La situazione a Manaus
in foto: La situazione a Manaus

Come già accaduto negli Stati Uniti, anche in Brasile le autorità stanno scavando fosse comuni per far fronte all'aumento di decessi per l'epidemia di coronavirus. Una misura a cui hanno fatto ricorso le autorità di San Paolo. Bruno Covas, sindaco della città più grande e popolosa del Brasile, ha confermato che nel cimitero di Vila Formosa, il più importante della metropoli, sono state scavate centinaia di fosse. "La questione della sepoltura è una sfida, vogliamo essere preparati in modo che le persone abbiano una tomba decente", ha aggiunto il primo cittadino. Secondo i media brasiliani, la metà delle sepolture a San Paolo riguarda persone decedute a causa del Covid-19. San Paolo è la città più colpita dalla pandemia in Brasile, che è il Paese con il più alto tasso di vittime e casi confermati in America Latina, con più di 2.700 morti e e almeno 43mila contagi.

Stesso scenario anche a Manaus. "Il comune ha adottato il sistema di fosse comuni per seppellire le vittime di Covid-19, un metodo già utilizzato in altri Paesi", si legge nell’annuncio della città dell’Amazzonia, è "una misura necessaria per far fronte alla domanda di sepolture”.  Il sindaco Arthur Virgilio Neto, ha annunciato la decisione tra le lacrime, affermando che Manaus "non sta vivendo un'emergenza ma una calamità naturale".  La capitale amazzonica registra al momento 1.664 contagi ufficiali, dei quali 166 mortali. E i pochi posti di terapia intensiva sono esauriti già da giorni. "Siamo al collasso, i medici devono scegliere chi salvare in base all'età, siamo alla barbarie", ha detto Neto, che ha lanciato un appello al governo: "L'Amazzonia ha bisogno di aiuto, abbiamo bisogno di volontari, medici, infermieri e apparecchiature mediche" .