L'albergo più famoso di Los Angeles teatro di uno dei casi di cronaca nera più misteriosi del mondo. Si riaccendono i riflettori sulla scomparsa e la morte della studentessa canadese Elisa Lam al Cecil Hotel della Città degli Angeli nel 2013, al centro di una nuova docu-serie in onda su Netflix intitolata "Sulla scena del crimine: il caso del Cecil Hotel", girata da Joe Berlinger e con al centro il giallo legato al misterioso decesso della ragazza, che all'epoca dei fatti aveva solo 21 anni. Elisa si trovava in vacanza sulla West Coast, in California, quando ne è stata denunciata la scomparsa. Era il febbraio di 8 anni fa. Subito sono partite le indagini da parte della polizia, che per vederci chiaro nella vicenda ha acquisito le immagini di videosorveglianza dell'albero dove la giovane soggiornava. Tra i filmati analizzati, finiti ben presto anche su Youtube e visualizzati da milioni di utenti, quello che ha catturato più di tutti l'attenzione degli inquirenti riguardava le ultime immagini di Elisa da viva.

(Photo credit Mark Rolston / AFP / Getty Images)
in foto: (Photo credit Mark Rolston / AFP / Getty Images)

Si vede, infatti, la ragazza entrare nell’ascensore, schiacciare tutti i tasti, uscire e poi ancora fare gesti strani, rientrare e poi andarsene definitivamente. Ad un certo punto sembra anche che parli con qualcuno. Un comportamento anomalo, soprattutto alla luce del fatto che 18 giorni dopo la registrazione di quel filmato la studentessa canadese è stata trovata cadavere in uno dei serbatoi dell’acqua sul tetto del Cecil Hotel. Come il corpo, rinvenuto in avanzato stato di decomposizione, sia arrivato fin lì e chi lo abbia portato resta ancora un mistero e molte sono state anche le teorie complottistiche su quanto successo. Addirittura qualcuno ha tirato in ballo Morbid, un metallaro che aveva soggiornato al Cecil Hotel e scritto una canzone su una ragazza morta nell’acqua. Altri ancora pensavano che quel video fosse la conferma di una qualche attività sovrannaturale che si svolgeva in quella zona di LA. Anche perché, proprio il Cecil Hotel, con le sue 700 stanze, già in passato era stato teatro di eventi macabri, tanto da ispirare un episodio di American Horror Story.

Costruito nel 1924 dall'architetto Loy L. Smith, è definito da anni come l'Albergo degli Orrori. Basti pensare che durante la Grande Depressione americana l'albergo era famoso per essere sede privilegiata di diversi suicidi. Nel 2015, fuori al Cecil Hotel, è stato ritrovato l'ultimo corpo senza vita della macabra storia dell'albergo: si pensa si sia trattato di suicido ma ancora non ci sono dichiarazioni certe sulla morte del giovane ventottenne ritrovato.