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Ratko Mladic alla sbarra, diciassette anni dopo Srebrenica

Comincia questa mattina il processo a Ratko Mladic: il generale delle forze serbo-bosniache dovrà rispondere al Tribunale internazionale de L’Aja di undici capi di accusa tra genocidi, crimini di guerra e contro l’umanità.
A cura di Nadia Vitali
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genocidio srebrenica

Impassibile e sicuro di sé, come ci si poteva aspettare, Ratko Mladic si è presentato questa mattina in abito scuro e cravatta al Tribunale penale internazionale de L'Aja; comincia oggi il processo contro l'ex capo militare delle forze serbo-bosniache catturato nel maggio del 2011 dopo sedici anni di latitanza. Undici i capi di imputazione di cui dovrà rispondere il generale: due genocidi, quattro crimini di guerra, cinque crimini contro l'umanità. Mladic è apparso rilassato ed ha ascoltato attentamente i pubblici ministeri che elencavano le accuse.

Massacro di Srebrenica ed assedio di Sarajevo – A diciassette anni  dal massacro, la peggiore atrocità avvenuta in Europa dai tempi della II guerra mondiale in cui oltre 8000 civili musulmani bosniaci vennero trucidati in quella che doveva essere un'enclave protetta dalle Nazioni Unite, il boia di Srebrenica è in un aula: fuori presidiano una ventina di donne, le madri e le vedove che aspettano giustizia e che chiedono che «il male incarnato» venga condannato. Mladic è inoltre accusato dell'assedio di Sarajevo, il più lungo che il mondo possa ricordare nella sua storia bellica recente, causa della morte di oltre 11 000 civili: in apertura del processo, il capo procuratore Dermot Groome ha posto l'accento su uno dei tragici episodi relativi alla presa della capitale bosniaca, la strage del mercato di Markale, che uccise 68 persone, ferendone 200, nel febbraio del 1994.

La pulizia etnica – Lo stesso Dermot Groome ha sottolineato come fosse nelle intenzioni di Ratko Mladic l'esecuzione di un piano di eliminazione dei gruppi non serbi presenti nel territorio della ex Jugoslavia all'epoca coinvolta in un sanguinoso e lunghissimo conflitto: in concerto con Radovan Karadzic e Slobodan Milosevic era stato messo a punto un progetto di espulsione di tutti gli appartenenti etnie differenti, al fine di ottenere il controllo completo sul territorio bosniaco che sarebbe dovuto diventare serbo a tutti gli effetti. A Ratko Mladic il compito di ridisegnare la nuova geografia dei Balcani: un compito che poteva essere eseguito, come accadde, anche ricorrendo al mezzo della pulizia etnica.

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