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Svizzera, due giudici hanno una storia d’amore segreta: ora rischiano di perdere il posto

La storia d’amore tra due giudici in Svizzera potrebbe avere conseguenze sul loro lavoro e anche su diverse sentenze: entrambi sono finiti sotto inchiesta.
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L'amore ha bussato alle porte della Corte Suprema svizzera, nel Tribunale federale di Losanna (paragonabile alla nostra Corte di Cassazione), ma la passione tra i due giudici federali – il 66enne Yves Donzallaz e la 55enne Beatrice van de Graaf – è proibita dalle regole e ora rischia di invalidare diverse sentenze.

Dopo che la loro relazione segreta è stata rivelata e confermata dagli stessi protagonisti, entrambi i giudici sono finiti sotto inchiesta: se la convivenza venisse accertata, i due rischierebbero seriamente la destituzione. L'articolo 8 della legge che regola il Tribunale federale del 17 giugno 2005 stabilisce infatti che "coniugi, partner registrati o persone legate da relazioni stabili non possono lavorare contemporaneamente presso il massimo organismo giurisdizionale".

La vicenda è stata resa pubblica dal settimanale Weltwoche, testata legata alla destra sovranista dell’Unione Democratica di Centro (UDC), partito da cui proviene lo stesso Yves Donzallaz. L'uomo, dopo essere stato eletto con i voti del partito, ha in seguito cambiato colore politico diventando indipendente.

Weltwoche ha acceso i riflettori sulla relazione con la collega Beatrice scrivendo: "La Svizzera sonnecchia? I due arrivano la mattina a bordo delle rispettive auto nello stesso momento e lasciano il tribunale altrettanto in sincronia. Da mesi prendono le ferie esattamente negli stessi giorni". Il settimanale aggiunge inoltre che: "Beatrice van de Graaf immortalava i discorsi dell’allora presidente del Tribunale federale, Yves Donzallaz, con il suo smartphone, dando agli altri giudici l’impressione di essere una groupie intenta a idolatrarlo".

La politica è entrata a gamba tesa in questa storia d'amore giudiziaria: due deputati federali, Pascal Schmid (dell’Unione Democratica di Centro) e Andrea Caroni (del Partito Liberale), ritengono che i due magistrati debbano dimettersi immediatamente. L'obiettivo dichiarato è quello di "eliminare qualsiasi forma di dipendenza o pregiudizio", evitando così il rischio di dover riscrivere le sentenze qualora venisse accertata la violazione del regolamento da parte di van de Graaf e Donzallaz.

La 55enne e il 66enne spiegano però che "c'era un rapporto tra loro per un certo periodo di tempo, fino a poco tempo fa" e  hanno negato con fermezza di aver mai convissuto o di essersi uniti in un rapporto più stabile. Stanno vivendo “una delicata storia d’amore”, riprendendo le parole utilizzate dal quotidiano Blick, per raccontare la vicenda.

Resta il rischio che, se la violazione della norma venisse confermata, tutti i verdetti e le sentenze che portano la loro firma potrebbero essere invalidati.

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