Cambiamenti climatici

“Fate scorte di viveri, farà la differenza con l’arrivo di El Niño”: perché il governo inglese lancia l’allarme

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La potenza di El Niño si sta intensificando e quello che ci aspetta potrebbe essere un rialzo delle temperatura mai sperimentato negli ultimi mille anni. Il Governo britannico e l’Onu invitano a i cittadini a prepararsi: “Siate resilienti”

"Se avete una scorta di cibo che vi permetta di sopravvivere per un po' prima dell'arrivo dei servizi di emergenza sarete in una situazione molto migliore rispetto agli altri". Sta per arrivare un El Niño di proporzioni mai viste, almeno negli ultimi mille anni, e questo non è l'invito di un complottista sui social, ma della ministra inglese dell'Ambiente, Angela Eagle.

La ministra, in un'intervista al Guardian, ha lanciato un'allerta che va ben oltre i confini nazionali per l'approssimarsi di El Niño, il fenomeno climatico più temuti dei nostri giorni.

L'allarme del governo inglese e dell'Onu: "El Niño si sta intensificando"

Incendi, alluvioni e siccità sono tra i rischi principali connessi a El Niño, e la ministra Eagle ha spiegato che è necessario "adattarsi". Il governo britannico proprio allo scopo di aiutare i cittadini ha dato il via a una serie di iniziative come Havant Thicket, che diventerà il primo nuovo bacino idrico del paese dal 1992.

"È questo il senso della transizione agricola: poter coltivare in modo più resiliente e sostenibile dal punto di vista ambientale".

El Niño però avrà risvolti anche relativamente a un altro fenomeno, questa volta sociale, quello della migrazione. Moltissime persone, infatti, hanno già iniziato a spostarsi spinte da condizioni insostenibili. Ha spiegato che "causerà molti più danni in Asia a causa delle inondazioni, quindi dobbiamo prenderlo sul serio".

Per i Governi significa farsi trovare preparati, in termini di accoglienza ai migranti climatici e di risorse idriche, per i cittadini in termini di razionalizzare le scorte alimentari della famiglia. In ogni caso "si tratta di prepararsi per essere un po' più resilienti".

L'allarme travalica i confini britannici. Le Nazioni Unite avevano già fatto presente che El Niño rappresenta un rischio globale, nei confronti del quale è possibile solo fare congetture. "Ill pianeta si trova in acque inesplorate e queste acque si stanno riscaldando", ha detto il segretario generale Onu Antonio Guterres.

“Il mondo si trova nella zona di pericolo degli eventi meteorologici estremi – continua Guterres – La sfida ora è tra i rischi crescenti e il nostro impegno ad agire per il clima e proteggere le persone. Dobbiamo vincere questa sfida".

Cos'è El Niño e quando arriverà in Europa

El Niño è una Oscillazione Meridionale (ENSO), come spiegato dai National Centers for Environmental Information (NCEI) dell'agenzia federale statunitense che si occupa di atmosfera, oceani e meteo spaziale. In poche parole, si tratta di una delle due fluttuazioni periodiche della temperatura superficiale del mare e della pressione atmosferica sovrastante.

In questo caso, El Niño si sta formando nell'Oceano Pacifico tropicale, ed è la fase calda di queste variazioni, mentre La Niña è quella fredda. Secondo le stime, si tratta del più intenso mai registrato negli ultimi mille anni e sarà in grado di immettere calore in un'atmosfera dove le temperature sono già in aumento a causa del riscaldamento globale. Questa combinazione farà sì che il 2027 diventi l' anno più caldo mai registrato, con tutte le conseguenze connesse sulle economie globali e la vita delle persone.

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