Arriva, con la legge di Bilancio, un nuovo fondo pluriennale per ampliare il numero di posti negli asili nido in tutta Italia. Lo stanziamento previsto è di 2,5 miliardi complessivi in un arco di tempo che va da 2021 al 2034. Il fondo è destinato alla “messa in sicurezza, ristrutturazione o costruzione di edifici di proprietà dei comuni” e viene istituto al ministro dell’Interno. Il primo stanziamento è previsto per il 2021 e vale 100 milioni di euro l’anno fino al 2023. Poi dal 2024 al 2034 lo stanziamento cresce a 200 milioni di euro annuali. I criteri con cui verrà ripartito il fondo verranno stabiliti già a partire dal gennaio 2020, così come verrà deciso in che modo verificare l’uso dei fondi e quale sistema utilizzare per riassegnare, eventualmente, le risorse non utilizzate.

Asili nido in tutti i comuni

La conferma della nascita di questo fondo per gli asili nido arriva dal viceministro all’Economia, Laura Castelli: “Per la prima volta mettiamo in capo una azione organica sugli asili nido”, afferma. Tutti i comuni, stando a quanto spiegato dalla Castelli, “potranno accedere ai finanziamenti anche se finora non hanno mai avuto un servizio per i bambini tra 0 e 2 anni”. Questa novità deriva sia dai finanziamenti – per 2,5 miliardi fino al 2034 – previsti dalla manovra che dal superamento dei costi standard per il riparto dei fondi, con l’eliminazione del “livello di fabbisogno pari allo zero” basato sul precedente criterio della spesa storica.

Castelli parla dei fondi per gli enti locali e si sofferma poi proprio sul tema degli asili nido: “Nei mesi scorsi sono intervenuta sugli asili nido, per fare in modo che i Comuni che avevano un livello di fabbisogno pari allo 0 non lo avessero più, lo abbiamo fatto riequilibrando una serie di dati e stabilendo un livello massimo di fabbisogno. Un lavoro proseguito in legge di Bilancio con lo stanziamento di un fondo apposito per la ristrutturazione o la costruzione di asili nido. Sui Comuni, e con i Comuni, stiamo lavorando molto. Lo dimostra la cosiddetta norma "Spagna" o "Fraccaro", che rifinanziamo in modo strutturale per i prossimi 5 anni, ed i 33 miliardi di investimenti sugli enti territoriali fini al 2034. Abbiamo iniziato anche a lavorare sulla perequazione degli investimenti, le aziende partecipate di Stato, in modo programmato, hanno progettato investimenti in alcune zone del Paese per arrivare ad una distribuzione più equa”.

L'allarme di Save the Children sugli asili nido

Sulla situazione degli asili nido in Italia interviene anche Save the Children, rivolgendosi direttamente al governo in vista della manovra e sottolineando che servono più risorse per gli asili, aumentando i servizi offerti per la prima infanzia, oggi disponibili solo per un bambino su quattro. L’organizzazione ricorda che in Italia solo il 24% dei bambini ha accesso all’asilo nido o a servizi integrativi per l’infanzia e solo la metà di questi – quindi il 12,3% del totale – frequenta un asilo pubblico. L’Italia rimane, quindi, lontana dal target stabilito dall’Ue che chiede di garantire ad almeno il 33% dei bambini tra 0 e 3 anni l’accesso al nido. E per questo Save the Children chiede al governo di investire nei servizi socio-educativi per la prima infanzia, rendendoli di qualità e accessibili a tutti i bambini.