo 1991-2020 (22,1 °C), l’anomalia è stata di +3,5 °C.
Le zone più colpite da caldo e ondate di calore
Le anomalie più marcate si sono registrate nelle pianure del Nord-Ovest e in quelle appenniniche, dove il caldo ha mostrato gli effetti più evidenti. “In gran parte si tratta di superfici coltivate che, esposte a una temperatura superiore e, in alcune aree, a un periodo di siccità, fanno sì che il settore primario sia stato quello più colpito” ha osservato Lorenzo Arcidiaco del CNR-Ibe.
Le ondate di calore che hanno caratterizzato l’estate 2026 si sono fatte sentire anche nelle grandi città, che hanno fatto registrare più eventi di caldo intenso. L’analisi del CNR, basata sui dati meteorologici disponibili per Roma, Firenze e Torino, ha individuato diverse ondate tra giugno e agosto, definite come periodi di almeno sei giorni consecutivi con temperature massime superiori a quelle che si verificano normalmente nel 90% dei casi.