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Il 2 maggio 1519 moriva Leonardo da Vinci: le cause della morte e dove è sepolto

Il 2 maggio ricorre l’anniversario della morte di Leonardo da Vinci, deceduto ad Amboise nel 1519, in Francia, all’età di 67 anni. Si racconta che il maestro morì fra le braccia del re Francesco I: a metà fra storia e leggenda, questo episodio ha ispirato numerosi artisti che ne hanno dato una personalissima interpretazione.
A cura di Federica D'Alfonso
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Jean Auguste Dominique Ingres, "La morte di Leonardo da Vinci" (1818), Musée des Beaux Arts de la Ville de Paris, Petit Palais.
Jean Auguste Dominique Ingres, "La morte di Leonardo da Vinci" (1818), Musée des Beaux Arts de la Ville de Paris, Petit Palais.

Il 2 maggio del 1519 muore Leonardo da Vinci a 67 anni. Si racconta che Francesco I, quando seppe della sua scomparsa, sia scoppiato in un pianto a dirotto: da tre anni, infatti, da Vinci era diventato “primo pittore, architetto e ingegnere del re” e si era trasferito lontano dall'Italia, ad Amboise, rispondendo ai pressanti inviti del sovrano. Qui, secondo alcune notizie che però non hanno mai sciolto ogni riserva, sarebbe stato seppellito, nella chiesa di Saint-Florentin. Molto probabilmente quella di Francesco I che tiene fra le braccia un Leonardo morente è solo una leggenda, ma la sua persistenza nel tempo ci restituisce la potenza che la figura di da Vinci ha avuto durante i secoli: tanto da ispirare artisti e pittori di ogni epoca e da riproporsi ancora oggi, attraverso le voci degli studiosi e degli appassionati a questa immensa figura dell'arte e dell'ingegno umano.

Com'è morto Leonardo Da Vinci

Leonardo da Vinci, Autoritratto (1513 circa), Torino, Biblioteca Reale
Leonardo da Vinci, Autoritratto (1513 circa), Torino, Biblioteca Reale

Diverse sono le interpretazioni attorno alla morte di Leonardo da Vinci, presso il maniero il maniero di Clos-Lucé ad Amboise quel fatale 2 maggio 1519. La spiegazione classica, dataci dal Vasari, fu quella del "parossismo". Per alcuni studiosi, Leonardo fu colpito da una forma di paralisi alla mano destra che gli lo costrinse a limitarne i movimenti. Questa disfunzionlità sembrerebbe dovuta a quello che oggi conosciamo come ictus.

Un'altra teoria medica, invece, sostiene che Leonardo da Vinci ebbe un trauma del nervo ulnare che paralizzò la mano destra. Nel 2019, sulla rivista Journal of the Royal Society of Medicine, si afferma che la mano destra di Leonardo da Vinci fu colpita da a una paralisi dell'ulnare, che rese la sua mano rigida e ricurva. Secondo gli studiosi ciò sarebbe da mettere in relazione alla rigida alimentazione solo vegetariana del genio toscano.

Ad ogni buon conto, Francesco I, a Saint Germain en Laye dove si trovava per il battesimo del figlio, apprese la notizia della scomparsa direttamente dal Melzi e si lasciò andare a un pianto sconsolato.

Dov’è sepolto Leonardo Da Vinci

Cappella di Saint Eustace ad Amboise
Cappella di Saint Eustace ad Amboise

Leonardo morì ad Amboise, in Francia, il 2 maggio del 1519. Il 23 aprile, poche settimane prima di morire, scrisse il suo testamento, firmandolo davanti al notaio Guglielmo Boreau, a cinque testimoni e a Francesco Melzi, suo grande amico. Nel documento affermava di voler essere sepolto nella chiesa di Saint-Florentin.

Dopo la sua morte, il corpo venne seppellito nell’edificio, che però, qualche anno dopo, venne distrutto. La tomba venne aperta e violata diverse volte durante le lotte fra cattolici e ugonotti, mentre le spoglie vennero disperse. Nel 1874 alcuni resti vennero sepolti nella cappella del Castello di Saint-Hubert ad Amboise e ancora oggi qui si trova un cartello che indica la presenza dei “presunti” resti di Leonardo Da Vinci

La morte di Leonardo, dipinta da Ingres

Jean Auguste Dominique Ingres, "La morte di Leonardo da Vinci" (1818), Musée des Beaux Arts de la Ville de Paris, Petit Palais.
Jean Auguste Dominique Ingres, "La morte di Leonardo da Vinci" (1818), Musée des Beaux Arts de la Ville de Paris, Petit Palais.

Uno dei racconti più intensi della morte di Leonardo da Vinci ci viene fatta da Giorgio Vasari. Ne “Le Vite” egli ci racconta di come il sovrano di Francia, solito a visitarlo molto spesso durante gli ultimi tempi di malattia, si fosse recato da lui anche quella volta: “Onde gli venne un parosismo messaggiero della morte”, scrive il Vasari, “per la qual cosa rizzatosi il re e presoli la testa per aiutarlo e porgerli favore acciò che il male lo allegerisse, lo spirito suo, che divinissimo era, conoscendo non potere avere maggiore onore, spirò in braccio a quel re, nella età sua d'anni 75”.

La scena, come molti altri aneddoti contenuti nelle Vite, ha ispirato molti artisti a raccontare in immagini ciò che il Vasari riporta a parole. Uno di questi fu Dominique Ingres, che nel 1818 dipinge “La morte di Leonardo da Vinci”, una piccola tela che oggi si trova proprio in quella che doveva essere la stanza del maestro nel castello di Clos-Lucé. La scena, dipinta con colori caldi, ci racconta di un giovane re che tiene fra le braccia un ormai vecchio Leonardo, che sta per morire; attorno a loro, gli uomini di corte e del clero, raffigurati in abiti e in un’ambientazione che, stando alle cronache dell’epoca, deve essere estremamente fedele a quella che era la realtà.

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