Crisi climatica, mappa NASA mostra quanto si alzerà il mare in Italia: a Venezia e Napoli si rischia 1 metro
Gli scienziati della NASA hanno messo a punto una mappa interattiva che mostra efficacemente quanto si alzerà il livello del mare nei prossimi decenni, evidenziando gli effetti della crisi climatica sulle coste di tutto il pianeta. A Napoli e Venezia, ad esempio, entro il 2150 ci si può aspettare anche più di 1 metro di innalzamento in base al modello previsionale utilizzato. La mappa si basa sui dati estratti dal Sesto Rapporto di Valutazione (AR6) messo a punto dal Gruppo intergovernativo sui cambiamenti climatici (IPCC), un team di ricerca internazionale facente capo all'ONU. In sostanza, gli studiosi dell'IPCC analizzano l'intera documentazione scientifica sul riscaldamento globale e mettono a punto un rapporto periodico – ogni 5 / 7 anni – che ne riassume andamento e rischi futuri, grazie ad approfonditi modelli previsionali. Tra i parametri valutati vi è anche l'innalzamento del livello del mare, che rappresenta una delle principali minacce del cambiamento climatico, catalizzato dallo scioglimento dei ghiacciai.
Per alcuni Paesi, in particolar modo gli Stati insulari dell'Oceano Pacifico e dell'Oceano Indiano, questo processo è diventato un vero e proprio rischio esistenziale, dato che atolli e isole possono essere letteralmente sommersi dal mare che continua a salire. Non c'è da stupirsi che alle Maldive si stiano predisponendo innovativi progetti ingegneristici per innalzare le isole esistenti e costruirne di nuove, anche a 6 metri di altezza oltre il livello del mare (in genere nuove terre vengono realizzate a 2 metri). Le stime per il futuro sono catastrofiche e si ritiene che la crisi climatica non solo possa devastare stati insulari come le Maldive, ma anche intere città e regioni costiere in larga parte del mondo. Nel Sud-Est Asiatico il mare divorerebbe un enorme fazzoletto di terre emerse.
Anche in Europa nazioni come i Paesi Bassi e l'Italia sono esposti a rischi significativi; in media, dal 1993, come mostra questo recente video della NASA l'innalzamento del mare è stato circa 10 centimetri, un processo che sta accelerando sensibilmente a causa della crisi climatica in atto. Se infatti la velocità era di 0,2 centimetri all'anno nel 1993, oggi siamo a oltre 0,44 centimetri annui, un'accelerazione legata allo scioglimento delle calotte glaciali catalizzato dal riscaldamento globale. Come mostra il portale del Sea Level Change Team della NASA, ad esempio, la massa glaciale della calotta della Groenlandia – tra le più influenti – sta perdendo 260 gigatonnellate (miliardi di tonnellate metriche) di ghiaccio all'anno, mentre quella artica 130 gigatonnellate.
Questa massa di ghiaccio fusa non fa che alimentare gli oceani “gonfiandoli” sempre di più e catalizzando rischi enormi per l'umanità e l'ambiente. Perché un mare più alto non significa solo finire sott'acqua, ma anche fenomeni estremi più violenti e frequenti come le mareggiate. E per intensificarli bastano pochi centimetri.
Per rendere meglio comprensibili gli effetti di questo preoccupante processo, i ricercatori della NASA hanno messo a punto la mappa interattiva di cui sopra, che permette di osservare di quanto si alzerà il mare fino al 2150 sulla base dei dati IPCC, a seconda dello scenario previsto (con un grado di confidenza più o meno alto) e soprattutto il livello di riscaldamento, da + 1,5 °C in più rispetto alla media dell'epoca preindustriale – la soglia critica – fino a un mostruoso + 5 °C. Basta cliccare in un qualunque punto della mappa per sapere quanto si innalzerà il mare rispetto alla media del periodo di riferimento, compreso tra il 1995 e il 2014.
Per quanto concerne l'Italia, nel 2100 con un riscaldamento di + 1,5 °C si prevede un mare più alto di 0,36 metri a Napoli; 0,33 metri a Civitavecchia; 0,35 metri a Palermo; 0,42 metri a Cagliari; 0,36 metri a Genova; e 0,44 metri a Venezia. Entro il 2150, in base allo stesso modello, si devono aggiungere circa 15 centimetri, che portano Venezia a quasi 0,6 metri e Genova e Napoli quasi mezzo metro in più. Poiché è stato recentemente confermato che supereremo sicuramente la sopracitata soglia critica di + 1,5 °C – e non stiamo facendo nulla per tagliare le emissioni di CO2 (anidride carbonica) e altri gas climalteranti responsabili del riscaldamento globale – per il 2100-2150 possiamo immaginare uno scenario di riscaldamento di + 2.0 °C o addirittura di + 3°C rispetto all'epoca preindustriale. Alcuni modelli mostrano aumenti persino peggiori.
Con + 2 °C, ad esempio, nel 2100 possiamo aspettarci un innalzamento del livello del mare di 0,59 metri a Napoli; 0,72 metri a Venezia; e 0,60 metri a Genova. Con + 3 °C di riscaldamento, nel 2150 avremmo invece + 0,85 metri a Napoli, + 0,84 metri a Genova e + 0,97 metri a Venezia. Se invece del riscaldamento si prende come riferimento lo scenario SSP3-7.0 dell'IPCC basato sui livelli di emissioni, è possibile attendersi valori di innalzamento del livello del mare ancora più alti, come + 1,05 metri a Venezia e Napoli entro il 2150.
Siamo innanzi a modelli previsionali basati sull'andamento dello scioglimento dei ghiacci (più altri parametri) e non vi è la certezza che è ciò che si verificherà realmente, ma simili scenari appaiono sempre più probabili. Basti pensare alla serie di ondate di calore sempre più intense che abbiamo vissuto questa estate, le previsioni sul Super El Nino in arrivo e i dati sull'inesorabile ritiro dei ghiacciai.