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Jorit dice che vuole la pace ma in Russia celebra i militari e costruisce reti mimetiche per l’esercito

Mentre in Italia lancia messaggi di pace, Jorit, protagonista della foto con Putin di qualche giorno fa, in Russia da due anni è strumento di propaganda, tra convegni, murales e festival. In un video diffuso sui canali Telegram l’artista costruisce reti mimetiche per l’esercito.
A cura di Antonio Musella
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Un frame del video che riprende Jorit mentre realizza reti mimetiche per l'esercito impegnato nell'invasione dell'Ucraina
Un frame del video che riprende Jorit mentre realizza reti mimetiche per l'esercito impegnato nell'invasione dell'Ucraina

I rapporti tra lo street artist Jorit e Vladimir Putin, dopo la foto al Festival della Gioventù di Sochi, hanno generato un fiume di polemiche e prese di posizione nel nostro paese. D'altronde, uno degli obiettivi della propaganda è anche questo, destabilizzare l'opinione pubblica e creare polarizzazioni.

Ma le attività di Jorit in Russia non sono affatto recenti, e la partecipazione dell'artista napoletano alle iniziative del Cremlino è stata assai frequente negli ultimi anni. Iniziative pubbliche, bandi di enti del Cremlino, ma anche discorsi e video in cui si lanciano messaggi tutt'altro che di pace, come lo stesso artista le ha definite.

Jorit all'inaugurazione del murales di Evdokia Bershanskaya a Gelendzhik
Jorit all'inaugurazione del murales di Evdokia Bershanskaya a Gelendzhik

Il bando finanziato dal Cremlino, gli eventi di propaganda e i dubbi sui pagamenti

Jorit ha già realizzato diversi murales in Russia. Già dal 2020 l'artista italiano ha iniziato a lavorarci, con il murales di Yuri Gagarin a Mosca, prima dell'invasione russa dell'Ucraina. Poi ha continuato realizzando diverse opere ed altre ne sarebbero ancora in cantiere. La pù nota è quella del volto "tarocco" della bambina di Mariupol, città ucraina occupata dai russi. Tutto deriva da un bando lanciato da due enti del Cremlino, "Rossiya strana vozmozhnostey" (in italiano "La Russia è il paese delle possibilità") e la Prezidentskij fond kulturnykh initsiativ, ovvero la Fondazione presidenziale per le iniziative culturali.

Ad agosto del 2022 avrebbe dovuto realizzare a Balashikha, nella regione di Mosca, il volto di Caravaggio sulla facciata di un palazzo di 15 piani. "Considero Caravaggio uno dei più grandi artisti italiani di tutti i tempi. Fëdor Dostoevskij, che ho dipinto in Italia, secondo me, equivale alla sua figura", aveva dichiarato Jorit. Ma poi, arrivato al festival di Balashikha, c'è il cambio di programma, e si decide di dipingere Julian Assange al posto di Caravaggio.

A novembre del 2022 Jorit appare ancora una volta sui media russi nell'ambito della rassegna "Il sapere sugli eroi", dove viene annunciata una sua opera sugli "Eroi del Donbass". Come si legge dai siti russi si tratta di un progetto che "è dedicato alle storie vere dei partecipanti a un'operazione militare speciale, nonché alle persone che hanno commesso azioni eroiche fuori dai campi di battaglia". Si tratta in particolar modo di una rassegna di opere che riguardano i militari del Distretto del Nord, impegnati operativamente nell'invasione dell'Ucraina. Insomma, "operazione speciale", "eroi del Donabass", il meglio della propaganda interna putiniana che nega la guerra e l'invasione dell'Ucraina, di cui Jorit è testimonial.

Al convegno a cui ha preso parte Jorit, hanno partecipato anche 400 studenti provenienti dalle regioni occupate di Donetsk, Lugansk, Zaporizhzha e Kherson (al tempo ancora completamente sotto il controllo dei russi). Una rassegna di propaganda tesa a "rieducare" i giovani delle città che i russi considerano "liberate" ma che in realtà sono semplicemente occupate dall'esercito di Mosca. Jorit realizza un altro murales a Gelendzhik sul Mar Nero, nell'ambito di un festival promosso da enti pubblici del Cremlino. Dipinge il volto di una eroina militare (ancora una volta), Evdokia Bershanskaya, aviatrice della Seconda Guerra Mondiale e considerata eroe nazionale. Qui avviene un fatto curioso, perché l'artista italiano è sommerso dalle critiche a causa delle cicatrici sui volti che ne determinano lo stile artistico. Sui media locali appaiono commenti indignati per il "presunto sfregio" del volto dell'eroina nazionale. Jorit sarà regolarmente presente all'inaugurazione dell'opera e le critiche indignate degli abitanti locali svaniranno in poco tempo.

Tutte queste opere non si capisce se sono state fatte con fondi pubblici o meno per un artista il cui valore commerciale sui mercati d'arte è tutt'altro che marginale. Basta fare un piccolo esempio per capire il valore di mercato di Jorit: per una sua piccola opera, 70 cm x 50 cm, si parte da una base d'asta di 30mila euro. Resta un interrogativo: se ci sono stati fondi pubblici, come è stato pagato Jorit dai russi? Già, perché la Russia è soggetta a sanzioni internazionali, nessun privato o azienda può ricevere pagamenti dalla Russia, il sistema bancario è bannato, men che meno ricevere dei soldi direttamente dagli enti governativi. Le ipotesi possibili sono due: o l'apertura di un conto russo o l'apertura di un conto su paesi dove non ci sono sanzioni, come la Cina, l'Armenia, il Khazakhistan. L'apertura del conto russo, da un punto di vista tecnico, non permetterebbe comunque di poter portare i soldi all'estero, sempre per le sanzioni internazionali. Un artista che lavora ha pieno diritto al suo compenso, qualunque esso sia, se c'è stato, ma ci troviamo davanti ad un paese soggetto a sanzioni internazionali, per cui la trasparenza delle operazioni è tutt'altro che un dettaglio marginale. L'interrogativo resta.

Il canale telegram "Il nostro paese - Z" dove è stato diffuso il video di Jorit che costruisce reti mimetiche per l'esercito
Il canale telegram "Il nostro paese – Z" dove è stato diffuso il video di Jorit che costruisce reti mimetiche per l'esercito

I "messaggi di pace" dell'artista: realizza reti mimetiche per l'esercito

Proprio a Fanpage.it Jorit ha dichiarato che "bisogna urlare che dobbiamo subito riaprire il dialogo per la pace con la Russia", liquidando ogni speculazione sui suoi rapporti con Putin nonché ogni commento sulla guerra per un laconico "io voglio la pace".

Insomma l'artista, all'anagrafe Ciro Cerullo, altro non sarebbe che un messaggero di pace, e le sue iniziative dei tentativi di dialogo. Ma mentre queste sono le sue dichiarazioni nel nostro paese.  Come abbiamo visto, in Russia invece è uno strumento di propaganda. Dipinge militari, annuncia opere sugli "eroi del Donbass", ma fa anche molto altro. In un video distribuito su diversi canali telegram russi, Jorit appare intento a realizzare le reti mimetiche per l'esercito, insieme ad una signora. Si tratta di reti verdi, che spesso vengono realizzate a mano dai civili come forma di sostegno all'esercito e vengono usate per operazioni di mimetizzazione, nelle trincee ma anche lungo le linee di battaglia.

Uno dei canali telegram che ha diffuso il video di Jorit che realizza le reti mimetiche militari si chiama "Il nostro paese – Z", in russo "Nasha – Z – strana", che diffonde notizie e informazioni, quasi esclusivamente di propaganda, sulla guerra in Ucraina che chiaramente è definita "operazione speciale", e che fa riferimento al sito Pomogidonbassu.ru. Accanto al post con il video viene riportata la seguente didascalia: "Artisti italiani hanno preso parte alla tessitura di reti mimetiche presso il centro di volontariato Nuovi Volontari. Così gli ospiti dall'Italia hanno sostenuto i combattenti della SVO (operazione militare speciale, ndr). Il maestro dei graffiti italiano Jorit Ciro Cerullo (Jorit) e i suoi assistenti hanno ripetutamente dichiarato sostegno alla Russia e alla cultura russa, nonostante le campagne sociali ed economiche internazionali contro la Federazione Russa. L’artista dichiara anche nella sua terra natale il suo atteggiamento nei confronti della Russia".

Insomma in Italia messaggero di pace, ma in Russia sostenitore dello sforzo bellico. D'altronde lo stesso Jorit non si è mai prestato a prendere posizione sui crimini di guerra commessi dall'esercito russo in Ucraina, come le stragi di Bucha e Irpin. Anzi, davanti ad un'evidente mistificazione dei fatti, Jorit non ha per nulla mosso critiche. L'occasione è un'intervista, una delle tante dell'artista, a siti di propaganda russa nell'agosto del 2023, il sito si chiama "Anna News" ed è rivolto principalmente alla comunicazione in Italia, che riporta un'intervista a Ciro Cerullo del portale Donbass Insider a cura di Faina Savenkova, Marinella Mondaini e Irina Vikhareva (quest'ultima risulta essere stata candidata alle elezioni del Comune di Roma nel 2016 con la lista "Patria" ispirata da Forza Nuova).

Nell'intervista gli viene posta questa domanda: "Hanno inventato una storia che non corrisponde alla verità, come quella falsa su Bucha, secondo cui, secondo loro, i russi sono responsabili del massacro di Bucha. Questa è una menzogna totale inventata dalla propaganda occidentale. Cosa puoi dire, qual è stata la risposta a loro?". Secondo questa ricostruzione le fosse comuni e le stragi di Bucha sarebbero "un'invenzione degli occidentali". Ma l'artista risponde così: "Non si tratta di chi ha sparato, di chi è la colpa di queste morti, omicidi e così via. Il fatto è che la propaganda occidentale sottolinea la colpa di una sola parte, cioè dei russi, che solo loro sono responsabili. Prestano attenzione solo alla morte dei bambini ucraini e quindi sono prevenuti nei confronti di questo e non mi piace, quindi sottolineerò la copertura giornalistica unilaterale e l’informazione unilaterale, di cui sembra essere colpa solo della Russia". 

Non solo non smentisce la versione secondo la quale la strage di Bucha sarebbe un'invenzione occidentale, ma accusa i media italiani di fare un'informazione unilaterale dando le colpe solo ai russi. Non riconoscere i crimini contro l'umanità compiuti in Ucraina non sembra proprio essere la caratteristica di un "messaggero di pace" che vuole "costruire ponti". Il futuro prossimo di Jorit sarà ancora una volta in Russia, l'artista italiano deve completare le opere previste che si realizzeranno a Solnechnodolsk e Kazan, dove sono previsti due nuovi murales, la prossima estate, cominciando da Kazan dove Jorit dovrebbe operare dal 10 al 31 agosto.

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