31 Maggio 2021
16:02

Covax, come sta andando il piano per distribuire i vaccini nei Paesi più poveri

Per diminuire il divario tra i Paesi sull’accesso al vaccino l’Organizzazione mondiale della Sanità ha lanciato Covax, un piano di vaccinazione globale che si propone di produrre e distribuire equamente i farmaci contro il coronavirus in tutto il mondo, senza che i Paesi più poveri rimangano indietro. Ma come sta andando questo progetto?
A cura di Annalisa Girardi

Per uscire dalla pandemia di coronavirus non c'è altra soluzione se non vaccinare il mondo intero. Dall'inizio della campagna vaccinale l'abbiamo sentito ribadire diverse volte: nessun Paese sarà al sicuro, anche somministrando a ogni singolo cittadino il farmaco anti-Covid, fintantoché ce ne sono altri che non hanno accesso al vaccino e dove l'infezione inevitabilmente dilaga. Se si lascia correre il virus, infatti, si aumenta il rischio che possano nascere delle varianti, le quali potrebbero minare l'efficacia dei vaccini disponibili. Non tutti i Paesi, però, hanno accesso al vaccino. In quelli più poveri i governi hanno potuto garantire pochissime dosi ai propri cittadini e in generale le campagne vaccinali procedono a velocità diverse, a seconda del Pil degli Stati.

Per questa ragione, per diminuire il divario tra i Paesi sull'accesso al vaccino, l'Organizzazione mondiale della Sanità ha lanciato Covax, un piano di vaccinazione globale che si propone di produrre e distribuire equamente i vaccini contro il coronavirus in tutto il mondo, senza che i Paesi più poveri rimangano indietro con conseguenze disastrose a livello sanitario per la vita dei loro abitanti. Ma come sta andando questo progetto?

Covax è parte del più ampio acceleratore Act-A, sviluppato sempre dall'Oms con l’obiettivo di aiutare i Paesi più vulnerabili a far fronte alla pandemia. Come riporta Openpolis, inizialmente ci si proponeva di stanziare 33,2 miliardi di dollari per questo progetto, ma ad oggi ne sarebbero stati raccolti solo 14,6, nemmeno la metà. Al Global Health Summit tenutosi a Roma lo scorso 21 maggio molti Paesi si sono impegnati ad aumentare i propri contributi al progetto, provando in questo modo a raggiungere il traguardo fissato dal direttore generale dell'Oms, Tedros Ghebreyesus, che ha chiesto di vaccinare almeno il 10% della popolazione di ogni Paese entro settembre.

Al momento, però, questo obiettivo è ancora lontano considerando, come sottolinea l'Infodata del Sole 24 Ore, che oltre il 75% di tutti i vaccini è stato distribuito in 10 Paesi e che con Covax sono state inviate solo 70 milioni di dosi in 124 Paesi. Non a sufficienza: i divari nelle campagne vaccinali rimangono ampissimi. Si va da oltre il 35% di popolazione vaccinata in Nord America a circa il 2% in Africa.

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