Mandragora segna chiede scusa e viene applaudito, la Fiorentina esce tra i fischi: paradosso a Firenze

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Mandragora punisce la Fiorentina da ex e chiede scusa: il Franchi lo ringrazia con una standing ovation. Notte da incubo per i viola, contestati a fine gara.

Non accade spesso di vedere gli applausi per un gol di un giocatore avversario. E invece i tifosi della Fiorentina hanno applaudito a lungo Rolando Mandragora del Torino, dopo il gol che ha permesso ai granata di pareggiare momentaneamente i conti al Franchi. Solo poche settimane fa il centrocampista vestiva ancora la maglia viola, prima di un addio abbastanza sorprendente e giustificato poi con un post anche un po' polemico su Instagram nei confronti dell'attuale dirigenza. E pensare che, paradossalmente, quelli per Mandragora sono stati gli unici applausi sentitisi allo stadio fiorentino da lì in poi, vista la pesantissima sconfitta finale decisa dalla rete di Adams.

Due reti una più bella dell'altra per il Toro, con la prima firmata proprio da quel calciatore che era molto apprezzato dalla piazza di Firenze. Una conclusione da fuori, specialità della casa, per battere De Gea e rimettere il risultato in parità dopo il vantaggio iniziale viola con la rete di Pellegrino. Subito dopo la marcatura, mentre tutti i compagni lo abbracciavano, Rolando Mandragora non ha nemmeno abbozzato un sorriso o un'esultanza. Con un'espressione dispiaciuta ha iniziato ad alzare le mani in segno di scuse a più riprese, in direzione degli spalti occupati dai tifosi di casa. È andato avanti così a lungo "Rolly", che ha visto il suo gesto apprezzato e ricambiato: tutto il Franchi ha iniziato ad applaudirlo, dimostrando di non aver dimenticato il suo passato e di aver considerato sincere le sue scuse per il dispiacere arrecato ai suoi ex sostenitori.

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Le scuse di Mandragora ai tifosi della Fiorentina

D'altronde l'amore per Firenze non è mai stato in discussione per questo ragazzo, che nel suo congedo ufficiale aveva scritto: "Con Rocco e Catherine, con Joe e Camilla, con Daniele e Alessandro, questo concetto regnava sovrano e si percepiva. Nel cambiamento di queste figure negli ultimi mesi qualcosa è cambiato a discapito dei rapporti e, senza questi ultimi, si fa una grande fatica, per il mio modesto parere da uomo". Difficile dimenticare un ritorno in Toscana di questo tipo per un Mandragora che ha impiegato pochissimo tempo ad immedesimarsi nella sua nuova realtà professionale. E, come detto, il paradosso è che ha ricevuto più applausi Mandragora dei calciatori di casa, fischiati sonoramente dopo il fischio finale. Alla terza sconfitta di fila, i viola sono stati accompagnati da mister Grosso sotto la curva per "metterci la faccia" dopo l'ennesimo risultato negativo.

Commosso poi Rolando ai microfoni di DAZN dopo il fischio finale: "Sì, assolutamente, un mix di emozioni. La prima cosa che devo fare è solo ringraziare tutta questa gente che mi ha riservato questo bellissimo tributo, che porterò sempre dentro di me. Qualche giorno fa li ho salutati e ho detto che nessun addio ti porta via da casa, e questa è la dimostrazione. Quindi grazie a tutti e in particolare ai ragazzi della Curva Fiesole. Il gol, per noi che giochiamo, è una grandissima emozione e, allo stesso tempo, come detto, un mix di emozioni. Perché è bello, ma c’è dispiacere, perché ho lasciato parte del mio cuore qua a Firenze e ho lasciato diversi compagni con cui ho fatto un percorso straordinario. Quindi è bello, ma allo stesso tempo difficile. Come ho detto prima, all’inizio, un mix di emozioni".

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