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Il papà del bimbo di 2 anni morto in ambulanza tra Rovigo e Padova: “Mi sono fidato e me l’hanno ammazzato”

È stata aperta un’inchiesta sulla morte del bimbo di 2 anni verificatasi durante il trasferimento dall’ospedale di Rovigo a quello di Padova dopo un intervento al braccio. A giorni l’autopsia. Il papà: “Tutti ci avevano detto che era un’operazione semplicissima, senza rischi. Vogliamo sapere cos’è successo”.
A cura di Ida Artiaco
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Immagine di repertorio.
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"Martedì hanno distrutto una famiglia. Mi sono fidato e me l'hanno ammazzato". Poche parole, ma cariche di rabbia, quelle del papà del bimbo di soli due anni di origine egiziana morto martedì scorso mentre dall'ospedale di Rovigo veniva trasferito in quello di Padova dopo un intervento al braccio, considerato di routine. "Tutti ci avevano detto che era un'operazione semplicissima, senza rischi. Vogliamo sapere cos'è successo, perché non c’è più", ha continuato l'uomo, intervistato da Il Gazzettino, sottolineando che il figlio, l'ultimo di cinque per lui e la moglie, "era sano".

Per fare luce su quanto successo la Procura di Padova ha aperto un'inchiesta, con i carabinieri che hanno già sequestrato tutte le cartelle cliniche e nei prossimi giorni sarà eseguita l'autopsia sul corpicino della vittima, fondamentale per chiarire le cause del decesso.

Secondo quanto ricostruito finora, il piccolo era stato operato martedì scorso all'ospedale Santa Maria della Misericordia di Rovigo per un problema al braccio destro. Il bimbo era infatti nato con una lesione a quell'arto ed era già stato operato, a soli sei mesi di vita, nel suo paese d'origine. Ma durante l'intervento della scorsa settimana è sopraggiunto un arresto cardiaco. È stato rianimato e poi è stato deciso il trasferimento in ambulanza a Padova. Ma proprio durante il tragitto il cuore del bimbo ha smesso di battere.

Tante sono le domande a cui la famiglia cerca risposte, tra cui quelle che riguardano le modalità del trasferimento, visto che il viaggio da un ospedale all'altro è durato circa 45 minuti, tempo che i genitori ritengono abbia giocato un certo ruolo nella tragedia. "Perché non hanno usato l’elisoccorso?", si è chiesto il papà. Ma dubbi riguardano anche la fase precedente all'intervento. Secondo quanto riferito dal padre, durante il pre ricovero il bambino non sarebbe stato sottoposto ad accertamenti approfonditi come esami del sangue o elettrocardiogramma, ma solo a una visita di controllo "per auscultare i polmoni e il cuore. Una visita normale".

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