Opinioni
7 Marzo 2014
09:39

E’ possibile l’usucapione dell’azienda

La Cassazione civ. sez. un. del 05.03.2014 n. 5087 ha ammesso l’usucapione del complesso aziendale unitariamente considerato, distinguendo l’azienda dai singoli beni che compongono la stessa azienda (da art. 2555 c.c. ad art. 2562 c.c.)
A cura di Paolo Giuliano

L'usucapione è definita come un modo di acquisto di un bene (in realtà di un diritto reale su un determinato, il quale può essere la proprietà o una servitù) in presenza di alcuni presupposti come il passare del tempo e il possesso del medesimo bene per un determinato periodo di tempo.

In passato ci siamo anche occupati delle modalità attraverso le quali il proprietari possono difendersi dall'usucapione e dei mezzi che hanno a propria disposizione per  interrompere l'usucapione, il proprietario ha a propria disposizione sostanzialmente due strade: riprendersi (materialmente) il possesso del bene o intraprendere un'azione giudiziaria, diretta al medesimo fine.

Sorvolando sull'analisi dettagliata dei requisiti tecnici alla base dell'usucapione, ma sottolineando come possesso del bene e passaggio del tempo non possono essere surrogati da altri elementi come la mera intestazione catastale del bene,   sia beni mobili sia beni immobili, ma che in teoria è possono essere oggetto di usucapione tutti i beni che sono suscettibili di possesso.

Il problema è dato dal fatto che non esistono solo beni materiali, ma esistono anche beni immateriali, o beni compositi (formati da più beni) o le universalità (azienda, eredità) che sono l'insieme (la riunione) di più beni (diversi tra loro), i quali sono destinati a svolgere o a raggiungere uno scopo comune.

In presenza di universalità (aziende) si pone il problema se la natura giuridica dell'universalità permette l'acquisto dell'usucapione oppure, detto in modo diverso, se l'usucapione può riguardare il complesso di beni unitariamente considerato (cioè se l'usucapione può avere ad oggetto l'azienda unitariamente considerata)  o se l'usucapione deve avere ad oggetto i singoli beni che compongono l'universalità azienda.

E' ovvio che se si ritiene che l'usucapione possa avere ad oggetto l'azienda in quanto tale, l'azienda viene considerata come bene unitario distinto dalla somma dei beni che la compongono, mentre se si sostiene che l'usucapione, in presenza di una azienda, deve riguardare i singoli beni che la compongono, si tende a negare  il valore unitario dell'azienda come bene distinto dai singoli beni che compongono l'azienda.

Forse occorre prendere atto che il legislatore ha riconosciuto una unità economica all'azienda e questo porta ad un implicito accoglimento di tutte le soluzioni unitarie, ecco, quindi, che le  norme (2558, 2559, 2560, 2112), dettate per gli acquisti derivativi, possono essere integrate (per analogia) le norme per gli acquisti a titolo originario, come l'usucapione.

Il problema, allora, consiste nell'accertare se non vi siano, nel codice civile, diposizioni incompatibili con l'affermazione che l'azienda è suscettibile di possesso utile all'usucapione, sul punto si deve notare che il possesso è supposto in diverse disposizioni 2561  c.c. 2556 c.c. 670 cpc e, questo, dimostra come è possibile il possesso dell'azienda unitariamente considerata (distinta dai singoli beni che la compongono).

Ecco, quindi, che l'azienda, ai fini della disciplina del possesso e dell'usucapione, quale complesso dei beni organizzati per l'esercizio dell'impresa, deve essere considerata come un bene distinto dai singoli componenti, suscettibile di essere unitariamente posseduto e, in presenza degli altri elementi indicati dalla legge, usucapito.

Cassazione civ. sez. un., del 5 marzo 2014 n. 5087 in pdf

Avvocato, Foro di Napoli, specializzazione Sspl conseguita presso l'Università “Federico II”; Mediatore professionista; Autore di numerose pubblicazioni in materia di diritti reali, obbligazioni, contratti, successioni. E' possibile contattarlo scrivendo a diritto@fanpage.it.
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