Cambiamenti climatici

Su 5 Stati USA caduti 75 mila miliardi di litri d’acqua in due settimane: l’effetto del Super El Niño

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Una donna anziana salvata durante un'alluvione in Arizona. Credit: LaPresse
I primi, drammatici effetti del Super El Niño iniziano a farsi sentire negli USA, dove cinque Stati sono stati sommersi da 75 mila miliardi di litri d’acqua in sole due settimane: è un volume pari a circa 1,5 volte quello del Lago di Garda. Gravissimi danni e vittime in Arizona, Utah, New Mexico e Colorado.

Il fenomeno climatico del Super El Niño continua a intensificarsi giorno dopo giorno, avvicinandosi sempre più al suo picco previsto tra i mesi di novembre e dicembre, quando l'anomalia termica dell'Oceano Pacifico centrale e orientale (regione Niño 3.4) dovrebbe raggiungere i 4 °C. È un valore senza precedenti nella storia di El Niño-Oscillazione Meridionale (ENSO); gli scienziati lo correlano a un incremento di eventi climatici estremi, insicurezza alimentare per milioni di persone e mezzo milione di morti in più per le sole ondate di calore, sulla base dei modelli previsionali. Sebbene manchino ancora diverse settimane al raggiungimento del sopracitato picco, gli effetti del Super El Niño si stanno comunque già avvertendo con forza in diversi Paesi affacciati sul Pacifico, quelli direttamente coinvolti dalle conseguenze più significative e drammatiche. Si calcola ad esempio che in cinque Stati degli USA siano caduti oltre 75 mila miliardi di litri d'acqua in appena due settimane, una quantità enorme.

Gli effetti del fenomeno climatico, del tutto naturale ma amplificato da un pianeta sempre più rovente a causa del riscaldamento globale catalizzato dalle attività umane, sono differenti in base alla regione geografica presa in considerazione. Il presidente della Bolivia Rodrigo Paz, ad esempio, ha appena dichiarato lo stato di emergenza nazionale a causa dell'estrema siccità che sta investendo il Paese sudamericano. Sono già circa 80.000 le famiglie di decine di comunità con gravi problemi di carenza d'acqua, una condizione che ha già portato alla morte di 75.000 capi di bestiame d'allevamento. Se ciò non bastasse, alcune regioni boliviane sono esposte a un severo rischio di inondazioni. Il fenomeno di El Niño, infatti, carica l'atmosfera di umidità e calore a causa delle temperature insolitamente elevate del Pacifico tropicale orientale, un'energia che sfocia in tempeste eccezionali ed eventi alluvionali da un parte, e siccità, ondate di calore estremo e incendi dall'altra. L'Indonesia sta affrontando roghi di vaste proporzioni associati all'impatto di El Niño. La Bolivia è solo l'ultimo dei Paesi ad aver dichiarato lo stato di emergenza per il fenomeno climatico in corso, dopo El Salvador, Panama e altri. Con questo provvedimento i governi possono stanziare più risorse, migliorare i soccorsi e pianificare la cooperazione internazionale.

Ma non è solo l'America Centro-meridionale a soffrire gli effetti del Super El Niño. Negli Stati Uniti, come indicato, nelle ultime settimane si sono verificati eventi alluvionali decisamente significativi, che hanno provocato danni estesi e vittime. Come riportato dall'Associated Press (AP), l'ex direttore della National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA), il climatologo Ryan Maue, ha calcolato che in appena due settimane sono caduti più di 20 trilioni di galloni d'acqua sui quattro stati del Four Corners e sul Nevada. Il Four Corners è l'unico luogo in cui si incontrano quattro Stati degli USA nello stesso punto, ovvero Arizona, Utah, Colorado e New Mexico. Tenendo presente che un gallone è pari a circa 3,8 litri, ciò significa che su questa porzione degli USA sono caduti oltre 75,7 mila miliardi di litri d'acqua, pari a un volume di 75,7 chilometri cubi. Si tratta di una quantità spaventosa, paragonabile a circa 1,5 volte quella contenuta nel Lago di Garda, che ha un volume d'acqua di 49 km3. Naturalmente una simile precipitazione si è verificata su un territorio molto esteso, sebbene in alcuni punti gli effetti siano stati devastanti.

Nella piccola cittadina del Colorado di Pagosa Springs, circa 2.000 anime, il fiume San Juan ha raggiunto un livello di piena di ben 5,1 metri, per questo motivo le autorità hanno diramato l'allerta per rischio catastrofico di alluvione. Per due volte in pochi giorni è stato anche disposto un ordine di evacuazione. Fortunatamente l'acqua si è ritirata rapidamente dopo aver inondato il centro cittadino, provocando gravi danni ma nulla in confronto all'evento che devastò Pagosa Springs all'inizio del secolo scorso, quando il fiume raggiunse una piena di 5,4 metri. Alcune case sono state comunque spazzate via dalla furia dell'acqua, così come ponti e collegamenti stradali. Alla luce delle condizioni estreme, in via eccezionale è stata disposta per i residenti la possibilità di votare per le elezioni di Midterm (in svolgimento oggi 3 novembre 2026) per via telematica.

Anche vaste regioni dello Utah risultano invase dalle acque alluvionali; in alcuni casi i residenti hanno dichiarato alla stampa di non avere mai visto prima un evento di simile portata. In Arizona e New Mexico la situazione non è molto diversa, con case circondate da fango e acqua, strade bloccate e alcune comunità completamente isolate. A Flagstaff, un noto comune dell'Arizona, sono caduti 13 centimetri di pioggia in appena due giorni, dato mai registrato prima all'inizio di novembre per questa comunità di circa 80.000 abitanti. Le foto scattate da droni ed elicotteri mostrano le strade completamente allagate.

“Abbiamo già avuto degli El Niño di intensità eccezionale in passato, ma questo è un El Niño davvero straordinario”, ha affermato all'AP meteorologo dello Yale Climate Connections Jeff Masters. Poiché il fenomeno climatico continua a intensificarsi, gli esperti ritengono che gli eventi meteo estremi registrati fino ad oggi siano solo un “assaggio” delle conseguenze che andranno avanti per i mesi a venire. Del resto, maggiore è la temperatura dell'Oceano Pacifico, più calore e umidità vengono introdotti in atmosfera, che vengono successivamente scaricati a terra da fenomeni sempre più intensi e prolungati. Alluvioni eccezionali sono attese anche nell'Africa orientale e in Sud America, mentre in Australia, Africa Meridionale e Sud-Est Asiatico si prospettano ondate di calore, siccità e incendi devastanti. Poiché l'Italia è molto lontana dal Pacifico, nel nostro Paese subiremo solo effetti indiretti del Super El Niño. Ci si aspetta soprattutto un inverno più mite, ma non si escludono anche importanti gelate.

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