Gli Stati Uniti acquisteranno e doneranno mezzo miliardo di vaccini anti covid Pfizer ai Paesi poveri. L'atteso annuncio è arrivato oggi direttamente dal Presidente Usa Joe Biden nel corso di una conferenza stampa prima del vertice del G7 in Gran Bretagna. Si tratterà di vaccini prodotti in Usa e quindi destinati all'esportazione. Il numero uno della Casa Bianca ha spiegato che l'amministrazione statunitense ha anche già individuato i beneficiari: si tratta di 92 Paesi a basso e medio reddito. "Oggi annuncio che gli Stati Uniti doneranno mezzo miliardo di nuovi vaccini Pfizer a 92 paesi a basso e medio reddito" ha dichiarato Biden, aggiungendo: "Questi vaccini Pfizer salveranno milioni di vite in tutto il mondo e saranno prodotti grazie alla potenza della produzione americana".

Il Mezzo miliardo di vaccini inizieranno ad essere spediti dal prossimo mese di agosto, "non appena usciranno dalla linea di produzione", ha assicurato Biden parlando di "passo storico" nella lotta alla pandemia da coronavirus che ha sconvolto il mondo .La Casa Bianca ha specificato che questi vaccini saranno prodotti negli stabilimenti in Michigan, Kansas, Missouri, Connecticut e Massachusetts. "Gli Stati Uniti saranno l'arsenale dei vaccini per combattere il Covid in tutto il mondo" ha proseguito il Presidente americano, sottolineando come la diffusione del virus nel mondo stia limitando la crescita economica globale.

Il piano prevede di consegnare tutte le dosi promesse entro giugno del prossimo anno, di cui 200 milioni entro la fine del 2021. L'amministrazione Usa ha affermato che la donazione "servirà come base per uno sforzo coordinato da parte delle democrazie del mondo per vaccinare le persone in tutto il mondo”.  Non a caso  l'annuncio è arrivato in un momento preciso: un giorno prima dell'inizio del vertice del G-7 dove le grandi economia dovranno stabilire come rilanciare l'economia mondiale post pandemia.

Le dosi del vaccino covid Pfizer saranno distribuite dagli Usa tramite COVAX , il programma di vaccini delle Nazioni Unite, e si aggiungono agli 80 milioni di dollari già impegnati dagli Usa da consegnare entro la fine di giugno. Con questa mossa gli Stati Uniti mirano a liberarsi dalla scomoda reputazione di essere un accumulatore di vaccini e spingono le altre economie industrializzate a fare altrettanto.