Ultimo giorno per la pace fiscale: i contribuenti che hanno aderito alla rottamazione ter o al saldo e stralcio devono effettuare il versamento entro lunedì 9 dicembre. Un termine non più prorogabile: la scadenza, infatti, era prevista per il 30 novembre. Ma è slittata di due giorni – quindi al 2 dicembre – a causa del weekend. Poi c’è stata anche la proroga di cinque giorni, cioè la possibilità – introdotta di recente – per i ritardatari di saldare il loro debito con il Fisco entro cinque giorni. Sarebbe dovuta scadere il 7 novembre, ma anche in questo caso il weekend ha portato a un ulteriore rinvio al 9.

Se non vengono pagate le somme previste c’è la decadenza sia per la rottamazione ter che per il saldo e stralcio. In questo caso, dunque, si torna ai normali termini di prescrizione e decadenza che erano stati sospesi con l’adesione alla pace fiscale. Si riprende, in sostanza, la normale attività di riscossione e per i contribuenti viene anche eliminata la possibilità di pagare in rate. Chi ha già effettuato alcuni versamenti con la pace fiscale, ma ha poi dimenticato di effettuare gli altri, vedrà diventare le rate versate un acconto.

Rottamazione ter, ultimo giorno per pagare

Sono 11,4 milioni le cartelle riguardanti la rottamazione ter da pagare entro il 9 novembre. Le adesioni sono state 1,2 milioni nella prima fase, a cui se ne sono aggiunte altre 270mila con la riapertura dei termini. Il debito si può estinguere, aderendo alla rottamazione, in un’unica soluzione o in rate, per un massimo di 18. La prima rata, in questo caso, è pari al 30% del dovuto. Chi non ha pagato la prima rata, quella di luglio, può rientrare pagandola entro il 9 dicembre, ma questa scadenza è tassativa. Possono rientrare, inoltre, anche i contribuenti che non hanno versato nelle precedenti rottamazioni entro il 7 dicembre 2018: sono ammessi a rientrare nella ter.

Pace fiscale, chi rientra nel saldo e stralcio

Per quanto riguarda il saldo e stralcio sono 4,2 milioni le cartelle in sospeso. La misura riguarda le persone fisiche con un Isee del nucleo familiare non superiore ai 20mila euro. Rientrano anche coloro i quali, indipendentemente dall’Isee, avevano al momento della presentazione della domanda una procedura di liquidazione aperta. Per questi contribuenti è previsto uno sconto dal 65% al 90% delle somme dovute, quindi pagano – senza interessi e senza sanzioni – solo tra il 16% e il 35% del totale da versare al Fisco. Per chi ha ricevuto entro il 31 ottobre la comunicazione di negato accesso al saldo e stralcio, invece, è possibile rientrare nella rottamazione ter: in questo caso i debiti vengono ascritti in automatico nella terza versione della rottamazione delle cartelle.