La Svezia è spesso finita nel mirino degli esperti durante l'emergenza coronavirus per non aver voluto imporre alcuna misura di lockdown, a differenza della maggior parte degli altri Paesi europei. Stoccolma si è più affidata alla responsabilità degli svedesi che ai divieti e le restrizioni. Una decisione che ha avuto un prezzo, in termini di contagi e vittime, se comparata a quelle dei vicini scandinavi come la Norvegia e la Danimarca, che sono riuscite a contenere l'epidemia con i provvedimenti di chiusura. Ma oggi, mentre nel resto d'Europa la curva dei contagi torna a risalire, in Svezia i numeri parlano di una situazione in netto miglioramento.

Anders Tegnell è l'epidemiologo di riferimento per il governo svedese. E ha commentato: "La Svezia è passata dall’essere il Paese con più contagi in Europa a quello più sicuro. La nostra politica può aver tardato a portare risultati ma alla fine sono arrivati e sono più stabili". E in effetti, mentre lo scorso aprile, nel pieno dell'emergenza, si contavano più di cento morti al giorno, oggi i decessi sono di media due o tre. Non è lo stesso per i Paesi vicini. Come la Danimarca, ad esempio, dove alcuni giorni fa è stato raggiunto il record di 179 nuovi contagi in ventiquattro ore.

Ma è anche vero che meno svedesi vengono testati. Su mille persone, la media in Svezia è di 1,2 testati, mentre la Norvegia è a quota 2,2 e la Danimarca 5,9. Ad oggi, ad ogni modo, la Svezia ha avuto sei volte più morti della Danimarca e della Norvegia messe insieme. Infatti, se Stoccolma, dall'inizio dell'epidemia, ne ha contati 5.832, Copenhagen ne ha registrati 264 e Oslo 626.