Jean Auguste Dominique Ingres, "La morte di Leonardo da Vinci" (1818), Musée des Beaux Arts de la Ville de Paris, Petit Palais.
in foto: Jean Auguste Dominique Ingres, "La morte di Leonardo da Vinci" (1818), Musée des Beaux Arts de la Ville de Paris, Petit Palais.

Il 2 maggio del 1519 muore Leonardo da Vinci. Si racconta che Francesco I, quando seppe della sua scomparsa, sia scoppiato in un pianto a dirotto: da tre anni, infatti, da Vinci era diventato “primo pittore, architetto e ingegnere del re” e si era trasferito lontano dall'Italia, ad Amboise, rispondendo ai pressanti inviti del sovrano. Molto probabilmente quella di Francesco I che tiene fra le braccia un Leonardo morente è solo una leggenda, ma la sua persistenza nel tempo ci restituisce la potenza che la figura di da Vinci ha avuto durante i secoli: tanto da ispirare artisti e pittori di ogni epoca e da riproporsi oggi, a 500 anni dalla morte, attraverso le voci degli studiosi e del pubblico che parteciperanno alle iniziative.

La morte di Leonardo, dipinta da Ingres

Jean Auguste Dominique Ingres, "La morte di Leonardo da Vinci" (1818), Musée des Beaux Arts de la Ville de Paris, Petit Palais.
in foto: Jean Auguste Dominique Ingres, "La morte di Leonardo da Vinci" (1818), Musée des Beaux Arts de la Ville de Paris, Petit Palais.

Uno dei racconti più intensi della morte di Leonardo da Vinci ci viene fatta da Giorgio Vasari. Ne “Le Vite” egli ci racconta di come il sovrano di Francia, solito a visitarlo molto spesso durante gli ultimi tempi di malattia, si fosse recato da lui anche quella volta: “Onde gli venne un parosismo messaggiero della morte”, scrive il Vasari, “per la qual cosa rizzatosi il re e presoli la testa per aiutarlo e porgerli favore acciò che il male lo allegerisse, lo spirito suo, che divinissimo era, conoscendo non potere avere maggiore onore, spirò in braccio a quel re, nella età sua d'anni 75”.

La scena, come molti altri aneddoti contenuti nelle Vite, ha ispirato molti artisti a raccontare in immagini ciò che il Vasari riporta a parole. Uno di questi fu Dominique Ingres, che nel 1818 dipinge “La morte di Leonardo da Vinci”, una piccola tela che oggi si trova proprio in quella che doveva essere la stanza del maestro nel castello di Clos-Lucé. La scena, dipinta con colori caldi, ci racconta di un giovane re che tiene fra le braccia un ormai vecchio Leonardo, che sta per morire; attorno a loro, gli uomini di corte e del clero, raffigurati in abiti e in un’ambientazione che, stando alle cronache dell’epoca, deve essere estremamente fedele a quella che era la realtà.

Le iniziative per il centenario: Leonardo e le imprese

"Testa di Vecchio e Giovane", Leonardo da Vinci. @Foto gentilmente concessa dalle Gallerie degli Uffizi
in foto: "Testa di Vecchio e Giovane", Leonardo da Vinci. @Foto gentilmente concessa dalle Gallerie degli Uffizi

Il 2019 è stato eletto l’anno di Leonardo da Vinci. Le celebrazioni per il quinto centenario dalla morte proseguiranno fino a dicembre con una serie di mostre organizzate in tutta Italia, fra cui la grande esposizione alle Scuderie del Quirinale che racconterà “La scienza prima della scienza” fino a giugno, e iniziative ed eventi che ripercorrono l’opera artistica e scientifica del grande maestro toscano.

Fra gli appuntamenti già in corso in tutto il paese, sta per arrivare anche quello che unirà lo sguardo storico sulla figura di Leonardo con quello imprenditoriale, che raccoglie e porta avanti la straordinaria inventiva di da Vinci: venerdì 3 maggio, nel Salone de' Cinquecento di Palazzo Vecchio, a Firenze, verrà presentato “Genio e Impresa”, un evento che vedrà protagonisti molti esperti sia nel campo artistico e storico sia in quello dell’imprenditoria, in un unione simbolica di quelli che furono i tanti spiriti del maestro.

L’iniziativa è stata organizzata simbolicamente fra Milano e Firenze, grazie alla collaborazione di Confindustria, Assolombarda e delle Gallerie degli Uffizi. Durante la giornata si parlerà dei recentissimi studi effettuati su alcune opere del maestro, che hanno permesso di scoprire dettagli ancora sconosciuti sulla sua produzione pittorica e scientifica, e si discuterà del filo rosso che ha sempre collegato la sua vena artistica (in questi giorni l’Opificio fiorentino analizzerà il disegno “Testa di Vecchio con Giovane”) a quella più spiccatamente tecnica. Protagonisti della giornata saranno il presidente di Confindustria Firenze, Luigi Salvadori, insieme ad Eike Schmidt, direttore degli Uffizi, e a tanti altri ospiti che si alterneranno sul palco nel corso della giornata.