Come al suo solito, Vittorio Sgarbi prova a smontare la retorica. Quella sì, a suo giudizio, sta distruggendo la cattedrale di Notre-Dame a Parigi che ieri è stata avvolta dalle fiamme. Secondo il famoso critico d'arte e politico, l'incendio alla cattedrale ha tutt'al più un valore di carattere simbolico, perché ciò che si sarebbe perso non avrebbe grande valore. Intervenuto al programma televisivo "Quarta Repubblica", il critico d'arte ha affermato che, al limite, nel terribile rogo, abbiamo perso la cartolina di Parigi, che è cosa ben diversa dai capolavori dell'arte:

L'intervento dei pompieri è stati efficace. La guglia che è caduta è un'architettura del 1870. La tragedia è morale, sì, ma tutto è riparabile. Il crollo della cattedrale di Noto è stato più grave, in 10 anni l'abbiamo recuperata. Inoltre non ci sono morti, non c'è terrorismo. Questo pianto generale è inutile, è una tragedia legata a un simbolo perfettamente recuperabile. Non possiamo credere di non poter ricostruire qualcosa che è stato fatto nel 1800.

Per Vittorio Sgarbi, a quanto pare, il problema principale che ha riguardato Notre-Dame è stata la messa in sicurezza (evidentemente mancata) del cantiere di restauro, dalla impalcature presenti evidentemente è scaturito tutto. E aggiunge che, tra ciò che è andato perduto, non vi sono capolavori eccezionali:

All'interno non ci sono opere antiche, ci sono i muri e alcuni affreschi del secondo 800. Non è come una chiesa italiana che ha un palinsesto secolare. L'arredo è di strutture neogotiche, tipo E.T., cose scenografiche nessun capolavoro. Ma cosa abbiamo perso di Notre-Dame? Ditemi un nome, ditemi un monumento, una statua, una scultura. La corona di Cristo? E' una reliquia finta. La parte importante è nelle due torri, restate intatte.