Una ragazza scomparsa nel 2003 e una madre che solo dopo quindici anni viene a sapere che è stata uccisa e fatta a pezzi. E ancora oggi spera di poter recuperare le parti del corpo mai trovate per darle una degna sepoltura. Della storia di Imane Laloua, una donna marocchina arrivata da adolescente in Italia, dove viveva in Toscana con sua madre, si è occupata la trasmissione “Chi l’ha visto?”, che nell’ultima puntata ha dato voce alla mamma Zoubida che per anni ha cercato invano sua figlia. “Amava la vita, era molto affettuosa, ha dormito nel mio letto fino a diciassette anni”, ha raccontato ai microfoni della trasmissione Rai la mamma di Imane. La donna ha parlato del matrimonio difficile di Imane con un giovane che entrava e usciva continuamente dal carcere e poi ha ricordato la drammatica scomparsa nel 2003 da Prato. Non avendo da tempo sue notizie Zoubida ha denunciato la scomparsa di sua figlia e ha iniziato a cercarla di persona, andando ogni giorno a Firenze con le sue fotografie.

Uccisa e abbandonata lungo l'autostrada – Ma era impossibile ritrovare Imane, dato che la ragazza era stata uccisa e abbandonata in otto sacchi della spazzatura lungo l’autostrada A1. I resti della donna sono stati trovati da un camionista il 21 giugno del 2006 in un bosco dopo Barberino di Mugello (Firenze) adiacente all'autostrada, ma la vittima non è stata subito identificata. Solo dodici anni dopo quel ritrovamento, nel 2018, l'esame del Dna ha confermato che si trattava dei resti di Imane. La donna era stata uccisa barbaramente e fatta a pezzi mentre sua madre, che per anni ha sperato di vederla tornare a casa, continuava a cercarla in tutta la Toscana. “Ha fatto una fine orribile”, ha detto la mamma ai microfoni di “Chi l’ha visto?” lanciando un ultimo appello: “Aiutatemi a trovare la testa e le mani in modo che io possa seppellirla in modo dignitoso nel suo paese d’origine”.