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Crisi nel Mar Rosso

Tensione in Medio Oriente, l’avviso dei ribelli Houthi: “I raid USA non ci fermeranno”

Un portavoce delle milizie filo-iraniane ha fatto sapere che gli attacchi di USA e Regno Unito non hanno avuto un impatto significativo e non hanno provocato feriti: “La nostra risposta sarà forte”. Intanto il Ministro Tajani ribadisce il sostegno dell’Italia.
A cura di Biagio Chiariello
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Nonostante i nuovi raid americani contro le loro posizioni strategiche nello Yemen, gli Houthi non hanno paiono intenzionati a fermare gli assalti nel Mar Rosso. Mohammed Abdulsalam, portavoce dei ribelli, ha confermato che l'obiettivo è sempre quello di impedire alle navi commerciali il transito nello Stretto di Bab el-Mandeb, tanto più perché gli attacchi voluti da Joe Biden non hanno avuto un impatto significativo. Un altro funzionario, Nasruldeen Amer, ha promesso "una risposta forte ed efficace" visto che "non abbiamo subito perdite".

Nell'ultimo raid "le forze americane hanno colpito un sito radar nello Yemen" intorno alle 3:45 ora locale di sabato 13 gennaio (l'1.45 in Italia). Si tratterebbe quindi di un'infrastruttura strategica.

"Questo attacco è stato condotto dalla Uss Carney (DDG 64) con missili Tomahawk da attacco terrestre ed è stato un'azione successiva su un obiettivo militare specifico associato agli attacchi effettuati il 12 gennaio per ridurre la capacità degli Houthi di attaccare i trasporti marittimi, compresi quelli commerciali", si legge su X, già Twitter. Capacità che però, secondo le milizie alleate dell'Iran, non sarebbero state intaccate.

Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha ribadito che l'Italia è stata "avvertita dell'attacco contro gli Houthi dagli Stati Uniti" e che il governo non ha subito pressioni per un intervento e anzi "l'Italia non può partecipare a missioni di guerra se non c'è l'approvazione del Parlamento", ha precisato il vicepresidente del Consiglio intervistato ieri dal Tg2. Ad ogni modo il governo Meloni ha dato il proprio "sostegno politico alla difesa della libera circolazione mercantile del Mar Rosso", afferma il Ministro.

Nel frattempo a Teheran, capitale dell'Iran, gruppi di manifestanti si sono radunati davanti all'ambasciata britannica per protestare contro gli attacchi sulle milizie filo-iraniane. In alcuni filmati si vedono i dimostranti che bruciano le bandiere USA, UK e di Israele.

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