
Le notizie del 25 maggio sulla guerra tra Iran, Usa e Israele. Il Segretario di Stato americano Marco Rubio sostiene che un accordo per porre fine alla guerra con l'Iran potrebbe concretizzarsi "oggi stesso". Rubio ha espresso fiducia nel fatto che l'Iran "avvierà un negoziato molto reale, significativo e a tempo limitato sulla questione nucleare”e ha inoltre affermato che Israele avrà "sempre" il diritto di difendersi, indipendentemente da qualsiasi accordo tra Washington e Teheran. In precedenza Trump aveva ridimensionato le aspettative di un accordo, affermando di aver detto ai suoi negoziatori di non “affrettarsi". Intanto, secondo una fonte citata dall'agenzia di stampa Tasnim legata alle Guardie Rivoluzionarie, Teheran sarebbe profondamente diffidente verso gli Stati Uniti”. Anche il portavoce del ministero degli Esteri, Esmaeil Baghaei, ha frenato l'ipotesi di un accordo imminente: "C'è intesa ma nulla di certo". Lo Stretto di Hormuz per ora resta chiuso.
Gaza, una donna e una bambina uccise in un raid di Israele
Ancora vittime a Gaza e ancora vittime civili. questa volta in un raid israeliano sono state uccise una donna e una bambina. L'attacco ha colpito una tenda che ospitava una famiglia sfollata nella zona di Muwasi, nella parte occidentale di Khan Younis, secondo quanto riferito dall'ospedale da campo del Kuwait, che ha accolto le vittime. L'ospedale ha riferito che un'altra ragazzina è rimasta ferita.
L'esercito ha dichiarato di aver colpito un militante, ma non ha fornito ulteriori dettagli.
Libano, Cnn: "Israele si prepara ad ampliare operazioni in coordinamento con Usa"
Le Forze di Difesa Israeliane (IDF) si stanno preparando ad ampliare le proprie operazioni in Libano nel prossimo futuro. A riferirlo alla Cnn è stata una fonte israeliana, secondo cui le mosse israeliane sono "coordinate con gli Stati Uniti". Le IDF stanno anche spingendo per riprendere gli attacchi su Beirut e colpire figure di spicco di Hezbollah, ha aggiunto la fonte.
Libano, Aragchi: "Sostegno risoluto a legittima resistenza contro occupazione"
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha elogiato Hezbollah per la sua continua resistenza in Libano contro Israele. In messaggi separati, pubblicati sul suo account Telegram, Aragchi si è congratulato con il segretario generale del gruppo, Naim Qassem, e con un funzionario del governo libanese per l'anniversario del "Giorno della Liberazione" in Libano. "In questi messaggi, Araghchi… ha sottolineato il continuo e risoluto sostegno della Repubblica Islamica dell'Iran all'indipendenza, alla sovranità e all'integrità territoriale del popolo libanese e alla sua legittima resistenza contro l'occupazione e l'aggressione del regime sionista", si legge nel messaggio citato da SkyNews.
Usa-Iran, ipotesi accordo: riapertura dello Stretto di Hormuz dopo 30 giorni
Gli Stati Uniti e l’Iran starebbero discutendo un piano che prevede la riapertura dello Stretto di Hormuz entro 30 giorni dal raggiungimento di un’intesa per la fine delle ostilità. Lo riporta il Nikkei, citando una fonte diplomatica mediorientale.
In precedenza, un alto funzionario statunitense aveva riferito che Teheran avrebbe accettato “in linea di principio” la riapertura dello stretto — rimasto in gran parte bloccato al traffico commerciale durante il conflitto — in cambio della revoca del blocco americano sui porti iraniani.
Secondo le ipotesi sul tavolo, dopo questa prima fase sarebbe previsto un ulteriore periodo di 60 giorni per arrivare a un accordo definitivo tra le parti.
Israele, Netanyahu: "Intensifichiamo gli attacchi contro Hezbollah"
"Siamo in guerra con Hezbollah. Oltre 600 terroristi sono stati eliminati. Non abbasseremo la guardia. Li colpiremo. Stanno usando i droni, abbiamo una squadra speciale che si occupa di questo e risolveremo anche questo problema. E' ciò che ci impone di intensificare gli attacchi e colpirli frontalmente". Lo afferma in un video il premier israeliano Benjamin Netanyahu.
Idf: “Stiamo colpendo strutture di Hezbollah in Libano”
L'esercito israeliano rende noto che sono in corso attacchi contro strutture di Hezbollah nella valle della Beqaa e in diverse altre zone del Libano
Media Iran: "Pezeshkian ordina ripristino accesso a Internet"
Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha emesso un ordine per ripristinare l’accesso internazionale a Internet, hanno riferito lunedì i media statali iraniani, citando un funzionario.
Il petrolio cede il 7%, il Wti sotto i 90 dollari
Si intensificano le vendite sul petrolio mentre i mercati finanziari scommettono per un accordo di pace che metta fine alla guerra tra Usa e Iran e riapra lo Stretto di Hormuz ai passaggi delle petroliere. Il Wti è arrivato a perdere fino al 7,4%, a 89,4 dollari al barile, e tratta ora a 89,93 dollari (-6,9%) mentre il Brent arretra del 7% a 96,5 dollari al barile
Media Teheran: "Falsa notizia trasferimento uranio arricchito ad alti livelli in Cina"
L'agenzia iraniana Tasnim ha smentito la notizia, riportata da al-Arabiya, su un presunto via libera di Teheran al trasferimento del suo uranio arricchito ad alti livelli in Cina, definendola "falsa" e parte di "operazioni ostili a livello di informazione". Secondo la Tasnim, ritenuta vicina ai Pasdaran, si tratta di una ricostruzione che non trova alcun riscontro nelle bozze in discussione. L'agenzia di stampa iraniana sottolinea che non esiste alcun impegno di Teheran a trasferire o esportare materiale nucleare.
Il gas chiude in forte calo ad Amsterdam (-6,3%)
Le prospettive di una fine della guerra in Iran fanno affondare il prezzo del gas sul mercato europeo. I future Ttf, benchmark del prezzo del metano nel Vecchio Continente, sono scesi del 6,27% a 45,63 euro al megawattora.
Trump ricorda gli americani morti in Epic Fury: "Iran non avrà l'arma nucleare"
L'Iran non avrà mai l'arma nucleare. Lo ribadisce Donald Trump durante le celebrazioni del Memorial Day al cimitero di Arlington. "Tredici soldati hanno donato le loro splendide vite per assicurarsi che lo stato sponsor del terrorismo non abbia mai l'arma nucleare. E non l'avrà", ha messo in evidenza il presidente, facendo riferimento alle 13 vittime americane morte durante l'operazione Epic Fury.
Generale USA Caine: "Caduti di Epic Fury eroi americani"
Il capo dello Stato maggiore congiunto americano, il generale Dan Caine, ha ricordato anche i caduti nel conflitto con l'Iran, nel suo intervento al Cimitero monumentale di Arlington nel giorno del Memorial Day. "Nel corso dei secoli, il carattere, il coraggio e l'impegno dei combattenti americani non hanno mai vacillato, e non lo faranno mai. E' quello stesso spirito combattivo che abbiamo visto di recente nell'Operazione ‘Epic Fury', e ricordiamo e onoriamo coloro che hanno fatto il sacrificio estremo, aggiungendo i loro nomi alla storia dell'eroismo americano".
Mondiali, Iran: "La FIFA ci ha garantito i visti per i giocatori"
Il ministro dello sport iraniano ha dichiarato che la FIFA ha promesso alla nazionale di calcio maschile del Paese i visti per partecipare ai Mondiali negli Stati Uniti quest'estate, nonostante la guerra in corso in Medio Oriente, secondo quanto riportato lunedì dai media locali. La partecipazione dell'Iran al grande evento mondiale è stata messa in discussione per mesi, poiché il torneo è co-organizzato dagli Stati Uniti, che insieme a Israele hanno iniziato a bombardare l'Iran il 28 febbraio, scatenando una guerra regionale più ampia. "Il presidente della FIFA ci ha promesso che tutti i nostri giocatori riceveranno i visti. Non c'è motivo per cui i nostri giocatori non debbano riceverli", ha affermato il ministro Ahmad Donyamali, citato dall'agenzia di stampa locale ISNA. "Spero che tutte le condizioni vengano soddisfatte affinché la nazionale possa partecipare al torneo in modo sereno e ordinato". Secondo quanto comunicato dalla federazione calcistica della Repubblica Islamica, la nazionale iraniana si stabilirà a Tijuana, al confine tra Messico e Stati Uniti, durante il torneo. La presidente messicana Claudia Sheinbaum ha dichiarato lunedì che il Paese consentira' all'Iran di soggiornare a Tijuana per evitare le restrizioni sui visti statunitensi.
Idf: "Serie di attacchi contro Hezbollah a Tiro e aree nel Libano del sud"
L'esercito israeliano comunica in una nota di aver lanciato una serie di attacchi contro strutture di Hezbollah nell'area di Tiro e in altre aree nel Libano meridionale, dopo aver emesso avvisi di evacuazione. Gli attacchi israeliani rispondono all'intensificarsi del lancio di droni esplosivi da parte delle milizie sciite sul nord di Israele negli ultimi giorni. Oggi è stata colpita un'abitazione a Metula e un altro drone è esploso una fermata dello scuolabus a Shomera.
Idf: "Ucciso a Gaza Abu Mallouh, figura chiave di Hamas per produzione armi"
L'Idf rende noto di avere eliminato ieri a Gaza il terrorista Mohammad Abu Mallouh, figura centrale di Hamas per la produzione di armi. "Prima dell'attacco, sono state adottate misure per ridurre al minimo i danni ai civili, inclusi l'impiego di munizioni di precisione e la sorveglianza aerea", ha scritto l'esercito in una nota.
Media: "Teheran disponibile a consegnare uranio arricchito alla Cina"
L'Iran avrebbe espresso la propria disponibilità a rimuovere l'uranio altamente arricchito dal proprio territorio a condizione che venga consegnato alla Cina. Lo ha riferito il canale televisivo saudita Al Hadath, citando fonti di alto livello. "L'Iran è pronto a rimuovere l'uranio altamente arricchito dal suo territorio", ha affermato l'emittente saudita citando alcune fonti. Secondo quest'ultime, Teheran "pone come condizione la spedizione di uranio altamente arricchito in Cina".
Cnn: "Freddezza da leader arabi con Trump su Accordi di Abramo"
Donald Trump ha menzionato gli Accordi di Abramo "di sfuggita" durante una telefonata con i leader regionali tenutasi sabato, incoraggiando i rispettivi Paesi ad aderirvi. È quanto riferito alla CNN da una fonte a conoscenza dei fatti. La fonte ha precisato che il presidente Usa non ha posto la questione come condizione per l'accordo sull'Iran. L'argomento non ha ricevuto alcuna risposta da parte dei leader regionali. Al contrario, ha precisato la fonte della CNN, chi ha preso la parola subito dopo Trump ha proseguito con il proprio intervento senza fare alcun cenno alla questione.
Fonti media: "Arabia Saudita normalizzerà relazioni dopo creazione Stato palestinese"
L'Arabia Saudita normalizzerà le relazioni con Israele solo quando ci sarà un percorso irreversibile verso uno Stato palestinese. Lo ha detto una fonte saudita alla CNN. L'Arabia Saudita mantiene la "stessa posizione di sempre… Un percorso irreversibile verso uno Stato palestinese", ha affermato la fonte. Oggi Trump ha fatto sapere attraverso il suo social Truth, di aver richiesto "in modo vincolante" che i Paesi del Medio Oriente e altri firmassero gli Accordi di Abramo dopo il raggiungimento di un accordo per porre fine alla guerra con l'Iran.
Attivisti Flotilla detenuti da forze libiche: 2 italiani tra i 10 arrestati
Sono in totale dieci gli attivisti della Global Sumud Flotilla arrestati dalle Forze Armate Arabe Libiche (LAAF) e detenuti dalle autorità della Libia orientale (GNS). Gli attivisti hanno attraversato la zona di sicurezza per negoziare un passaggio sicuro per la missione umanitaria a Gaza. Lo annunciano dalla Flotilla: "L'ultimo contatto risale alle 15.22 ora locale. Da allora non si hanno più loro notizie. I detenuti sono civili provenienti da Spagna, Polonia, Stati Uniti, Argentina, Uruguay, Portogallo, Tunisia e Italia: medici e difensori dei diritti umani che si sono offerti volontari per portare aiuti e sostenere il popolo palestinese". Gli italiani arrestati sono Domenico Centrone e Leonarda Alberizia che oggi sono stati trasferiti a Bengasi.
Ministero della Salute iraniano: "Mojtaba Khamenei ha riportato solo ferite superficiali"
"La Guida Suprema Mojtaba Khamenei ha riportato solo ferite superficiali al viso, alla testa e alle gambe, senza amputazioni o altri problemi particolari, dopo essere stato ferito durante l'attacco israelo-americano del 28 febbraio, nel quale è stato ucciso suo padre, l'allora leader Ali Khamenei". Lo ha dichiarato all'agenzia iraniana Ilna il portavoce del ministero della Salute, Hossein Kermanpour. Il 56enne non è apparso in pubblico da quando è stato nominato Guida Suprema dell'Iran l'8 marzo, e in questi mesi ha rilasciato solo dichiarazioni scritte. Oggi il portavoce ha spiegato che a seguito dell'attacco Mojtaba Khamenei è stato trasportato in ospedale, insieme ad altri feriti, intorno alle 13 ed è stato sottoposto a un intervento chirurgico. Non ha riportato ferite gravi e ha insistito per continuare il suo digiuno, essendo il mese di Ramadan, fino all'Iftar (il pasto serale con cui si interrompe il digiuno). "Questo indica che godeva di buona salute. Il leader ha lasciato l'ospedale il 1 marzo alle 2", ha concluso. A marzo, il segretario alla Difesa degli Stati Uniti, Pete Hegseth, aveva dichiarato che si riteneva che l'uomo fosse "ancora vivo" ma "ferito e sfigurato".
Trump: "Tutti i paesi del Medio Oriente aderiscano ad Accordi di Abramo, subito Arabia Saudita e Qatar"
"I negoziati con la Repubblica Islamica dell'Iran stanno procedendo bene! O sarà un ottimo accordo per tutti o nessun accordo". Lo ha detto il presidente degli Usa Donald Trump in un lungo post su Truth. Si tratta della seconda comunicazione via social di oggi relativa agli accordi per la tregua. Il tycoon cita una luna lista di presidenti e primi ministri dei paesi del Medio Oriente e dell'area del Golfo Persico chiedendo di aderire agli Accordi di Abramo: "Si sono dimostrati, per i Paesi coinvolti (Emirati Arabi Uniti, Bahrein, Marocco, Sudan e Kazakistan), un vero e proprio boom finanziario, economico e sociale, persino in questo periodo di conflitto e guerra, con gli attuali membri che non hanno mai nemmeno ipotizzato di ritirarsi o di prendersi una pausa". "Gli Accordi di Abramo sono stati un grande successo per loro e lo saranno ancora di più per tutti, portando vera forza, potere e pace in Medio Oriente per la prima volta in 5.000 anni – aggiunge – Sarà un documento rispettato come nessun altro mai firmato in nessuna parte del mondo. Il suo livello di importanza e prestigio sarà senza precedenti! Si dovrebbe iniziare con la firma immediata da parte dell'Arabia Saudita e del Qatar, e tutti gli altri dovrebbero seguire l'esempio. Se non lo faranno, non dovrebbero far parte di questo accordo, perché ciò dimostrerebbe cattive intenzioni". E conclude: "Richiedo con urgenza che tutti i Paesi firmino immediatamente gli Accordi di Abramo e che, qualora l'Iran firmasse il suo accordo con me, in qualità di Presidente degli Stati Uniti d'America, sarebbe un onore averlo come parte di questa ineguagliabile Coalizione Mondiale. Il Medio Oriente sarebbe unito, potente ed economicamente forte come forse nessun'altra regione al mondo! Con la presente, chiedo ai miei Rappresentanti di avviare e portare a termine con successo il processo di adesione di questi Paesi agli storici Accordi di Abramo".
Ministro Esteri iraniano non sarà a riunione Consiglio di Sicurezza Onu a causa di problemi col visto
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi non sarà a New York per la riunione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite a causa di problemi con il visto. Lo ha fatto sapere oggi il portavoce del Ministero, Esmaeil Baghaei, il quale ha specificato che l'impedimento è dovuto a "un problema relativo al visto per gli Stati Uniti". La sessione pubblica del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite è prevista per martedì e ha lo scopo di discutere di sicurezza internazionale.
Putin parla con il re del Bahrein: "Serve soluzione rapida alla crisi iraniana"
Nel corso di una conversazione telefonica svoltasi oggi, il presidente russo Vladimir Putin e il re del Bahrein, Hamad bin Isa Al Khalifa, hanno sottolineato l'esigenza di una rapida "soluzione politico-diplomatica della crisi iraniana". Lo ha riferito il Cremlino. "Nel corso della discussione sulla situazione in Medio Oriente – si legge in una nota del Cremlino diffusa su Telegram – i due leader hanno sottolineato la necessità di raggiungere rapidamente una soluzione politico-diplomatica della crisi iraniana, tenendo conto incondizionatamente degli interessi di tutti gli Stati della regione".
Wsj: "Trump salverà il regime iraniano? Sarebbe un tradimento degli interessi Usa"
Il regime iraniano "è entrato in guerra facendo i conti con crisi economiche e politiche interne, che sono state aggravato dal conflitto. Salvare ora il regime tramite un salvataggio economico costituirebbe un vero tradimento degli interessi americani e ancor più del popolo iraniano". Lo afferma il board editoriale del Wall Street Journal commentando le indiscrezioni relative al possibile accordo di pace fra Iran e Stati Uniti. Il quotidiano si chiede se Donald Trump stia salvando il regime con l'accordo quadro che prevede 60 giorni per trattare e concessioni americane prima della firma di un'intesa sul nucleare.
Wp: "Per Iran riapertura Hormuz avverrà in più fasi"
La riapertura dello Stretto di Hormuz avverrà in più fasi. Lo ha riferito un funzionario iraniano sotto anonimato al Washington Post, precisando che nella prima fase, gli Stati Uniti sbloccheranno 12 miliardi di dollari di beni iraniani congelati, inizieranno le operazioni di sminamento nello Stretto e verrà revocato il blocco navale americano.
Come sottolinea il quotidiano Usa, non è chiaro quando lo Stretto tornerà a essere navigabile, sebbene un alto funzionario dell'amministrazione americana abbia presentato il nuovo quadro che si sta negoziando come un mezzo per "alleviare i costi del carburante per le famiglie americane". Quanto ai beni iraniani congelati, non saranno sbloccati finché Teheran non inizierà a cedere il suo l'uranio arricchito. La fonte, citata dal Wp, ha sottolineato che i beni congelati e le sanzioni saranno gestiti in base al rispetto da parte dell'Iran degli altri punti della proposta.
Ben Gvir chiede ripresa conflitto contro Libano: "Occupare area fino al fiume Zahrani"
I ministri israeliani di estrema destra chiedono al primo ministro Benjamin Netanyahu di riprendere le operazioni militari in Libano in risposta agli attacchi con droni esplosivi di Hezbollah, in vista di un potenziale accordo tra Iran e Stati Uniti che potrebbe limitare l'azione israeliana contro il gruppo terroristico. Lo riferisce il Times of Israel. Il ministro della Sicurezza nazionale Itamar Ben Gvir fa sapere che Netanyahu deve "informare" il presidente degli Stati Uniti Donald Trump che la guerra in Libano sta per riprendere. "Non dobbiamo normalizzare la realtà dei droni esplosivi. È giunto il momento che il primo ministro batta i pugni sulla scrivania di Trump e lo informi che stiamo tornando in guerra in Libano", dichiara Ben Gvir in un comunicato, a pochi giorni da un previsto ciclo di colloqui tra Israele e Libano a Washington. "Dobbiamo interrompere la fornitura di energia elettrica in Libano, conquistare il fiume Zahrani e tornare a una guerra ad alta intensità", aggiunge, facendo riferimento al fiume a nord del Litani e indicando la volontà di estendere l'area del conflitto. Il ministro delle Finanze di estrema destra Bezalel Smotrich, in una dichiarazione separata in cui annunciava l'approvazione di un budget di 2 miliardi di shekel (692,8 milioni di dollari) per "soluzioni tecnologiche alla minaccia dei droni", chiede attacchi su Beirut."Una minaccia strategica non si affronta con la sola difesa; per ogni drone esplosivo, a Beirut devono crollare dieci edifici", dichiara Smotrich.
Media: "Capo banca centrale in Qatar, focus sblocco degli asset congelati"
Il governatore della banca centrale dell'Iran, Abdolnaser Hemmati, è stato in missione in Qatar per incontrare una delegazione del Paese e affrontare colloqui sugli asset iraniani congelati. Lo riferiscono i media iraniani. Quello dei beni presenti all'estero – molti proprio in Qatar – e bloccati a causa delle sanzioni internazionali e' uno dei punti centrali nei colloqui in corso tra Teheran e Washington. Secondo l'agenzia di stampa di stampa iraniana Irib, la visita di Hemmati è avvenuta mentre una delegazione del Qatar era a Teheran per discutere dello stesso tema. Nell'ambito dei negoziati, l'Iran aveva chiesto lo sblocco immediato dei fondi congelati e una riduzione permanente delle sanzioni, ma Washington ha chiarito che ciò avverrà solo a fronte di concessioni tangibili. Secondo quanto riportato dal sito Axios, durante il periodo di 60 giorni previsto dal protocollo d'intesa, lo Stretto di Hormuz sarebbe aperto senza pedaggi e l'Iran si impegnerebbe a rimuovere le mine per consentire il libero transito delle navi. In cambio, gli Stati Uniti revocherebbero il blocco dei porti iraniani e concederebbero alcune esenzioni dalle sanzioni per permettere all'Iran di vendere petrolio liberamente.
Media: "Netanyahu ha confidato di avere poche chance di influire su Trump"
Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha confidato ad alcuni collaboratori, in conversazioni private, che Israele ha scarsa capacità di influenzare le decisioni del presidente Usa Donald Trump sull'Iran. Lo ha riferito Reuters citando come fonti due funzionari israeliani a conoscenza delle conversazioni. Gli Usa stanno negoziando con l'Iran un accordo per mettere fine alla guerra e secondo fonti riportate di recente dal New York Times, Netanyahu è stato in gran parte escluso dai colloqui.
Israeliani in fuga dai droni nel nord: "Perdita di fiducia nel governo"
Centinaia di abitanti della Galilea, nel nord di Israele, hanno trasferito la residenza e iscritto i figli in scuole lontane per sottrarsi ai continui lanci di droni di Hezbollah e rinunciano ai significativi benefici fiscali che tanti voti avevano portato al primo ministro. Particolare quest'ultimo che denuncia "la perdita di fiducia nel governo", come sottolinea Channel 12. Le comunità della Galilea sono a ridosso del confine con il Libano, gli abitanti non hanno il tempo materiale per correre nei rifugi quando scattano le sirene. Oggi sono state diffuse le foto di studenti nascosti sotto i banchi per proteggersi dalle esplosioni.
Drone di Hezbollah colpisce abitazione nel nord di Israele, ieri 30 lanci
L'esercito israeliano riferisce che un drone esplosivo lanciato da Hezbollah dal Libano ha colpito un'abitazione a Metula, uno dei villaggi al confine con Israele più colpiti durante la guerra. Non ci sono feriti tra i civili. Ieri la milizia sciita ha lanciato 30 droni, uno ha colpito un soldato dell'Idf uccidendolo, altri due sono stati feriti. Il portavoce dell'esercito ha dichiarato che Hezbollah ha lanciato diversi droni esplosivi contro l'Idf e in territorio israeliano nonostante la tregua.