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Imu 2026, acconto entro il 16 giugno: cambiano le aliquote, le nuove regole su esenzioni e sconti

Si avvicina la scadenza per l’acconto Imu, il 16 giugno. A novembre il Mef ha fissato nuovi paletti per l’aggiornamento delle aliquote da parte dei Comuni. Tra le novità il taglio dell’imposta per gli immobili inutilizzati e l’esenzione per quelli resi inagibili da una calamità naturale. Ecco cosa sapere.
A cura di Giulia Casula
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Quest'anno l'Imu cambia. Lo scorso novembre il ministero dell'Economia ha fissato nuovi paletti per l'aggiornamento delle aliquote da parte dei Comuni, prevedendo la riduzione dell'imposta per gli immobili inutilizzati e addirittura l'azzeramento per quelli resi inagibili da una calamità naturale. La prima rata va versata entro il 16 giugno. Ecco cosa c'è da sapere.

Chi non paga l'Imu e chi invece deve

Come è noto l'Imu non si paga per l'abitazione principale, la prima casa, a meno che non rientri nelle categorie catastali degli  immobili di lusso (categorie catastali A/1, A/8 e A/9 ). Ci sono però altre esenzioni, ad esempio: gli immobili di proprietà della Santa sede, i luoghi di culto, quelli posseduti dallo Stato o da altri enti locali. Ma l'Imu non si paga neppure sulle pertinenze come i garage o i magazzini. Sono tenuti a versarla invece, coloro che possiedono un'abitazione diversa dalla principale, una prima casa di lusso, aree fabbricabili e terreni agricoli.

Le nuove regole per i Comuni

Dal 2024 i Comuni possono modificare le aliquote Imu rispettando determinati limiti e scadenze. Lo scorso anno, a novembre, il Mef è intervenuto con un decreto che ha introdotto ulteriori paletti definendo le casistiche in cui i Comuni possono differenziare l'imposta.  Tra le novità c'è la possibilità di prevedere condizioni agevolate per i fabbricati diventati inagibili a causa di calamità naturali. In questo caso il Comune può decidere di azzerare l'aliquota consentendo ai proprietari di non versare l'imposta.

Discorso simile per gli immobili a disposizione, ovvero unità che si aggiungono all'abitazione principale e che in genere non vengono utilizzate. Vi rientrano le case vacanza, gli appartamenti tenuti vuoti e in generale le seconde case. In tutti questi casi i Comuni potranno valutare di ridurre l'aliquota a carico del proprietario sulla base di quanto l'immobile sia stato utilizzato. Ad esempio chi possiede una casa al mare che durante l'inverno resta sfitta potrebbe beneficiare di un taglio dell'Imu per i mesi in cui l'unità è rimasta vuota.

I Comuni inoltre, possono prevedere l'esenzione Imu per gli immobili dati in comodato gratuito al Comune o ad altro ente territoriale, o commerciale, esclusivamente per compiti istituzionali e per gli esercizi commerciali e artigianali situati in zone precluse al traffico a causa di lavori per opere pubbliche la cui durata supera i sei mesi.

Quando va pagata l'Imu e come

La prima scadenza è fissata al 16 giugno 2026. Entro quella data i proprietari dovranno versare l'acconto dell'Imu. Per il saldo invece, ci sarà tempo fino a dicembre. In alternativa chi lo desidera, può pagare tutto in un'unica soluzione già a giugno. In questo caso se le aliquote non sono state ancora aggiornate, si applicano le percentuali dell'anno precedente. Per versare l'Imu è disponibile, come di conseueto, il modello F24 oppure il bollettino postale. Il pagamento può essere effettuato anche tramite PagoPa.

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