Per tre volte consuma l’ultimo pasto nel braccio della morte ma 30 anni dopo viene scarcerato: il caso Richard Glossip

Trenta lunghissimi anni rinchiuso nel braccio della morte e per ben tre volte a un passo dalla pena capitale dopo aver consumato il suo ultimo pasto, si è ritrovato libero dopo che un giudice ha stabilito che è stato violato il diritto costituzionale a un equo processo. È la storia di Richard Glossip, ex detenuto del braccio della morte in Oklahoma ormai 63enne rilasciato su cauzione giovedì dopo una battaglia legale durata anni.
Per l’uomo, che fu condannato a morte nel 1998 per l’omicidio del suo datore di lavoro avvenuto un anno prima, la vicenda però non è ancora finita. Lo stato infatti ha deciso che dovrà sottoporsi a un nuovo processo e gli ha concesso solo la libertà vigilata. Richard Glossip infatti ha dovuto versato una cauzione di 500.000 dollari e dovrà indossare un braccialetto elettronico. Inoltre non gli sarà consentito viaggiare al di fuori dello Stato, dovrà rispettare il coprifuoco notturno ed evitare qualsiasi contatto con potenziali testimoni e con la famiglia della vittima.
Glossip scarcerato: "È un'emozione travolgente e straordinaria"
“Sono davvero felice. Sono grato a mia moglie e ai miei avvocati. È un'emozione travolgente e straordinaria" ha dichiarato l’uomo uscendo dal carcere dove per tre volte ha consumato il suo ultimo pasto che preannunciava la sua esecuzione. Durante il periodo trascorso in cella, per ben nove volte è stata fissata e poi spostata la data di esecuzione.
Nel 2015 addirittura è stato portato in una cella adiacente alla camera delle esecuzioni in attesa di essere legato al lettino per l’iniezione letale. Poche ore prima però si scoprì che quei farmaci ordinati non erano conformi ai protocolli e l'errore portò a una moratoria di quasi sette anni sulle esecuzioni in Oklahoma.
"Ora attende con impazienza il giorno in cui verrà scagionato definitivamente", ha detto il suo avvocato spiegando che conta sulle donazioni dei tanti sostenitori per raccogliere la somma necessaria alla cauzione: "Ha molti sostenitori e siamo fiduciosi che possano coprire l'importo della cauzione". Nel corso degli anni in effetti accanto a lui ha trovato figure di spicco del mondo dello spettacolo statunitense del calibro di Kim Kardashian e Susan Sarandon ma anche decine di comuni cittadini.
La storia giudiziaria di Richard Glossip
La storia giudiziaria di Richard Glossip nasce nel gennaio del 1997 quando dopo pochi giorni dalla morte di Barry Van Treese, proprietario di un motel di Oklahoma City, viene arrestato come mandante del delitto insieme all’autore materiale, il reo confesso Justin Sneed. Proprio la testimonianza di Sneed è diventata la prova cardine dell’accusa contro Glossip che era il gestore dell’attività.
Sneed, all'epoca diciannovenne e assunto come tuttofare, ammise di aver picchiato a morte Van Treese con una mazza da baseball ma ha evitato la pena di morte dichiarandosi colpevole e accettando di testimoniare contro Glossip indicato come mandante nell’ambito di una disputa sulla gestione del motel.
Nel 1998 Glossip è condannato a morte ma già nel 2001 la Corte d'Appello penale dell'Oklahoma annulla la sentenza per una non adeguata rappresentanza legale. Nel 2004 però viene nuovamente condannato e rinchiuso nel braccio della morte rischiando di essere ucciso più volte prima che nel 2022 un’indagine indipendente sollevi dubbi sulla correttezza dell'inchiesta e del processo.
Secondo l’inchiesta, vi sarebbe stata una distruzione intenzionale di prove da parte dell’accusa come i documenti finanziari che avrebbero potuto smentire il movente economico, tecniche della polizia per far confessare Sneed, e la mancata menzione al processo dei problemi psichiatrici del testimone che era stato in cura più volte.
Anche una seconda revisione indipendente del caso commissionata dal procuratore generale dello stato, Gentner F. Drummond aveva ammesso che c’era stato un errore. La richiesta di revisione arriva nel 2023 con la contestuale sospensione dell'esecuzione di Glossip.
Dopo un breve processo di revisione, nel febbraio del 2025 la Corte Suprema ha annullato la condanna e la pena di morte per Glossip, ritenendo che l'accusa non abbia corretto le false testimonianze presentate al processo e ordinato un nuovo procedimento. Nel luglio scorso un giudice però gli ha negato nuovamente la libertà su cauzione facendo scattare un ricorso che ora è staro infine accolto.