Tra i tanti candidati alle prossime elezioni europee, tra le liste di tutti i partiti, ce ne sono 37 con una caratteristica differente dagli altri. Sono i potenziali incompatibili: quelli che hanno già una carica e che, se dovessero essere eletti, dovrebbero scegliere tra le due. "Nessuno può appartenere contemporaneamente a un Consiglio o a una Giunta regionale e ad una delle Camere del Parlamento, ad un altro Consiglio o ad altra Giunta regionale, ovvero al Parlamento europeo", dice l'articolo 122 della Costituzione. Quindi, nonostante con la legge elettorale si possano esprimere fino a tre preferenze, i candidati più importanti potrebbero essere, chi più chi meno, una sorta di calamita per attirare voti verso il partito e favorire poi altri candidati. Infatti tutti i deputati, senatori, consiglieri o assessori regionali sarebbero costretti a scegliere se mantenere l'incarico attuale o rinunciare per trasferirsi a Bruxelles. E nel caso di alcuni nomi, più di altri, è veramente difficile credere che il ruolo di parlamentare europeo sia un'ipotesi realmente in considerazione. Dunque c'è il rischio concreto, per chi vota, di vedere il politico indicato come preferito, se dovesse essere eletto, cedere il suo posto a un collega di partito.

Tutti gli incompatibili: da Matteo Salvini a Giorgia Meloni

Matteo Salvini è candidato come capolista della Lega in tutte e cinque le circoscrizioni in cui è diviso il nostro Paese per il voto delle prossime elezioni europee, tuttavia sembra quasi impossibile pensare che il ministro dell'Interno e vicepresidente del Consiglio possa accettare l'incarico di eurodeputato rinunciando agli altri. Come lui anche altri leader sono incompatibili, tra questi c'è Giorgia Meloni, a capo di Fratelli d'Italia in tutte le circoscrizioni e già deputata e consigliera comunale a Roma. Ma anche Emma Bonino, senatrice, e Nicola Fratoianni, deputato, candidati per il Centro rispettivamente con +Europa e Sinistra Italiana.

I 37 candidati incompatibili, secondo OpenPolis, sono 20 consiglieri regionali, 10 deputati e 7 senatori. Fratelli d'Italia ha 14 possibili eurodeputati che hanno già una carica, Forza Italia ne ha 9, la Lega 6 e il Partito Democratico 4. In più alcuni nomi sono presenti in più liste dello stesso partito, ad esempio, per quanto riguarda Forza Italia, Silvio Berlusconi è capolista in 4 circoscrizioni su 5, mentre Alessandra Mussolini è iscritta contemporaneamente al Centro e al Sud. Anche Pietro Bartolo, il medico di Lampedusa protagonista del documentario Fuocoammare, è candidato dal Pd sia al Centro che alle Isole. La regola ovviamente non prevede l'elezione in più di una circoscrizione per la stessa persona, perciò i voti favoriranno gli altri candidati di partito.

I casi virtuosi, dal Movimento 5 Stelle a Smeriglio

Il Movimento 5 Stelle, dei grandi partiti nazionali, è l'unico a non avere nessun tipo di sovrapposizione per i propri candidati: sono presenti solo in una delle cinque circoscrizioni e non hanno altre cariche incompatibili. Mentre Massimiliano Smeriglio, candidato del Partito Democratico, è stato l'unico, tra tutti quelli che hanno altri incarichi, a rinunciare al proprio posto prima di conoscere i risultati del voto. Infatti il 17 aprile scorso si è dimesso da vicepresidente della Regione Lazio per "essere trasparente e correre alle europee senza un piano B".