Spunta una testimonianza nel caso di Silvia Romano, la volontaria italiana rapita una settimana fa in Kenya. James, un ragazzo nigeriano la cui istruzione è sostenuta dalla onlus per cui lavora la giovane milanese, avrebbe assistito ai momenti drammatici del sequestro di Silvia e all’Ansa ha raccontato ciò che ha visto. Secondo il giovane, i rapitori della volontaria italiana “volevano un riscatto lampo”, ma Silvia “non aveva soldi né il telefono”. Qualcuno allora, secondo James, “voleva lasciarla libera, ma altri si sono rifiutati”. E ancora, il ragazzo nigeriano ha raccontato che Silvia chiedeva aiuto in quei momenti: “Silvia piangeva disperata, urlava ‘aiutatemi’ mentre veniva trascinata via dagli uomini armati. Erano almeno in quattro, li abbiamo seguiti ma hanno iniziato a sparare per tenerci lontano. Noi avevamo solo i coltelli”.

Le novità sul caso di Silvia Romano – La testimonianza del ragazzo nigeriano arriva mentre vanno avanti le indagini e le ricerche di Silvia Romano. La polizia del Kenya ha effettuato già diversi arresti legati al sequestro dell’italiana e di recente ha fatto sapere di avvicinarsi sempre più ai rapitori. “Ci stiamo avvicinando – sono le ultime informazioni diffuse dalla polizia locale in televisione -. Tutto indica che abbiamo quasi raggiunto i rapitori”. La polizia ha ribadito di aspettarsi di ritrovare la volontaria milanese ancora viva e ha anche espresso la preoccupazione che alcuni residenti del posto stiano collaborando con i rapitori dando loro rifugio, cibo e acqua. Le ricerche di Silvia Romano hanno ricevuto una spinta in avanti grazie alle informazioni ottenute dai sospetti al momento tenuti in custodia dalla polizia. Al momento il raggio delle ricerche è stato ristretto a una specifica area della foresta, con strade e punti d'accesso pattugliati dalle forze dell'ordine.