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34 miliardi di euro in un mese. Di tanto è cresciuto il debito pubblico italiano nel mese di gennaio, rispetto al mese passato, secondo i dati diffusi dalla Banca d'Italia nel numero di marzo del supplemento al bollettino statistico di finanza pubblica, che certifica anche il nuovo massimo storico per il nostro deficit: i 2.022,7 miliardi. L'incremento non sembra derivare, se non in una parte molto ridotta, dalla formazione di nuovo fabbisogno, che è stato pari nel mese a 0,9 miliardi; inoltre, l'emissione di titoli sopra la pari e la spinta al rialzo dell'euro, complessivamente hanno dato un contributo alla riduzione dello stock, per circa 0,5 miliardi. C'è poi da dire che l'emissione di titoli sopra la pari e la spinta al rialzo dell'euro, complessivamente hanno contribuito in senso opposto, per circa 0,5 miliardi. Con riferimento alla ripartizione per sottosettori, il debito delle Amministrazioni centrali è aumentato di 34,5 miliardi, quello delle Amministrazioni locali è diminuito di 0,5 miliardi e quello degli Enti di previdenza è rimasto sostanzialmente invariato. Per quel che riguarda le entrate tributarie, si legge anche nel bollettino di Bankitalia, c'è stato un altro aumento. A gennaio sono state pari a 27 miliardi, con un + 2,3 per cento (0,6 miliardi) rispetto a quelle dello stesso mese del 2012. In tal senso Bankitalia fa notare, che per quel che riguarda le cifre relative alle imposte la significatività dei dati del mese di gennaio è limitata alla "disomogeneità nei tempi e nelle modalità di contabilizzazione di alcune entrate (la difformità temporale riguarda prevalentemente anticipi/slittamenti fra i mesi di dicembre e di gennaio)".