Qualcuno l’aveva definita come la manovra dei bonus. Tanti incentivi, nei 40 miliardi di euro stanziati dalla legge di Bilancio, per ogni cosa: dagli occhiali allo smartphone, dalla tv alle auto elettriche. Ma quei bonus ancora non esistono, perché – come ricorda Il Sole 24 Ore – mancano i decreti attuativi. L’approvazione della legge di Bilancio non basta: per mettere realmente in campo tutti gli incentivi pensati dall’ultima manovra servono anche i provvedimenti che ne definiscono le regole. I decreti vanno solitamente approvati tra i 30 e i 60 giorni dopo l’entrata in vigore (in questo caso il primo gennaio) della manovra: ma per alcuni i termini sono già scaduti o, comunque, scadranno a breve. Così dopo quasi due mesi, complice anche la crisi di governo, i bonus sono spariti. E considerando anche gli impegni di molti dei ministri coinvolti con il Recovery plan, non è da escludere un ulteriore slittamento.

Il bonus occhiali e lenti a contatto

Il bonus occhiali consiste in un contributo da 50 euro per l’acquisto di occhiali da vista e di lenti a contatto correttive. Possono accedere i componenti dei nuclei familiari con Isee inferiore a 10mila euro. Per la sua introduzione, però, il bonus occhiali necessita di un decreto del ministero della Salute, di concerto con quello dell’Economia, per stabilire criteri, modalità e termini per l’erogazione del contributo. Per questo bonus la manovra non prevedeva un termine preciso entro cui approvare il decreto attuativo, ma al momento il provvedimento ancora non c’è.

Il kit digitalizzazione e il bonus smartphone

Il kit digitalizzazione è stato ribattezzato anche bonus smartphone perché consente di ricevere un telefonino in comodato d’uso per le famiglie a basso reddito. Comprende anche i servizi di connettività per un anno (o un bonus dal valore equivalente). Si può accedere solamente se un componente della famiglia è iscritto all’università o frequenta la scuola e se il reddito è sotto i 20mila euro. Inoltre è necessario avere Spid e non avere un contratto di connessione internet o di telefonia mobile. Per la sua attuazione serve o un decreto del presidente del Consiglio o un decreto del ministro per l’Innovazione tecnologica e la digitalizzazione: la scadenza è fissata a 60 giorni dall’entrata in vigore della legge di Bilancio.

Il bonus auto elettriche

Altro contributo è quello pari al 40% delle spese sostenute per le persone fisiche con Isee inferiore a 30mila euro che acquistano veicoli alimentati esclusivamente a energia elettrica: le auto devono avere una potenza inferiore a 150 kW e un prezzo di listino inferiore ai 30mila euro. Il termine per l’acquisto del veicolo è fissato al 31 dicembre 2021, anche se il decreto attuativo – che spetta a Sviluppo economico ed Economia – ancora non c’è e quindi neanche il bonus auto elettriche. Il provvedimento andava approvato entro 30 giorni, che sono abbondantemente passati, ma del decreto ancora non c’è traccia.

Il bonus tv

L’unico bonus che in realtà è già partito – perché introdotto già in passato – è quello per l’acquisto di una nuova tv o di un decoder per il passaggio al nuovo digitale. La manovra ha stanziato 100 milioni di euro aggiuntivi per il 2021, ma mancano ancora le indicazioni da parte del ministero dello Sviluppo economico, di concerto con quello dell’Economia, che erano attese entro 45 giorni dal varo della legge di Bilancio. Il Mise, comunque, assicura che la misura già esiste proprio perché erano già state stanziate altre risorse in precedenza e il bonus è quindi già esistente.

Il bonus rubinetti

Altro bonus è quello idrico, con l’istituzione di un fondo per il risparmio di risorse idriche con una dotazione da 20 milioni di euro per il 2021. Il bonus è riservato ai residenti in Italia e vale 1.000 euro: può essere usufruito dal beneficiario fino al 31 dicembre 2021 per gli interventi di sostituzione dei sanitari e degli apparecchi a limitazione di flusso d’acqua sugli edifici esistenti o su loro parti o, ancora, su singole unità immobiliari. Sono comprese nel bonus anche le opere idrauliche e murarie collegate all’intervento. Il decreto attuativo spetta al ministero dell’Ambiente, che avrebbe dovuto emanarlo entro 60 giorni.