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La morte di George Floyd in Usa
4 Giugno 2020
08:09

George Floyd, ancora arresti nella notte. Obama appoggia le proteste: “Sappiate che voi contate”

Proseguono negli Stati Uniti, per la nona notte consecutiva, le proteste per la morte di George Floyd. L’ex presidente Barack Obama, nel suo primo discorso trasmesso via streaming sui social attraverso un collegamento Zoom, ha invitato i sindaci degli Stati Uniti a rivedere l’uso della forza e a riformare la polizia, ma ha anche sottolineato che la mobilitazione dei giovani fa “ben sperare per il futuro”.
A cura di Annalisa Cangemi
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6–1–2017, Barack Obama saluta la folla (@Ron Sachs–Pool/Getty Images)
6–1–2017, Barack Obama saluta la folla (@Ron Sachs–Pool/Getty Images)
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La morte di George Floyd in Usa

Almeno 90 persone sono state arrestate stanotte a New York nelle proteste per la morte dell'afroamericano George Floyd, 46 anni, ucciso dalla polizia a Minneapolis. Lo riferisce la polizia locale, precisando che le manifestazioni sono state relativamente calme e senza saccheggi. È la nona notte consecutiva di rivolte per strada: la gente è scesa in piazza a Washington Dc, New York, Filadelfia, Seattle, Fort Worth, Los Angeles. Martedì notte erano stati arrestati 280 dimostranti.

Come ha spiegato la Cnn, tutti e quattro gli ex agenti accusati dell'omicidio di Floyd, morto soffocato, sono ora agli arresti. Aleksander Kueng si è consegnato spontaneamente, Thomas Lane e Tou Thao sono stati portati in carcere nel tardo pomeriggio di ieri, mentre Derek Chauvin, quello che teneva il ginocchio sul collo di Floyd, è in carcere dalla scorsa settimana con l'accusa di omicidio volontario. Per tutti è stata fissata una cauzione da 1 milione di dollari. Da quanto emerso dall'autopsia Floyd aveva il Covid-19, ma era asintomatico.

Intanto la Casa Bianca è blindata dalla polizia militare e dalle forze dell'ordine di varie agenzie federali, mentre migliaia di persone si sono radunate nella capitale per continuare a manifestare. Un dirigente del Pentagono ha riferito che ci sono almeno 2200 uomini della Guardia nazionale. Il cordone di sicurezza forma un anello intorno al perimetro del parco Lafayette, di fronte alla Casa Bianca. Il coprifuoco è scattato alle 23 (le 5 in Italia). In precedenza centinaia di dimostranti si erano stesi a terra lungo Pennsylvania Avenue ripetendo "non posso respirare", la frase pronunciata da Floyd prima di morire.

Obama sostiene le proteste

L'ex presidente Barack Obama appoggia le proteste. Nel suo primo discorso trasmesso via streaming sui social attraverso un collegamento Zoom, ha invitato i sindaci degli Stati Uniti a rivedere l'uso della forza e a riformare la polizia, ma ha anche sottolineato la "spinta dei giovani" che fa "ben sperare per il futuro". In collegamento dalla sua abitazione, Obama ha usato toni pacati e concilianti, a segnare la distanza da Donald Trump, che ha invece invocato l'uso dell'esercito. L'ex presidente ha detto che la crisi è "diversa da tutte quelle a cui ho assistito in vita mia", sostenendo come questa possa condurre gli americani a un "risveglio politico" per unire il Paese attorno a una giustizia razziale e alla riforma della polizia. "Dobbiamo – ha detto – lottare per far sì che un presidente, un Congresso, un dipartimento della Giustizia e la giustizia federale riconoscano il ruolo corrosivo che il razzismo sta svolgendo nel Paese e che sia arrivato il momento di fare qualcosa".

"C'è un cambio di mentalità in atto – ha aggiunto – una maggiore consapevolezza che possiamo fare meglio. E questa non è conseguenza dei discorsi dei politici, ma il risultato diretto della capacità di così tanti giovani di mobilitarsi". Obama ha ricordato come anche in passato giovani come Martin Luther King, Malcom X e Cesar Chavez, abbiano guidato i movimenti in difesa dei diritti umani. Poi l'ex presidente si è rivolto direttamente agli afroamericani: "Voglio che sappiate che voi contate, che le vostre vite contano, che i vostri sogni contano".

Giovane ucciso a San Francisco è morto per errore

L'agente che ha ucciso un giovane a San Francisco lunedì durante gli scontri aveva scambiato il suo martello per una pistola. Lo ha riferito la polizia. Quando una pattuglia è intervenuta per un saccheggio in un supermercato, Sean Monterrosa, un 22enne residente nella città californiana, si era inginocchiato a terra tenendo le mani sulla vita, vicino ad un martello nella tasca della sua felpa. Un agente, pensando si trattasse di un'arma, ha esploso cinque colpi uccidendo il giovane. Ora il poliziotto è stato sospeso in attesa dei risultati dell'indagine.

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